Due cose

Quest’anno era il decimo anniversario di Six, il secondo disco dei Mansun, e la mia idea originaria era di scrivere un post come quello dedicato ad Attack Of The Grey Lantern di un anno e mezzo fa.  Ma poi avevo in ballo l’esame e non se n’è fatto niente. Ci ha comunque pensato Paul Draper a fare un post chilometrico sul suo blog, diviso un due parti (qui la prima e qui la seconda), in cui racconta nei minimi dettagli tutto ciò che riguarda il prima, il durante ed il dopo del disco. Tra tutti i vari capitoli del post, mi ha colpito quello su The Dead Flowers Reject, ovvero un progetto per far sì che le b-sides dei singoli componessero un disco autonomo e parallelo a Six, con tanto di link per ascoltare queste b-side nell’ordine che avrebbero dovuto avere nel disco. Non ho potuto resistere e ho realizzato una retrospettiva per musicboom sull’argomento: eccola qui.

Allora visto che i dischi belli continuano ad accavallarsi, e che a questo punto è meglio iniziare a mettere dei paletti per la classifica id fine anno, inizio a postare questa boza, assolutamente suscettibile di cambiamenti
01. Mercury Rev Snowflake At Midnight
02. Scott Matthew Scott Matthew
03. Paolo Benvegnù Le Labbra
04. Parenthetical Girls Entanglements
05. Neil Halstead Oh! Magic Engine
06. The Indelicates American Demo
07. Semifinalists 2
08. Ladytron Velocifero
09. Peter Kernel How To Perform A Funeral
10. Baustelle Amen
Soffro per l’esclusione di tantissimi dischi, che ho amato davvero con il cuore, e proprio per questo inizio a stabilire la priorità di questi 10 rispetto agli altri, se no poi a fine anno mi incasino. Comunque, ripeto, sono ben lontano dall’idea che questa debba essere quella definitiva. Due parole sull’esclusione degli Oasis, però, le devo dire. Molto semplicemente, a parte che ho sempre bisogno dei miei ammi di tempo per giudicarlo, al momento sono dell’idea che le prime 8 canzoni siano la miglior cosa che hanno fatto dai tempi di Be Here Now, e che invece le ultime 3 siano riempitivi, che non mi fanno così schifo come ai primi ascolti, diciamo che la sufficienza gliela dò anche, ma sempre riempitivi restano, e contarne ben 3 in un disco degli Oasis, per di più a chiusura di un lavoro che fino a quel momento era più o meno esaltante, mi fa incazzare. Comunque ne riparliamo più avanti, a dicembre per la classifica e non prima del 2011 per Dig Out Your Soul.

Annunci

Pubblicato il ottobre 7, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Scott Matthew non mi era dispiaciuto, ma è da tempo che mi riprometto di ripassarlo, perché credo di non aver ancora inquadrato bene l’album.

    Il disco dei Mercury Rev, invece, a dispetto della ovazione generale, mi ha fortemente delusa. Ma devi sapere che io appartengo alla esigua corrente di coloro che amano la parte più desertica, dilatata e barocca della band, perciò quei momenti convulsi e tirati allo spasimo dell’ultimo album mi fanno scappare a gambe levate!

    Neil Halstead è meraviglioso………….

  2. Mi è venuto un flash: ma il titolo dell’album di Halstead non è “Oh! Mighty Engine”?

  3. E certo, hai ragione sul titolo del disco di Neil, chissà cos’avevo in testa quando ho scritto “magic”…
    Vabbè lo lascio ad imperitura memoria del mio momento di distrazione 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: