Vai avanti tu che a me non mi va più – 8

Si può forse dire di no ad un invito di vintervila? Certo che no, quindi, nonostante non mi senta molto portato in queste cose, ci provo, tentando di dare il mio contributo all’evolversi della storia. In realtà ho fondamentalmente temporeggiato, spero che chi verrà dopo di me riesca a dare un impulso più decisivo.
Comunque, questo è il tutto

  1. indica il post del blogger che ti ha linkato
  2. copia le parti precedenti del racconto e il regolamento
  3. inserisci la tua parte in grassetto
  4. scrivi il nome del blogger che dovrà continuare la storia
  5. lascia un commento al blogger che ti ha linkato dicendogli che sei andato avanti e comunica al blogger designato che ha un compito da portare a termine
  6. copia il titolo e incollalo nell’apposito spazio incrementando di uno il numero
C’era una volta, le storie mi piacciono di più quando iniziano così, un vecchio e consumato dal tempo nano da giardino. Ramòn il suo nome.
Ramòn viveva in un vecchio giardino poco curato assieme agli amici di sempre, Ester, Paco e Babette. Tutti assieme trascorrevano le giornate decorando l’ingresso della Vecchia Casa quando improvvisamente passò il Perfido Curato, spazzando il vialetto con la sua tonaca. “Dovete togliere quel nastro verde,” tuonò loro, “non mi piace”.
‘E perchè mai?’ chiese Ramon ‘la Casa non è mica la sua, che cosa ci fa altrimenti, ci esorcizza a turno?’ Ester, Paco e Babette scoppiarono a ridere, ed il Curato voltò le spalle tramando vendetta, la sua veste nera che fluttuava nel vento, lo faceva sembrare un enorme pipistrello. Nessuno dei nanetti sembrò preoccuparsi del curato, così ripresero ad addobbare il loro giardino. La giornata finì piacevolmente, e quando la notte scese cupa e pesante sul piccolo e ridente villaggio di Nanomorto, Ramòn, dopo il bicchierino della staffa, dette la buonanotte a tutti e si coricò briaco intinto. Ad un certo punto, dal fondo del vialetto, si avvertì un rombo crescente e, subito dopo, una macchina nera sfrecciò diritto verso il giardino puntando proprio i nanetti. Con un rombo micidiale l’auto impazzita attraversò il prato falciando i nani e mandandoli in mille pezzi, i quali caddero sparsi fra le zolle di terra sollevate dai pneumatici. Una risata sadica echeggiava nella notte. Ma uno era riuscito a salvarsi.
Babette si guardò intorno, lo spettacolo che si presentava ai suoi occhi era deprimente. Camminava stravolta tra i resti dei suoi amici. La rabbia prese il posto dello sgomento iniziale. Era decisa a trovare il colpevole, voleva vendicare i suoi amici ma soprattutto il suo amato Ramon, il padre del bambino che portava in grembo.

Raccolse un coccio rosso, un brandello del cappello di Ramon, e giurò a se stessa che se non avesse trovato il colpevole avrebbe comunque dato fuoco all’auto del curato così, per sentirsi meglio e alleviare il dolore.
Si guardò intorno, e seguì le tracce dei pneumatici. Perlustrò con lo sguardo ogni centimetro quadrato di terreno, sperando di trovare degli indizi.
Mentre cercava, prese la decisione di andare da sua madre, la Nana Bianca, che abitava più a nord. non poteva certo restare lì da sola. Vi giunse dopo due ore di cammino, durante le quali aveva meditato su come trovare il colpevole della strage di Vecchia Casa. Nonostante avesse costantemente in mente Ramon e la sua scomparsa, mentre camminava cercò di focalizzarsi sui pochi elementi che aveva a sua disposizione: uno scontrino del fast food "The wild cloaca", una moneta da 5 Scazzugli e il bastoncino di un ghiacciolo, probabilmente all’amarena visto che era lievemente tinto di rosa.
La Nana Bianca accolse la figlia con grande gioia, ma quando quest’ultima le raccontò quello che era successo e che era incinta, la Nana Bianca stette in silenzio per un momento poi si alzò e aprì l’armadietto dei liquori. Si versò un doppio Frollo con ghiaccio, menta e una goccia di trielina poi dichiarò con voce seria e decisa: "dobbiamo chiedere aiuto ai miei padroni di giardino".
“Mamma, ma sei sicura che qualche umano darebbe un aiuto a noi andando contro altri esseri della propria specie?” chiese dubbiosa Babette. “Figlia mia” rispose la Nana Bianca “dovresti aver ormai imparato che la solidarietà tra esseri appartenenti alla stessa specie è un concetto piuttosto estraneo alla razza umana. Per di più, a due anticlericali come i miei padroni non sembrerà vero di avere la possibilità di incastrare un Curato. Adesso riposati, che hai fatto un lungo viaggio, e domani sera, quando saranno tornati dal negozio, inizierò ad accennare il problema a quei due scapestrati”.
Naturalmente la notte di Babette non fu affatto dedita al riposo. Come avrebbe potuto una povera nanerottola dilaniata dal dolore prendere sonno? Di conseguenza nemmeno la Nana Bianca poté riuscire a dormire, e per tranquillizzare la figlia, le spiegò qualcosa sui due umani a cui intendeva chiedere aiuto.
Syd (come Barrett) e Janis (come la Joplin), i due padroni della Nana Bianca, erano proprietari di un negozio di dischi, che aveva la particolarità di vendere soltanto vinili provenienti da etichette e distribuzioni rigorosamente indipendenti. Una scelta che sarebbe stata coraggiosa in qualunque epoca, ancora di più, ovviamente, in quella attuale. Ai fini di Babette, comunque, questo poteva rappresentare un aspetto positivo, perché se i due avevano deciso di prendersi questo rischio nella scelta di come guadagnarsi da vivere, figuriamoci se potessero farsi dei problemi nel cercare prove contro il Perfido Curato.
Sono stato molto incerto sulla persona a cui affidare il prosieguo della storia. L’incertezza era fra tre candidati, tuti con i loro pro ed i loro contro. Alla fine vado con Andy: il suo contro è che è inaffidabile e potrebbe metterci tanto tempo a svolgere il compito, ma non perchè non lo voglia fare, solo perchè ho idea che una cosa come questa tenda a passargli di mente. Il pro è che, se ci si mette e utilizza tutta la sua fervente fantasia, ne vedremo davvero delle belle.
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Pubblicato il novembre 24, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. hahaha lo sapevo che saresti riuscito a infilarci qualcosa di relativo alla musica…Complimenti per la scelta dei nomi della coppia…

  2. Sta storia inizia ad appassionarmi sempre più

  3. Uhm, non è che gli faresti una telefonata ad Andy?
    Ti prego, voglio sapere come continua! 🙂

  4. L’ho visto poco fa e mi ha detto che lo scrive il continuo, e che ha già alcune idee. Speriamo non ci faccia aspettare troppo 🙂

  5. I’ve fatt. I’ve affideited the compit tu a niu person, yes, that’s ok. bye bye
    Ynda

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