Le allucinazioni collettive

Si sa che ho sempre ritenuto gli Arctic Monkeys una specie di allucinazione collettiva, ma ora che il secondo disco non ne vuole sapere di uscire dall’autoradio, inizio a temere che ero io ad avere le fette di salame sulle orecchie l’anno scorso…urge un riascolto dell’esordio, per capire se sono loro ad essere migliorati o sono io che prima non mi ero accorto di quanto valessero.

Anche sugli Horrors l’ho sempre pensata così, dopo averli visti dal vivo un anno fa al Rocket. In effetti non è che ora mi facciano impazzire, però il disco non è male, e l’altra sera, quando ho deciso di tornare al London Loves perchè sapevo che avrei incontrato un po’ di gente che non vedo troppo spesso, ho constatato che come dj ci sanno fare veramente. Selezione totalmente incentrata sul tipo di musica che suonano anche loro, per cui non conoscevo niente, ma ho molto apprezzato. Bella serata.

Dopo tanti anni in cui ho sempre sentito il nome di Cat Power senza averne mai ascoltato le canzoni, ieri ho potuto vederla dal vivo al Rolling Stone. Senza giri di parloe, due palle gigantesche. Un’ora e mezza di brani blues/rock senza spunti, senza verve, senza calore. Musicisti che hanno dato l’impressione di essere lì solo perchè li pagavano, non dico che suonassero male, ma davvero l’impressione era degli esecutori professionisti che, appunto, svolgevano la loro professione in modo professionalmente impeccabile, e concetti come sentimento, cuore e simili sono sembrati quanto di più lontano ci potesse essere da loro. La Marshall che ha una buona voce, e ha un discreto carisma sul palco, ma che si è troppo adeguata all’essere monocorde di chi le stava intorno. E anche qui ho pensato ad un’allucinazione collettiva: mi sono detto, possibile che questa è in giro da dieci anni e ha un certo seguito facendo questa roba? Un autorevole parere mi ha detto di no, che anche lei è stata delusa, che i dischi hanno tutto un altro impatto. Vedremo se mi verrà la voglia di ascoltare quaclosa…

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Pubblicato il maggio 7, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. ho capito, devo sentire sto disco degli arctic monkeys. a questo punto sono curioso.
    pare invece che sia molto bello il disco dei digitalism. lo hai sentito?

  2. Mai sentiti nominare, devo ammetterlo…lo cercherò

  3. odio dover dire cosa ti avevo detto ma, cosa ti avevo detto?
    solo ci hai messo il tuo tempo.
    capisci perchè mi emoziono quando suonano.
    e pure cat power.
    ha rotto i coglioni sta gatta morta fricchettona.

  4. su cat non ho che sentito pessimi commenti sui live.

    sui pagliacci tristi invece non so quanto potrei cambiare idea. è proprio un rigetto epidermico.

  5. quindi chan marshall big delusion dal vivo. per fortuna che mi sono risparmiata i soldi del viaggio a bologna allora. sembra un po’ l’anno delle delusioni per me, perlomeno rimangono ancora i wilco.

  6. quel “per fortuna mi sono risparmiata i soldi del viaggio a bologan” era in senso preventivo, visto che il concerto li è stasera, ma penso si fosse capito, ma vabbè, scusami, sono pignolissima.

    …”

  7. Beh non so se li hai mai visti, ma i Wilco sono una certezza dal vivo! Spero di avere i soldi ed il tempo per andare a Torino il 17 luglio!

  8. eh, purtroppo non sono ancora mai riuscita a vederli dal vivo, ma i wilco sono un pezzo di cuore per me. purtroppo tempo che non riusciro’ ad andare a torino, saro’ nel pieno della mia stagione lavorativa, sob!

  9. Io invece li ho scoperti sono due anni fa, e di dischi ho soltanto quelli da Summerteeth in poi, però, per farti un’idea di quanto mi piacciano leggi qui 🙂
    http://roundmount.splinder.com/post/11311362/Due+capolavori

  10. ehhehe, sky blue sky è stata l’ennesima mano giocata egregiamente. anche se razionalmente parlando lo trovo “evidentemente” (prendila con le pinze sta parola!) un gradino sotto ai predeccessori, alcuni pezzi sono tra i più belli mai scritti da tweedy & co. , prendi per esempio on and on and on. stupenda. poi, e scusami se sono logorroica, in caso non l’avessi già visto devi, e ripeto DEVI assolutamente vedere il documentario di Sam Jones “i am trying to break your heart / a film about wilco”, praticamente un occhio sensibilissimo puntato sul gruppo durante la gestazione e la realizzazione di quel capolavoro che è yankee hotel foxtrot. emozionante.

    ps. nel post che mi hai linkato parli anche di “rubies” di destroyer.. bhè, che disco!, complimenti. 🙂

  11. Ari, guarda, daglieli due ascolti. Due, non uno di più. Potrebbe sorprenderti, anche io dicevo lo stesso sui brufolosi, poi invece…
    Nadia, beh, un conto è questo disco, un conto è quello (e i live) dell’anno scorso…

  12. mmmm…. posso provarci… anche se temo che il mio muletto potrebbe imbizzarrirsi….

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