Su Under The Iron Sea

Con il dovuto rispetto per le opinioni altrui più ascolto l’ultimo dei Keane e più mi convinco che tutti quelli che ne parlano male l’hanno ascoltato poco.
Oh, capita anche a me di decidere al primo ascolto che un disco non mi piacerà e quindi di riprenderlo al massimo un’altra volta. e anche a me i primi due ascolti avevano lasciato perplesso. Però non era possibile, quelle canzoni le avevo sentite dal vivo e mi piacevano, dai un altro ascolto, e un altro.
E adesso ogni volta è tutto più intenso ed emozionante della volta prima, e mi sembra OGGETTIVAMENTE tutto così fatto bene che non capisco come si possa bollarlo con tutti gli aggettivi negativi che ho letto in giro.

E adesso esagero. La successione Hamburg Song – Put It Behind You è paragonabile a quella Climbing Up The Walls – No Surprises su Ok Computer.
Perchè in entrambi i casi la prima canzone rappresenta il manifestarsi definitivo della sensazione negativa che iniziava a serpeggiare qualche canzone prima e piano piano veniva alla luce (in quel caso era l’angoscia, qui è la rassegnazione), mentre la seconda è il momento catartico che sa unire semplicità e forza in modo tale da spazzare via tutto come una benefica marea e da dare quando ormai non ce li aspetterebbe più una sensazione positiva dal sapore di rivincita e premio per chi non ha mollato (in quel caso la serenitàm in questo la voglia di ripartire).
E in nessun disco quest’anno ho trovato due canzoni così legate tra loro e con il resto del lavoro, troppo spesso ormai gli album sono solo raccolte di brani senza che il loro insieme valorizzi il singolo pezzo. Non dico che è l’unico caso di legame esistente tra le canzoni nei dischi di quest’anno, ma qui è qualcosa di più forte rispetto a tutti gli altri.
Il che non lo rende il miglior disco dell’anno, certamente, ma sono altrettanto certo che in futuro questo sarà uno dei ricordi più forti del 2006.

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Pubblicato il settembre 7, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. mmm si, anche io guardo storto tutti quelli che dicono “oddio i keane…” e fanno la faccia schifata. per me lo fanno a priori, sicuramente non saranno arrivati neanche a metà disco…

  2. che analisi precisa, ti faccio tanto di cappello.
    sai quel che penso di hamburg song.
    lacrimuccia 🙂

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