A day in the life

Prevedevo sarebbe stata una lunga giornata ieri. Speravo mi avrebbe dato di che esserne contento. Ma proprio così così bella non me la sarei mai aspettata. Ma andiamo con ordine.

Trenitalia come sempre si scusa del ritardo e si augura di trovarci presto sui loro treni. Come se potessi scegliere di prenderne altri. Milano Bologna 40 minuti di ritardo, Bologna Ferrara un altro quarto d’ora. Meno male che ero partito presto per evitare che eventuali ritardi potessero avere conseguenze sulla mia puntualità all’appuntamento con l’intervista agli Ok Go. E così è successo, puntualissimo mi presento e mi viene presentato Damian, il cantante.

Evidentemente io e le nazionalità dei gruppi non andiamo d’accordo. Non so perchè ma guardando il sito degli Ok Go avevo deciso che erano svedesi, e mi ero preparato un paio di domande sull’argomento. Poi li sento parlare e capisco che questi sono americani, tutta la vita. Lo chiedo per sicurezza a Damian (senza ovviamente dirgli che credevo fossero svedesi) e ricevo conferma della mia supposizione. Bene, riadattata una delle due domande ed eliminata l’altra, inizio l’intervista. Fortuna vuole che Damian sia un ragazzo disponibilissimo e che soprattutto ami approfondire gli spunti che gli propongo, come piace a me. Sta proprio lì a pensarci per darmi risposte il più esaurienti possibile, davvero un grande. Fortuna vuole che ormai non sia nemmeno più la mia prima intervista o la seconda, per cui mi ritrovo ad essere in grado di attaccarmi alle sue risposte per proporgli altre domande a cui non avevo assolutamente pensato. Risultato, l’intervista è un gioiello, e la mia autostima, che di solito non è altissima, ha avuto un picco notevole appena ho salutato Damian e mi sono lanciato nel giro turistico di Ferrara.

Che è bellissimissima!!!! Me l’avevano detto che merita, ma davvero sono rimasto super affascinato! Dopo ore di passeggiata solitaria mi imbatto in Filippo, che a sua volta aveva consociuto varia gente in treno: fratello e sorella bergamaschi che hanno una band (e a giudicare dalle canzoni che suonava e cantava lei con la chitarra acustica non dev’essere niente male) ed un americano di stanza a Firenze, anche lui musicista (che mi ha lasciato un’impressione altrettanto favorevole). Ci rilassiamo ad un parchetto e becchiamo una coppia croata che si è fatta 10 ore di treno per i Flaming Lips. Grandissimi!

Vado all’entrata del concerto, nel tragitto incontro nasty albion con consorte, e compro i biglietti per tuttti. Arriva Laura. Arrivano Monia e Vince. Arrivano Riccardo, Anna e Leila. Entriamo. Arriva un’amica di Riccardo che ci dice che se fossimo arrivati prima ci avrebbe fatti vestire da Babbo Natale sul palco. Noooo… Arriva la sistren che ci riconosce. Stanno per iniziare gli Ok Go e l’amica di Riccardo di cui sopra, Stefania, esce e ci comunica che ha convinto lo staff a mettere sul palco due Babbi Natale e due alieni in più. Io e Riccardo Babbo Natale, Laura e Leila alieni. Che figata.

Ok Go bravini e belli energici, peccato che si sentisse poco la voce. Divertenti soprattutto l’intermezzo vocale tra Damian ed il bassista e il balletto finale stile boy band. Ma è tempo di andare nel backstage!

Indossiamo i nostri costumi, tengono un caldo della madonna, ci spiegano come puntare le torce che ci hannodato nelle prime canzoni e poi ci dicono che dobbiamo ballare e divertirci tutto il termpo. Ci mettiamo dietro al palco con la band, ed è ora di iniziare!

Inutile descrivere il concerto da un punto di vista tecnico, quello che ieri contava è che c’era una piazza piena di gente felice, e sul palco un gruppo di gente, tra i musicisti e noi, che si amavano tantissimo. Wayne nella palla trasparente, palloni bianchi e colorati, coriandoli, bolle di sapone e stelle filanti. Erano tutte cose che sapevo, ma essere lì è davvero indescrivibile, il clima di felicità che si crea è unico. E noi sopra, a riconoscere gli amici nelle prime file ed a salutarsi con loro, a saltare e fare casino tutto il tempo subendo un caldo disumano ma chi se ne importa, ancora saltare, ancora ballare, ormai siamo nel vortice dell’amore e non c’è modo di sentire la stanchezza. Noi Babbi Natale inizaimo ad abbracciarci, ma forte, con sentimento, come se fossimo tutti amici per la pelle, come se ci conoscessimo da uan vita e fosse successo qualcosa che ci avrebbe tenuti insieme per sempre. Wayne viene ad abbracciarci, è più sudato di noi, ci ringrazia, you’ve been great. che roba ragazzi, me la ricorderò per sempre.

Viaggio per Padova, relaz e giro notturno tra amici incontrati e spuntini di vario genere. Ormai è giorno, sono le cinque e mezza, a letto. ho fatto una grande intervista, ho visto una stupenda città, ho incontrato tanta gente a cui voglio bene, e ho fatto Babbo Natale sul palco dei Flaming Lips.

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Pubblicato il luglio 2, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 14 commenti.

  1. non so se invidiarti di più per l’intervista o per babbonatale.
    di sicuro t’abbiamo fotografato, eravamo proprio lì sotto in zona transenna…

    d.

  2. Di sicuro sono tutte cose che ti meriti per la passione e la dedizione che ci metti! Continua così! ;]

  3. Caro Wayne, riceverai presto una lettera dai miei avvocati per avermi completamente plagiato l’idea della sfera trasparente dal palco. Per una volta tanto – tu innovatore psichedelico senza uguali – sei arrivato in ritardo di tre anni. Mi spiace. By Peter Gabriel

  4. Posso iniziare a divulgare le tue foto? Sono troppo belle per non essere mostrate!

  5. Devi! anche io le voglio!

  6. Sì però peter gabriel non camminava sul pubblico con la sua sfera. e poi quella di wayne non è una semplice sfera: è una space bubble!!!

    nasty albion

  7. Ah Barto dimenticavo: ho finalmente fatto l’esperimento con Zaireeka in condizioni ottimali! 2 stereo portatili, 1 lettore dvd e il pc. E sabato si farà il parking lot experiment con i 4 cd in 4 auto in un parcheggio. ci arrestano sicuro!

    nasty albion

  8. mi sono divertita da matti io sotto il palco..immagino voi sopra :)))))

  9. Ragazzo mio “albionico”, è già tanto che giravo sul palco con quella dannata sfera! Vuoi pure che, a 56 anni compiuti e con la pancia, mi metta a fare stage-diving sul mio pubblico? Peter G.

  10. Signor Gabriel mi perdoni ma Mr. Coyne ha anche lui 45 anni (ma forse meno panza di lei)…non è nemmeno lui più un giovincello 😉

    nasty albion

  11. Anni e anni di eroina (fortunatamente sostituti da una seconda vita in cui ti riscopri autore “beatlesiano”) ti fanno restare smilzo… Vidi i FL al “Transilvania” di Milano 3 anni fa e lo ricordo ancora adesso come un concerto insuperabile. Peter

  12. Wayne Coyne non si è mai fatto di eroina!!! Ha usato allucinogeni molto tempo fa e naturalmente ha fumato e venduto “pot”. L’ unico ad essere stato dipendente dall’eroina per cinque anni è Steven Drozd ma adesso è completamente pulito da almeno un paio d’anni.

    nasty albion

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