Basket

E’ un po’ che non parlo di basket, quidni ho deciso di rimediare (per la gioia della Nadia). Dei tanti dischi nuovi comprati o scaricati e del concerto di ieri sera parlerò nei prossimi giorni.

Basket tifato: siamo verso la fine del girone d’andata, momento in cui tradizionalmente i nodi vengono al pettin e l’allenatore, aiutato da un lato dai giocatori e dall’altro dalla dirigenza, deve scioglierli. E i nodi al pettine di Djordjevic sono almeno 3. Uno è stato parzialmente sciolto, ovvero è stato risolto il contratto con Tusek. Certo, girano le palle pensare che sono stati dati un sacco di soldi ad un prosciutto mobile (non perchè i soldi siano i miei, ma perchè sarebbe stato il caso di avere qualcuno con un rendimento proporzionato a quello stipendio) sbandierato dalla nostra illuminata dirigenza come "uno dei 4 più forti del campionato", ma vabbè, tenersi sto peso morto era inutile, anzi dannoso, visto che per esempio domenica un uomo in più nelle rotazioni avrebbe fatto non dico comodo, ma molto comodo. Ora bisogna vedere chi prendere per sostituirlo. io, come espresso nel forum, sono per un lungo perimetrale, dato che come lunghi interni ne abbiamo già due che si fanno valere mentre l’unico presunto tiratore tra gli stessi lunghi è il buon Svenone, che però una volta riesce ad esserlo e le successive 3 ci riesce un po’ meno.
Gli altri due nodi sono di natura tattica. uno è che in attacco, contro difese di alto livello, non abbiamo né la capacità di muoverci in 5 per fare in modo che un buon tiro venga costruito per uno, e nemmeno di servire i lunghi con continuità. L’unica cosa che resta è usare la clava, ovvero palla in punta all’esterno che si butta dentro e succeda quello che succeda (tiro o scarico). Peccato che l’unico che sembra avere la forza fisica per farlo è Green, e al massimo potrà provarci Bulleri quando sarà più in forma, gli altri non sono in gradi di farlo e in generale sono troppo monodimensionali per risultare imprevedibili quanto servirebbe. Sta all’allenatore trovare i giochi giusti per esaltare le caratteristiche dei suoi, e la cosa non sembra essersi sempre verificata. L’altro problema è in difesa, ed è sempre sul perimetro: agli avversari basta davvero poco per trovare un uomo libero per un tiro comodo. Purtroppo le scelte difensive dettate dall’allenatore stanno scoprendo la squadra da questo punto di vista, per cui speriamo che Sasha abbia le capacità ed il coraggio di dare una piccola adattata alla sua impostazione difensiva.
In generale comunque il gruppo non mi sembra sfilacciato, i giocatori non mi hanno dato l’impressione di mollare alla prima difficoltà, è che ormai il livello del gioco in Italia è molto calato, e in questi casi conta più del dovuto l’aspetto puramente fisico-atletico. Nelle ultime due sfide di alta classifica che abbiamo giocato ha vinto chi aveva più uomini da ruotare, noi con Treviso e Siena con noi, e l’impressione è che sia stato quello il fattore decisivo al di là di altri pregi e difetti delle squadre.

 Basket giocato: Non gioco da un’infinità di tempo, saranno due mesi, durante i queli un po’ mi sono allenato e un po’ mi sono fatto i cavoli miei (vedi concerti ed esame da avvocato. Nel frattempo siamo passati da una classifica di zwero vinte e 3 perse ad una di 2 vinte e 4 perse. In generale abbiamo creduto troppo facilmente che un’impostazione più studiata ci avrebbe dato la possibilità di giocare meglio: purtroppo non abbiamo la mentalità per rispettare consegne tattiche e nel frattempo metterci la grinta giusta: se sappiamo di dover seguire degli schemi pensiamo a quello credendo che le palle vengano fuori in automatico. in attesa di diventare capaci di usare il cervello in modo tale da aggredire e ragionare allo stesso tempo, probabilmente è meglio giocare come si faceva la scorsa stagione, ovvero zona per correre di meno e in attacco andare dietro all’istinto, e infatti mi dicono che le due partite le abbiamo vinte così. Venerdì si riprende, all’andata loro ci hanno asfaltati, ma si dice che quelli forti della squadra ora abbiano iniziato la prima divisione. Io però a certe cose credo solo se le vedo in campo, e "non dico gatto se non l’ho nel sacco". Di partite ne mancano 8, siamo in tempo per finire con una classifica decente e per continuare sulla strada del’unità di gruppo e del divertimento.

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Pubblicato il gennaio 10, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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