Un lungo weekend di concerti

Venerdì Annie Hall, 60 minuti. Sabato Wilco, 140 minuti. Domenica Evan Dando, 95 minuti, più altri 60 tra i due artisti spalla. Totale, circa cinque ore e mezza di musica dal vivo in tre giorni. Una vera scorpacciata, tanto che stamattina non ho nemmeno ascoltato musica per venire al lavoro.

Soprattutto musica di qualità, dalla prima all’ultima nota. Ok, erano tutte certezze, gli Annie Hall so che qualità hanno, che i Wilco dal vivo siano superiori a più o meno chiunque lo sapevo, che Evan Dando, se è in buona, sappia sempre regalare emozioni è arcinoto, che Andrea dei Green Like July sia un songwriter ed un interprete talentuosissimo sono anni che lo dico, l’unico che non conoscevo era Cris Brokaw ma se ne parlava troppo bene, infatti mi è piaciuto un sacco e gli ho anche comprato un cd.
Dicevo erano tutte certezze, però quando poi te letrovi lì le emozioni sono le stesse di quando non sai cosa aspettarti, altra qualità tipica dei grandi. E poi beh, l’intervista fatta a Dando vale da sola il prezzo della stanchezza del lunedì mattina. un’esperienza mistica, ne parlerò a tempo debito.

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Pubblicato il novembre 16, 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. ottimi gli Annie Hall! Hai già sentito l’album nuovo? Come è?

  2. bella per barto

    heavyhorse

  3. L’album nuovo l’ho ascoltato una volta, mi piace, mi sembra meno pop del precedente e comunque ben fatto.

  4. Anche a Torino una fantastica orgia dandiana, un’immersione formidabile in un lago di dolci ricordi. Ho contato (e riconosciuto!) ben 27 pezzi, con vette tipo ‘Confetti’, ‘My Idea’, ‘Great Big No’ e naturalmente ‘If I Could Talk, I’d Tell You’, la canzone pop perfetta. Mancava ‘Luka’ per avere la summa completa. Lui era brasato per bene ma di umore accettabile. Si è solo incacchiato per le luci pretendendo una fosca penombra. Poi è partito con i novanta minuti di cui hai scritto anche tu. Peccato non abbia fatto la chiusura con Brokaw perché l’avrei gradita. Si vede che non era esaltato da un pubblico di una trentina di spettatori mal contati. Non male però a pensarci, che abbia fatto praticamente una canzone a spettatore…:))

  5. Beh anche noi eravamo pochi, e poi If I Could Talk non l’ha fatta, lo stesso era successo coi Lemonheads, a Milano no e a Torino sì…
    Brokaw in apertura come l’hai trovato? Io ho comprato il disco Incredible Love del 2005 (gli ho detto ho budget per un solo cd, consigliami tu quale prendere) che è molto più acustico rispetto al set dell’altra sera, quindi mi ha un po’spiazzato, devo riascoltarlo.

  6. Beh, Brokaw ha fatto più o meno lo stesso set del mese scorso a Spazio e mi è piaciuto in entrambi i casi (allora più per certe cose dal sapore hillibilly fatte con l’elettrica, stavolta più per il cantato). Come autore solista e cantante non lo conoscevo assolutamente perché ero fermo ai suoi contributi da musicista nei Come soprattutto (meno nei Codeine e negli stessi Lemonheads). Devo ammettere però che più di una canzone tra quelle suonate qui in Italia mi è piaciuta molto. 

  7. P.S. – Grande intervista!

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