Sì

Andiamo con ordine. Pubblicata l’intervista fatta ai Delays a luglio. Pubblicato anche il live report dei Marion al Barfly. E mi spiace molto non dedicare un post apposito a questo live report, per l’importanza dell’evento eh, intendiamoci, non perchè penso che sia scritto particolarmente bene.

E però, a proposito di importanza degli eventi, quello annunciato ieri e di cui ho profumatamente pagato il biglietto oggi di importanza ne ha anche lui, direi.
In parole povere Noel Gallagher, accompagnato da Gem Archer, suonerà in semiacustico al Blue Note, in pratica il nuovo tempio del jazz milanese, un locale da 300-350 posti massimo, il prossimo 29 novembre. Il bihglietto l’ho avuto perchè un ragazzo che aveva la possibilità di prenotarlo, nonostante a lui della cosa non interessasse nulla, ha pensato agli amici e mi ha dato quest’opportunità.
So che sembra un atteggiamento falso, ma ora come ora non riesco ad essere felice, un po’ perchè è stato troppo facile essere tra i privilegiati proprio quando nella normalità dei casi sarebbe stata l’impresa più difficile, e poi perchè quasi nessuno dei die-hard fans degli Oasis che conosco io ci sarà. E non è giusto, cioè un’occasione del genere avrebbe richiesto tutti i fedelissimi raccolti intorno al loro eroe in un intimo abbraccio che avremmo dato a lui ma ci saremmo dati anche tra noi, fieri di avere l’aiuto migliore posibile nel sostenere il nostro idolo incontrastato. Purtroppo però il numero di questi fedelissimi che al pari nostro non sono mai stati lontani dal nome Oasis è troppo più alto della capienza del locale. Però lo so già che vedrò lì gente che sarà venuta solo per fare presenza, e li odierò mentre chiacchierano tra loro durante il concerto, invece di osservare un religioso silenzio, o mentre magari se ne staranno appoggiati mollemente al bancone del bar invece di stare seduti con la schiena in avanti ed il collo teso ed i fremiti che li sconvolgono, o mentre li vedrò con un’espressione annoiata invece che coi muscoli facciali tesi e lo sguardo vitreo. E penserò che se ci fossero stati quelli che dicevo io sarebbe venuto meglio, e che quei paraculati non si meritavano di essere lì. Spero di vedere intorno a me solo gente che vivrà questa serata come l’evento della vita, perchè lo è.

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Pubblicato il novembre 17, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. parole sante barto, parole sante.

  2. Guarda cara, il !quasi! era perchè ho saputo che almeno tu ci sarai, la cosa mi ha molto confortato.

  3. però, dico io, se vostro eroe vi avesse voluti tutti intorno a sè, avrebbe scelto un’altra location. no?spero almeno per voi che N.G. (nearly god?) abbia l’ironia per eseguire “workin class hero”.d.

  4. Caro/a d., al nostro eroe non credo sia stata data possibilità di scelta, gli avranno detto quel giorno suoni lì e basta. E. come ho scritto, per averci tutti intorno come minimo sarebbe servito l’Alcatraz come l’ultima volta, ma lì ovviamente l’efficacia di una performance di quel tipo sarebbe molto affievolita, per cui era necessario un posto così piccolo.

  5. (magicpie)
    parole santo barto.
    alla fine è sempre così… vabbe amen.
    divertiti 🙂

  6. caro, caro (ci conosciamo barto, sono nient’altro che il sir in borghese, eheh). sarà, ma francamente mi sembra che uno showcase promozionale a quel prezzo sia piuttosto disonesto. la location, poi, il blue note, mi sembra davvero amena. gli avranno anche detto di fare così (…) ma francamente l’offerta della serata, nel suo insieme, mi sembra stridente con la filosofia stessa che certa musica dovrebbe rappresentare.

  7. Nella sostanza questo è molto di più che uno showcase promozionale. Ripeto, che location avrebbero potuto scegliere per una performance di quel tipo? La Casa, magari, ma è ovvio che una major sceglierà un locale più “in”. Il prezzo è disonesto? Personalmente trovo più disonesti 23 euro per i Kaiser Chief, o 25 per i Killers, per limitarmi a due esempi recenti. Se dovessi seguire soltanto ciò che non stride con una certa filosofia dovrei lasciar perdere almeno un terzo della musica che mi piace. E tra l’altro tu dovresti sapere bene che a queste cose non ho mai badato troppo.

  8. capisco il tuo punto di visto, è piuttosto logico, per carità. solo, non lo condivido. è che già dispiace vedere cosa è diventato il jazz oggi, nella maggior parte dei casi (musica per ricchi pensionati wasp in golfini di TH). figuriamoci se anche i rockers iniziano ad artteggiarsi a tali. vabbè, non parlo di certo da fan (disconosco i fratelli G. da anni), questo è certo. per il resto buon concerto.d.

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