Cronaca di una delusione non annunciata

Intanto ecco la recensione del nuovo ep dei Verdena.

Ed ora la cronaca.
Giovedì scorso scopro che, andando al Teatro Dal Verme con l’inserto di Repubblica, se si era tra i primi venti si avrebbe avuto diritto a ricevere in omaggio il biglietto per Lou Reed agli Arcimboldi che rifaceva dal vivo tutto Berlin. Mando mio padre, che tanto è in pensione e in centro comunque ci va sempre, lui arriva, scopre che gli omaggi sono finiti e decide, d’accordo con mia madre, di fare il brillanrte e di regalarmi il biglietto. "Ti abbiamo voluto fare un regalo perchè sei bravo". Adoro i miei, e non certo (o almeno, non principalmente) per gesti materiali come questo.
I giorni prima ci penso un casino al concerto. Davvero da tempo un concerto non occupava i miei pensieri così a lungo prima del suo svolgimento. Però cavolo, è un eventone, e poi Berlin è l’unico disco di Lou Reed che ho, e poi l’esibizione sarebbe stata arricchita da tre bis, Sweet Jane, Satellites Of Love e Walk On The Wild Side. Una figata, in teoria.
In pratica il termine delusione è forse un po’ troppo forte, però insomma, parlerei di un bello spettacolo ma per niente coinvolgente. Colpa, principalmente, dell’invadenza di archi, fiati e coriste femminili. Nel disco ci sono questi elementi, ok, ma renderli così preponderanti ha dato al suono un carattere pomposo ed orchestrale che, dal mio punto di vista, ha snaturato il disco togliendogli tutto il pathos. Un’esibizione di suoni fine a sé stessa. Per di più la voce di Lou Reed l’ho trovata abbastanza anonima, e il carisma che avevo notato in altre star del passato in età avanzata che ho visto in questi anni non l’ho sentito per niente.
L’unico tratto che mi ha coinvolto è stata la seconda metà di Berlin, dove finalmente il suono era più essenziale e le sensazioni di tornmento e sofferenza erano ben palpabili.
Purtroppo i bis hanno affossato definitivamente la situazione. Sweet Jane è stata cabntata per più della metà da una specie di cantante soul, e le altre due canzoni hanno rivisto la massiccia presenza delle coriste. Certo che se anche il "du dudu dudu" invece di farlo tu lo fai fare a loro vuol dire che non ci sei, e basta.
Mi è spiaciuto un casino dover dire ai miei che non sono rimasto molto soddisfatto, avevo anche pensato di mentire per non farli dispiacere, ma alla fine la verità ha prevalso. La stessa verità cjhe siamo costretti ad ammettere riguardo un uomo che ha fatto la storia del rock, ma ormai anche il suo tempo

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Pubblicato il luglio 11, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Quindi mi stai dicendo che la decisione di non andare a Torino che ho preso ieri è in fin dei conti giusta…

  2. io invece vado….

    sperem..

  3. OHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!
    quindi mi sa che ho fatto bene a partire e ad evitarmi questa delusione, non credo il mio cuoricino avrebbe retto.

  4. …cazzo, purtroppo non sei il primo che parla in questi termini di Lou Reed

    Buldra.

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