Kent – Tillbaka Till Samtiden

W cdon che quando l’uscita di un disco è prevista in un dato giorno, ci tiene così tanto a non fartelo arrivare in ritardo, che alla fine ti arriva con due giorni d’anticipo.

A mia memoria non provavo un simile senso di attesa spasmodica per un disco dai tempi di Be Here Now. Perchè era troppa la curiosità di capire come i Kent avrebbero saputo usare l’elettronica, dopo l’esperimento di Vapen & Ammunition, che è un buon disco alla fine, ma sicuramente il loro peggiore, e dopo che questa svolta era totalmente inaspettata in seguito all’uscita sia di Du &Jag Doden che di The Hjarta & Smarta ep, entrambi tra i gioielli dell’intera discografia kentiana. La band, comunque, ci ha tenuto a far sapere ai fans in largo anticipo cosa dovessero aspettarsi da questo settimo disco, cosa che, da un lato, ha tolto quasi ogni sorpresa, ma dall’altro, appunto, ha aumentato la curiosità a livelli a dir poco morbosi.

Ed eccoli nel mio lettore i frutti della decisa virata verso i Depeche Mode. Qualcuno (penso al duomelassa – come chi è il duomelassa, ah già voi lettori del blog non lo sapete, anche se alcuni potranno immaginarlo, e comunque credo che l’ultima volta in cui è stata usata l’espressione duomelassa risalga al 2002 – a dietman e a colaz) che conosce la band ma magari non si era informata di questo annunciato cambiamento, dirà: I chi?? i Depeche Mode? Cioè, i Kent che si rifanno ai Depeche Mode? Essì ragazzi, è questa la realtà. Comunque, elettronica depechemodiana come se piovesse, o quasi (nel senso che le chitarre non sono sparite, però hanno un peso minore), e alcune volte (poche, per fortuna) l’impressione è che non sempre sia stata usata a proposito. Però le canzoni ci sono, la varietà pure, la coerenza stilistica anche, i brani sono sistemati nel disco secondo una logica precisa. Insomma, se è difficile per un fan di lungo corso adorare il disco al primo ascolto, è altrettanto necessario ammettere che, anche stavolta, i Kent (come Locatelli, non il calciatore, quello che faceva i formaggini quando eravamo piccoli) hanno fatto le cose per bene. E in un periodo in cui le contaminazioni vanno di gran moda, magari questo sarebbe stato il disco giusto per farsì che anche i non scandinavi (con l’accento sulla a, come ricorderebbe la Diana) potessero interessarsi in massa a Joakim e company. Poi tra un po’ magari non ne potrò fare a meno, come potrò rimanere sulla mia posizione attuale che è bello ma non è mio (o che non è mio però è bello).

Tillbaka Till Samtiden significa torniamo al nostro tempo. Mai titolo fu più fuorviante, se si pensa a quello che i Kent hanno fatto prima d’ora. O magari significa che da ragazzini ascoltavano i DM a nastro. Di certo la voglia di stringere metaforicamente la mano ai miei idoli, invece di volerli abbracciare come molte altre volte, è una sensazione nuova per me. Però è una stretta di mano senza rimpianti, senza l’idea di augurarmi che tornino ad essere quello che sono quasi sempre stati. Ascolto il disco e non dico "potevano restare sulle loro coordinate abituali", e questa è già una buona cosa. Se poi dovesse entrare nel mio cuore oppure no, solo il tempo potrà dirlo. A question of time, appunto.

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Pubblicato il ottobre 16, 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. duomelassa!
    ora grazie a te ricominceremo ad usare questo termine.

  2. duomelassa? uhm.. non mi ricordo. però adesso sono curioso. che cos’è? o meglio, chi sono?!

    mi ero disaffezionato ai kent (tant’è che, sicuramente sbagliando, gli ultimi ep non li ho mai ascoltati) e forse non sono mai stato un vero fan perchè a me vapen & ammunition era piaciuto, non come isola ma mi era piaciuto.
    e sai una cosa? corro a comprare questo ultimo perchè se i kent mi rifanno i depeche mode mi sa che sto disco è fatto apposta per me.

  3. i kent li vidi a stoccolma anni fa. là erano famosissimi, ma a me sembrarono solo dei radiohead locali. però c’era del succo. non riesco proprio ad immaginarmeli però con sonorità anni ottanta…

  4. dubbio: non ci sarà mica il gruppo del nongio venerdi? no perchè sennò io arrivo decisamente mooooolto tardi!!

  5. “SOLO dei radiohead locali”? Sti ca**i 😀
    Comunque… il disco comincia a convincermi.

    snow

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