Le due facce del cantautorato

Oggi ho ascoltato due dischi di due cantautori. Il primo sulclassico supporto di un cd originale, graditissimo regalo di due care amiche. Il secondo in streaming gratuito sul myspace dell’artista. Il primo è The Letting Go di Bonnie "Prince" Billy. Il secondo è Panic Prevention di Jaime T. Il primo mi è piaciuto. Il secondo no.

Il primo è il trionfo dell’essenzialità due voci delicate, una maschile ed una femminile, chitarre leggere, la batteria che ha sempre un ritmo lento e che spesso e volentieri sparisce, una spolveratina di archi all’occorrenza. E non c’è niente da fare, di ascolti come questo la mia anima ha bisogno. Non sempre eh, che il troppo stroppia, ma ogni tanto sì, ed era un po’ che non mi imbattevo in un disco di questo tipo. Quando poi ti ci imbatti ed è bellissimo, e ti culla dolcemente facendoti credere che la tua mente si stia lentamente sciogliendo in un caldo abbraccio etereo. beh, devi ringraziare chi ti ha permesso di imbatterciti. Grazie, mie due care amiche.
Il secondo è il trionfo della tuttologia. Jaime T sa fare tutto. Sa fare hip hop, innanzitutto, ma sa mettere sonorità indie rock quando serve, o chitarre acustiche, e ogni tanto sa anche cantare oltre che rappare. Un uomo per tutte le stagioni. Perchè un merito ce l’ha Jaime T: non solo sa fare tutto, ma ci riesce in un modo che accontenti tutti, in modo che l’ascoltatore indie si ritrovi a dire "ehi, questo fa hip hop ma mi piace" e boh, suppongo che anche l’ascoltatore hip hop dica "egi, questo qui ha sonorità indie, ma mia piace". Ci vuole talento per fare una cosa del genere, ci vuole coraggio e personalità, nessuno nega queste doti a Jaime T. E’ che siamo sempre al discorso che ho fatto per The Good The Bad & The Queen: più di queste cose io qui ci sento mestiere e furbizia. E quando sento mestiere e furbizia in un disco, lo boccio, probabilmente senza appello.

O forse non sono in periodo di ascoltare cose che osano troppo e preferisco abbandonarmi alla semplicità. Vocine, chitarrina, violinini, ahhh, ma che mi manca…

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Pubblicato il febbraio 6, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Continuo a sentire alla radio Jamie T. Vedrò di ascoltare anche l’album. Concordo pienamente sull’altro disco.

  2. vedi che con la tua musica pallosa ormai ci capiamo 🙂

    va un po’ qui
    http://www.verdena.com/anteprima-requiem/

  3. Ma grazie ancora!! Appemna soo a casa ascolto.

  4. a me il disco di jamie t sembra molto spontaneo e molto poco costruito, invece…

  5. vorrei segnalarti l’uscita del cofanetto del mito nazionale (secondo solo ad Albano e Romina, insieme)
    Leone Di Lernia “Ma Che Figo Sono Con Auz Triccaballac”; imperdibile e pieno di grandi musicalità per palati sopraffini

  6. Beh, certi testi di Leone sono oltre, secondo me, e non sto scherzando.

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