Ours – Mercy

Sua Divinità Jimmy Gnecco è tornato. Dopo ben 5 anni quel suono celestiale che esce dalla sua bocca torna a deliziare le orecchie di quelli, purtroppo pochi, almeno in Europa, che hanno adorato i suoi due dischi precedenti. Tanto bastava per decidere che questo era uno di quegli acquisti da fare a scatola chiusa senza passare dal download. A tal proposito consiglio a tutti una volta di più cduniverse: prezzi sempre contenuti e tempi di consegna ragionevoli. A questo giro, Ours, Raconteurs, Magnetic Fields e It’s A Shame About Ray che non avevo, totale 60 dollari spedizione compresa, che ormai col cambio attuale sono 40 euro, e il pacco è arrivato in casa mia venti giorni dopo aver fatto l’ordine.

Ovviamente non potevo esimermi dal voler ascoltare subito le nuove creazioni di Sua Maestosità. E va detto che quella cosa che chiamare voce non darebbe l’idea della sua magnificenza, è sempre sugli standard del passato, e quella sensazione assurda in cui il cuore sembra gonfiarsi e sciogliersi allo stesso tempo c’è ancora. Dall’altro lato il songriting è molto diverso, perchè sia a livello di melodie che di suono è molto meno d’impatto, e resta da capire se mi sia trovato spiazzato perchè effettivamente la qualità è molto calata, e soltanto l’ugola d’oro di Sua Meravigliosità rende l’ascolto comunque piacevole, oppure se è soltanto necesario abituarsi, e dopo averci fatto attendere tutto questo tempo, Sua Eccelsità abbia deciso di non ripagare i fedelissimi riproponendo lo stile del passato, ma dando qualcosa di diverso che però col tempo si potrà nuovamente amare alla follia.Io qualche ascolto ancora a Sua Immensità glielo concedo più che volentieri, male che vada godrò ancora di quei crescendo e di quella intensità che, ancora una volta, mi sconvolgono come poche altre cose.

Passando ad altri ascolti belli e futuri acquisti passati dal download, i Dealys si sono reinventati ancora una volta. Fuori gli anni Ottanta, dentro gli archi, un paio di residuati di elettronica e due canzoni in cui Aaron fa la voce solista (tutte cose che i fratelli mi avevano anticipato nell’intervista, che spero di avere ancora nel mio pc che così la rimetto su), e comunque melodie sempre ottime e canzoni che mi piacciono. E questi Cajun Dance Party mi hanno convinto: suono indie-brit simil Libertines già strasentito ma canzoni scritte bene, un tipo di songwiting davvero diverso, personale e ben riuscito. Bravi.

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Pubblicato il maggio 20, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. beeeeeeeeeeeeeelli i canjun cosi!
    delays presi a brighton ma ancora da sentire

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