Ascolti

Continua la scarsa sintonia tra me ed il 2007 musicale. Ormai è evidente, le proposte che arrivano dall’Italia mi stanno coinvolgendo molto di più rispetto a quelle delle Nazioni da cui normalmente attingo a piene mani. Oltre agli appena citati Isabel At Sunset, anche i Canadians hanno superato bene la prova della lunga distanza. Anche se, devo ammetterlo, le mie aspettarive erano ancora più alte. Volevo il disco perfetto, il disco definitivo, quello per cui strapparmi i capelli e i vestiti, da loro, e così non è stato, però è un bellissimo album, con melodie di grande efficacia (datene due o tre in mano ai produttori della Britney di turno e avranno la strada spianata alla conquista del mondo), la precisione chirurgica della dose di malinconia da inserire in un contesto di sensazioni fondamentalmente spensierate, così da rendere il tutto perfetto per i romantici nostalgici sognatori come me. Dico io, voi prendete un pezzo come 15th Of August: che si può fare, se non arrendersi senza condizioni e farsi trascinare come un fuscello nel mare in tempesta? E poi mi piace che il suono ha un certo impatto fin da subito, ma è anche fatto in modo da far scoprire tutte le potenzialità delle canzoni solo dopo alcuni ascolti. E allora, perchè non è il disco perfetto, definitivo, ecc…? Semplicemente perchè l’impressione è che si possa fare di meglio, che alcune variazioni sul tema avrebbero potuto essere più azzeccate, che alcuni passaggi avrebbero potuto alimentare ancora meglio l’aspetto emozionale. Quisquilie, inezie tranquillamente eliminabili con irrisoria facilità.

E invece dall’estero cosa arriva? Tutta una serie di dischi che, continuerò a ripeterlo fino alla noia, mentre li ascolti ti piacciono anche, ma poi, quando hai voglia di ascoltare qualcosa, te ne dimentichi invariabilmente. Ci sarà un motivo se settimana scorsa ho rispolverato l’esordio degli Athlete e From Every Sphere di Ed Harcourt. Che poi, se almeno a gennaio/febbraio di dischi che mi avevano colpito ce n’erano (Cold War Kilds, CYHSY, Bloc Party, Patrick Wolf, Malajube e anche Klaxons) da marzo in poi, quandi negli ultimi 4 mesi, le uscite che sono destinate a rimanere nei miei ricordi sono solo due, i Kings Of Leon e gli Arctic Monkeys. Fine. Tutti i vari Arcade Fire, Modest Mouse, Maximo Park, Bright Eyes, National, Travis, la mia testa non ne vuole sapere di riprenderli. Metto gli Idlewild in un limbo tra queste due "categorie" e rimando il giudizio su Manics ed Editors perchè sono ancora freschi (ma l’idea che ho è che andranno ad aggiungersi al folto grupo degli effimeri). I Wilco, facendo qualcosa che normalmente è lontano dai miei ascolti abituali, non li prendo in considerazione per questo discorso. Comunque, per completezza, devo sempre tener conto del discorso della quantità che facevo pochi giorni fa. Magari è davvero troppa la roba che esce, o magari la mia testa ha altro a cui pensare e non ce la fa a, come dire, immagazzinare al meglio le informazioni per analizzarle come si deve. il mio è un giudizio puramente soggettivo, dato dalle mie sensazioni e non da un tentativo di critica obiettiva.

Piuttosto, comunque, preferisco buttarmi sui classici gruppi che vogliono solo far divertire e/o agitare senza pretendere di impressionare chissà quanto. Metto i Kubichek in questa categroia, e anche i Mumm-Ra, alla fine. E poi ci sono i Good Shoes e i 1990s che mi piacciono, oltre ai Pigeon Detectives. Mi piacciono proprio perchè non vogliono essere altro che immediati, non pretendon oaltro e alla fine mettono più voglia loro di essere ascoltati rispetto a chi cerca un livello artistico più elevato. O forse, appunto, sono solo io che ho bisogno di leggerezza.

Tra i dischi ache ancora mi mancano aspetto con grande curiosità il nuovo dei Polyphonic Spree. Tra quelli che ancora devono uscire ma che ho già ascoltato, il ritorno dei Kula Shaker è veramente bello. Sì ma ve li immaginate i Kula Shaker come disco dell’anno nel 2007? Cioè, se un Crispian Mills, che negli anni ’00 aveva finora prodotto un disco appena decente ed uno orribile, dopo anni di inattività mette in fila tutti quanti, un motivo ci dovrà pur essere.

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Pubblicato il giugno 29, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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