Top 20 2008: due righe di spiegazioni

In questo post elencherò, in ordine inverso, i miei migliori 20 dischi del 2008, e per ognuno spieegherò molto brevemente perchè mi è piaciuto. Inoltre, per quelli che nel corso dell’anno ho recensito, ci sarà il link alla recensione, e le due righe di spiegazione sono tratta dalla recensione stessa.
Buona lettura 🙂

20. Death Cab For Cutie – Narrow Stairs
Ben Gibbard osa un pochino di più rispetto al precedente Plans, ed il risultato è un disco molto solido, con il giusto tocco di varietà e che gode di un equilibrio perfetto tra perfezione formale, emotività e capacità di sorprendere.

19. The Last Shadow Puppets – The Age Of The Understatement
Melodie ed arrangiamenti lussureggianti, che fanno venire voglia di essere ascoltati anche a mesi e mesi di distanza dall’uscita del disco. Probabilmente tra questi 20 album sarà quello che ascolterò di più tra qualche anno. Si dice che sia un lavoro troppo costruito: se anche fosse, questo è uno di quei casi nei quali l’ingegneria genetica musicale risulta un’attività assai gradita.

18. Destroyer – Trouble In Dreams
Destroyer lo riconosceresti tra mille, con la sua voce ed il suo suono così agrodolci, con i suoi riff di chitarra che graffiano dolcemente, con l’andamento dei brani splendidamente cantilenante, e con quell’unione unica tra mood alcolico ed intimismo. Alla lunga tende ad apparire un po’ripetitivo, ma resta un grande disco di un grandissimo autore.

17. Grimoon – Les 7 Vies Du Chat
Quello che piace di quest’album è proprio il fatto che, accanto al rimescolamento delle proprie carte, la band ne ha aggiunte di nuove, per far sì che ognuna delle canzoni abbia una propria identità molto marcata ed un forte peso nel contesto del disco.
http://www.indie-rock.it/recensioni_look.php?id=355

16. Glasvegas – Glasvegas
Lo sviluppo delle canzoni è pressoché lo stesso ogni volta, ma le melodie sono talmente belle che questo modo di scrivere è il migliore possibile per dar loro il risalto necessario affinché non vengano sprecate. La stessa cosa si può dire della voce di Allan, perché era da tempo che non se ne trovava una così emotivamente coinvolgente.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080923212103

15. The Gaslight Anthem – The ’59 Sound
Impossibile sottrarsi alla voglia di fare headbanging, in virtù della voce calda ed emotiva di Brian Fallon, di melodie limpide ed ispirate e di un accompagnamento strumentale perfettamente bilanciato per dare la giusta spinta alla semplicità ed efficacia del songwriting ed all’espressività della voce.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20081014214225

14. Foals – Antidotes
Un amplissimo ventaglio di soluzioni a livello compositivo e di arrangiamenti, ed una grande capacità di trascinare e travolgere, grazie sia ai riff di chitarra particolarmente incisivi, che ai perfetti inserti elettronici, che, soprattutto, ad un impianto ritmico di primissimo ordine.

13. Late Of The Pier – Fantasy Black Channel
Piace il modo in cui convivono linearità compositiva e andamento articolato, suoni puliti e abrasivi, grinta e spensieratezza. Soluzioni sempre azzeccate e spesso imprevedibili per unire in un continuum sonoro i pezzi tra loro e anche le varie anime all’interno di ogni brano, quando ce n’è più di una. Il risultato è un viaggio che emoziona e trascina dalla partenza all’arrivo, senza mai un calo.
http://www.indie-rock.it/recensioni_look.php?id=493

12. The Dears – Missiles
Murray Lightburn cambia di nuovo veste al proprio progetto e ci propone il suo lato più delicato ed intimista. Restano però intatti tutti i punti di forza della sua straordinaria produzione, soprattutto la capacità di dare all’insieme delle canzoni un valore aggiunto importante che va ben oltre la somma di quelli dei singoli brani.

11. The Magnetic Fields – Distortion
Come il formaggio con le pere, o le fragole con l’aceto balsamico, il classicismo della composizione di Merritt e la psichedelia dolce e straniante allo stesso tempo dei Jesus & Mary Chain sono davvero perfetti insieme e fanno sentire quasi degli sprovveduti tutti coloro, come me, che hanno sempre pensato che un suono cristallino e solare fosse il più adatto per melodie catchy.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080224182955

10. Baustelle – Amen
Un disco che, voglio esagerare, può essere considerato come il Kid A dei Baustelle. Dico questo perché, facendo le debite proporzioni e differenze, il merito principale di Amen è lo stesso che ebbe proprio Kid A, ovvero stimolare, quasi costringere l’ascoltatore a considerare la band che l’ha realizzato come qualcosa di realmente diverso rispetto a come si era abituati a fare fino a quel momento.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080210233117

09. Peter Kernel – How To Perform A Funeral
Un lavoro in cui gli elementi comuni a dark, post punk ed indie rock sono amalgamati al meglio per vomitare addosso all’ascoltatore una valanga di crude verità legate alle più intense agitazioni interiori, che sotto un’apparenza di negatività nascondono comunque la voglia di mettersi in gioco e di vivere gli eventi che la vita presenta senza girarsi dall’altra parte.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080416215427

08. Ladytron – Velocifero
I pregi del disco emergono pian piano, soprattutto l’abilità nel far sì che il maggior tiro dei brani non venga ostacolato dalla altrettanto maggior complessità del suono, ma al contrario gli incroci e le sovrapposizioni tra riff e ritmiche di vario genere sono talmente azzeccati e scorrevoli da rappresentare un ulteriore spinta propulsiva. E una volta che ci si perde un questo magma sonoro, per le melodie diventa facile far presa come quelle del passato, perché saranno anche poco immediate, ma non certo meno ispirate.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080602151425

07. Semifinalists – 2
I tre ragazzi sono riusciti a confezionare non un altro capolavoro, ma comunque un ottimo disco, nel quale non cambia di una virgola proprio il loro pregio più importante, ovvero quello di fare canzoni estremamente melodiche ma allo stesso tempo lontane dalla forma canzone prettamente pop, dall’andamento, quindi, sempre sorprendente e dai passaggi ogni volta azzeccatissimi.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080711223918

06. The Indelicates – American Demo
Quanto di più passionale ci possa essere in un contesto indie-rock di qualità. Simon e Julia si gestiscono tra loro nel modo migliore gli spazi che ognuno di loro può prendersi, lui con il calore della sua voce e della sua chitarra, lei con la svenevolezza della sua voce e del suo pianoforte. Importantissimi i testi, nei quali i due mettono totalmente a nudo svariate dinamiche legate alla loro coppia ed all’intensità con cui vivono la loro vita. “We’re making new art for the people” non è un verso che svela mancanza di modestia, ma rappresenta perfettamente il valore di questo fantastico esordio.

05. Neil Halstead – Oh! Mighty Engine
Il lavoro più delicato della lunga carriera di Halstead e soprattutto uno dei più ispirati, che ha tutto per comporre un ideale podio di tutto il repertorio di questo autore straordinario, insieme a Just For A Day degli Slowdive ed Excuses For Travellers dei Mojave 3. La forza totalizzante della purezza musicale qui è espressa davvero ai massimi livelli.

04. Parenthetical Girls – Entanglements
La musica da camera applicata al pop. Essenziale e raffinato allo stesso tempo, con un cantato totalmente fuori dalle righe e che sembrerebbe quanto di più distante possibile dall’impianto strumentale, ma la loro unione, insieme ad una scrittura molto audace, porta l’ascoltatore in una girandola di rara efficacia.

03. Paolo Benvegnù – Le Labbra
Un ascolto tutt’altro che facile, però non si può non apprezzare la forza di una poetica che riesce a confondere così bene la dimensione artistica con quella di essere umano di colui che la esprime. L’aspetto musicale, poi, valorizza al massimo lo spirito di quest’opera, perché riesce ad avere una parte importante nell’efficacia del risultato finale, e non è mero accompagnamento alle parole.
http://www.indie-rock.it/recensioni_look.php?id=363

02. Scott Matthew – Scott Matthew
Ciò che fa la differenza è la potenza dell’incantesimo che Matthew riesce a lanciare su chi si imbatte nella sua musica e si ritrova semplicemente trasportato in un altro mondo, anzi in altri mondi, tanti quanti sono quelli che le sue canzoni non solo raccontano, ma quasi portano all’esistenza. Razionalmente possiamo tentare di spiegare un tale risultato parlando di un songwriting maturo, con melodie nitide ma mai banali e la capacità di variare la struttura dei brani, dando agli stessi un andamento ora lineare ed ora più articolato, ed offrendo una certa ampiezza di soluzioni a livello di arrangiamenti e di interazione tra la parte strumentale e quella cantata. Ma ogni incantesimo è troppo difficile da spiegare solo con delle parole scritte su un monitor, perché quando lo si subisce non si può far altro che piegarsi al potere della magia e lasciarsi trasportare da esso.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080429224152

01. Mercury Rev – Snowflake Midnight
La terza vita dei Mercury Rev arriva sotto forma di un suono ipnotico e straniante talmente perfetto che riesce a sconvolgere quasi da solo e a far sì che un gruppo che aveva basato molte delle proprie fortune sulla perfezione delle melodie lasci da parte questo modo di scrivere e lo adatti alla nuova veste sonora, ponendola giustamente in primo piano. Questa scelta non va vista come una mancanza di idee compositive, ma come la migliore possibile per ottenere il massimo risultato e per mostrare l’audacia e la grandezza di un gruppo che decide di cercare, dopo tanti anni, un rinnovamento tanto rischioso in teoria quanto redditizio nella pratica.

Annunci

Pubblicato il dicembre 10, 2008 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: