Olimpia Milano

Potrei parlare della serata di ieri, che è stata senz’altro bella, non indimenticabile ma bella. I Pink Rays migliorano ogni volta che li vedo, i Merci Miss Monroe invece no, però sono già bravi così per cui finchè mantengono il loro standard di cui ho goduto nelle purtroppo poche volte in cui li ho visti continueranno allegramente a spaccare i culi, i Futureheads non mi hanno mai coinvolto e anche se dal vivo rendono senz’altro emglio che su disco non mi hanno provocato nessun sommovimento.

Ma oggi parlerò dell’Olimpia milano. Perchè da ieri sera questa stagione va nel podio di quelle che ricorderò di più, insieme a quella dello scudetto e a quella della sponsorizzazione Sony (e Melvin Booker è in due su tre di queste stagioni…). Forse è ingiusto non ricordare quella della finale 2005, però trovo che tra 20, 30 anni parleremo più di questa stagione che non di quella.
La ricorderò intanto perchè è stata, spero, l’unica nella quale mi sono volontariamente esiliato dal palazzetto per non dare soldi alla proprietà. Poi anche per quel paio di contestazioni civili a cui ho partecipato. E anche per l’incredibile altalena di emozioni che comunque ho vissuto durante l’anno.
La fredda cronaca: la squadra vince solo una partita delle prime sette, dopodiché cambia l’allenatore, si dimette il gm, vengono cacciati svariati giocatori e piano piano si consolida un assetto che permette di arrivare quinti e nei playoff di rovesciare il fattore campo con la quarta classificata e di qualificarci alla semifinale e quindi all’Eurolega.
Rendiamoci conto, l’Eurolega, per questa squadra che è stata definita "di merda" da chiunque per poco meno di metà stagione, e che comunque non ha mai mostrato chissà che sprazzi di gioco entusiasmante. Vuol dire che questi avrebbero in teoria il diritto di misurarsi con le migliori d’Europa. Pazzesco.
Da una parte dire che la causa di questo risultato è il livello infimo del campionato italiano e che non è stato compiuto alcun miracolo sarebbe come non riconoscere i meriti a chi comunque questo obiettivo l’ha ottenuto.
Dall’altra glorificare questi giocatori e questo staff tecnico per l’impresa compiuta non darebbe l’idea di tutte le cazzate che comunque sono state fatte.
Sul forum sta prevalendo la corrente di pensiero del "grazie mille, una stretta di mano e fuori dai coglioni" alla quale aderisco anch’io. Difficile pensareche rimarranno più di 3 giocatori dell’attuale roster (al massimo un quarto che c’era all’inizio ma che da novembre non ha più giocato, prima perchè infirtunato e poi perchè dato in prestito), ancora più improbabile che rimanga l’allenatore.
Esattamente come successe nella stagione successiva alle due sopra ricordate. Che finirono la prima con una squadra che sembrava potesse dominare in Europa in lungo e in largo, poi gli infortuni distrussero il castello di carta, la seconda con un accesso ai playoff dopo mille peripezie tipo quest’anno, il superamento del primo turno e la netta sconfitta contro una squadra enormemente più forte, e soprattutto quella fu la stagione preludio degli anni bui che seguirono e che culminarono coi liberi sbagliati apposta contro Imola (per chi non la sapesse, nell’ultima partita che decideva la permanenza in Serie A tra Milano e Imola, Milano, che aveva 7 punti di vantaggio nello scontro diretto, sul +1 sbagliò tutti i liberi per non rischiare di creare un distacco tra le due squadre di due o tre punti, che avrebbe potuto essere pareggiato con un canestro, che avrebbe portato la partita ai suplementari, dove avremmo potuto prendere gli 8 punti di svantaggio, così invece la partita sarebbe senz’altro finita allo scadere del tempo e anche se avessimo perso ci saremmo comunque salvati, non so se sono stato chiaro).
Il basket è un gioco incredibile proprio perchè la componente di incertezza è senz’altro maggiore rispetto ad altri sport. Nono so se la cosa sia dovuta la fatto che essendo i giocatori così pochi, le caratteristiche e soprattutto il carattere dei singoli contino di più. Fatto sta che è un attimo creare un gruppo compatto dal nulla, ma anche scompattarlo all’improvviso, soprattutto in un contesto di povertà tecnica così come ce l’abbiamo oggi in Italia.
Si dice che l’anno prossimo dovrebbero arrivare soldi e persone competenti per fare finalemtne qualcosa di costruttivo e duraturo di cui innamorarci a lungo, e non solo per un anno. Vedremo, certamente è innegabile quanto questo esito fosse considerato una pura utopia dopo due mesi di campionato. E l’averlo ottenuto senza poter dire "siamo stati fantastici" ma dovendo invece ammettere che sì, è stata fatta qualche scelta giusta ma alla fine non è tuto merito nostro, lascia una misto di sensazioni troppo assurdo per poter esseredimenticato. di sicuro, prima della stretta di mano e del fuori dai coglioni, un enorme grazie a questa gente è il minimo.

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Pubblicato il maggio 19, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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