Ricordi di Mark Linkous

Ci sono i musicisti che ti piacciono e basta, e quelli che ti piacciono e di cui ti ricordi tutte le tappe che ti hanno portato ad apprezzarli così tanto. Ovviamente quando uno di questi ultimi decide di andarsene da questo mondo, tutte queste tappe ti tornano ala mente in modo lucido e preciso manco le stessi rivivendo. Ecco le tappe che mi hanno portato ad adorare il grande Mark Linkous: sono arrivato, come spesso mi è accaduto, in clamoroso ritardo, ma mi sono saputo rifare.
– Ad agosto del 2001 sto andando in treno a Jesolo per partecipare alla mia prima serata in discoteca in cui si metteva solo musica brit/indie. Il dj è un ragazzo più vecchio di me di qualche anno che ho conosciuto sul guestbook di uno dei primi siti che frequentavo, la compagnia che troverò là è composta da tre persone, due delle quale diverranno in breve tempo tra i miei amici più cari, e lo sono tuttora. Sfoglio il numero corrente di rockerilla e leggo di questo progetto chiamato Sparklehorse e di questo Mark Linkous, definito senza mezzi termini un genio. Mi riprometto di approfondire.
– Ad ottobre del 2001 il suddetto progetto Sparklehorse ha in programma una data al Tunnel, e per l'occasione i cari amici di cui sopra vengono appositamente da Padova. Io nel frattempo non avevo approfondito e mi dico ok, è il momento giusto di iniziare. Entro al Tunnel senza conoscere nemmeno una nota, e la bellezza sconvolgente delle canzoni e del concerto è qualcosa che ricorderò davvero a lungo. A questo punto è assolutamente indispensabile l'acquisto dei tre cd.
– A Natale del 2001 i cd ancora non li ho acquistati, quindi inserisco "It's A Wonderful Life" nella lista che ogni anno davo ai miei e con la quale soddisfacevano la loro voglia di farmi un regalo di Natale che mi piacesse. Il disco mi arriva puntualmente, io lo ascolto, lo adoro, e mi chiedo perchè mai la critica avesse parlato di una prova sottotono rispetto alle precedenti.
– A marzo 2002 sto per andare a vedere Neil Halstead in un posto improbabile in centro a Milano, con un ragazzo diventato poi anch'egli tra i miei amici più stretti. Prima di andare faccio un giro alle Messaggerie, aperte fino a tardi, e trovo in offerta due dischi: Loveless dei My Bloody Valentine e Good Morning Spider degli Sparklehorse. I giorni successivi ascolto e mi rendo chiaramente conto che sì, It's A Wonderful Life era decisamente sottotono rispetto a questo. Quasi subito acquisto anche Vivadixiesubmarinetransmissionplot e così mi faccio un'idea competa della versatilità e dell'emotività di Linkous.
– A novembre del 2002 il suddetto compagno di concerto di Neil Halstead mi dice che gli Sparklehorse torneranno in Italia, ma non con una band al competo, soltanto Linkous ed il suo batterista Scott Minor. La data più vicina è al Babilonia di Ponderano, Biella, un po'lontana, ma quando ricapita di vedere gli Sparklehorse in una veste di questo tipo? Prendiamo ed andiamo, la nebbia è infame, meno male che guida lui. Sbagliamo strada perchè sul sito del locale c'era scritto di girare a un semaforo che però in realtà non esiste, il mio amico capisce che magari nel frattempo l'hanno tolto e ci hanno messo una rotonda, così arriviamo. Di spalla suonano i Norfolk & Western, ci piacciono un casino, così compriamo un disco a testa ripromettendoci di scambiarceli, cosa in realtà mai avvenuta. Avendo speso quei soldi, non posso comprarmi la t-shirt celebrativa dell'evento, su cui c'era scritto "Just the two uf us". Il concerto, come prevedibile, si basa molto su Vivadixie ed in generale è molto lo fi. Ovviamente è stupendo, e noi ce ne torniamo a casa felici come una Pasqua.
– Nel 2003 vengono annunciate delle date dei REM in Italia a luglio. La più vicina è a Padova, a me i REM piacciono ma non li ho mai visti, però non ho voglia di farmi sto viaggio solo per loro, quindi spero che ci siano gruppi spalla fighi. Si scopre che ci saranno Feeder e Sparklehorse, così mi decido a fare la trasferta. Lì mi aspettano i cari amici di cui al primo punto, ma in realtà sono io che aspetto loro e tengo loro i posti, perchè se la sono presa comoda e sono incappati nel traffico della gente che andava al concerto, mentre io ero partito presto ed aero arrivato tranquillo. Gli Sparklehorse suonano dopo i comunicativissimi Feeder, e Linkous si pone in modo che meno comunicativo non potrebbe essere, quindi si attira le antipatie del 95% del pubblico. Non le mie però, perchè so com'è fatto e perchè mi suona la mia canzone preferita, ovvero Galaxy Of A Happy Man. I miei amici arrivano in tempo solo per i REM, gran concerto, tra l'altro.
– A ottobre del 2006 esce il quarto disco degli Sparklehorse. Sto facendo l'operatore di call center in quel periodo, quindi non ho i soldi per comprarlo, me lo scarico e mi piace un casino. Appena vengo assunto in Comune a fine anno, uno dei miei primi acquisti è proprio quel cd.
– A maggio del 2007 Linkous e la sua band tornano a Milano. La stessa sera c'è però gara1 di semifinale dei playoff di basket contro la Virtus, e io decido di andare a vedere la partita e rinunciare al concerto. L'Olimpia perde, ed io mi maledico di non essere andato da Mark, anche se, ci sono pareri discordanti sul concerto.
– A luglio del 2009 l'amico del concerto di Halstead e della trasferta al Babilonia mi parla di questo Dark Night Of The Soul, mi spiega tutti i problemi legati alla sua pubblicazione e mi racconta delle collaborazioni prestigiose, che però sono così tante e di peso che io non riesco a vederlo come un disco di Linkous, quindi non dò peso a questo lavoro e lo ascolto con mesi di ritardo. Ovviamente mi accorgo che avevo fatto male, perchè il disco è semplicemente meraviglioso.
– Ieri, 7 marzo 2009, leggo gente che su Facebook linka un articolo in cui si dice "mark Linkous takes his own life". Mi dico boh, significherà che si ritira a vita privata e smetterà di fare il musicista, apri il link e scopro che le cose non stanno esattamente così.

Chi ha avuto voglia di leggere questo post fino in fondo avrà capito l'importanza che ha avuto nella mia vita il signor Mark Linkous, per avermi fatto vivere serate che ricordo ancora perfettamente ad anni di distanza e perchè il mio percorso di avvicinamento alla sua arte si è incrociato con lo svilupparsi di relazioni di amicizia a cui tengo davvero moltissimo. Questo suicidio, quindi, non può essere una notizia come le altre, e non posso evitare di sentirmi anche un minimo scosso. All I want is to be a happy man, cantava Mark nella mia citata canzone preferita, ma ora, quando penso a lui, mi sento tutt'altro che felice. 

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Pubblicato il marzo 8, 2010 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Quel concerto al Tunnel fu incredibile.

    Firmato: amico di Padova n.1 

  2. Occometicapisco… ieri tristezza in quantità industriale.
    La morg (semisloggata)

  3. ciao,
    mamma mia che ricordi…
    il concerto di supporto ai Mazzy Star, poi ai Radiohead nel '97… la trasferta al Babilonia fu mitica, sotto il diluvio universale… poi per il tour di Dreamt Of Light Years andai addirittura in trasferta a Parigi, il concerto alla Cigale lo annovero tra i più belli mai visti, il concerto "perfetto" degli Sparklehorse. Ad aprire c'erano i Sol Seppy di Sophie Michalitsianos, la violinista-chitarrista da sempre al fianco di Mark nei dischi e nei concerti: furono magici, la gente si scorticò le mani dagli applausi e corsi al merchandising a comprare tutto ciò che avessero pubblicato.
    Abbiamo perso un amico, anche se non lo abbiamo mai conosciuto…
    L'amico del Concerto di Neil Halstead.

  4. Quel concerto al Tunnel fu incredibile.

    Firmato: amico di Padova n.2

  5. Bellissimo pezzo Barto!

    Io l'ho saputo solo stamattina ma è stato un ceffone micidiale. 'Vivadixie' l'avevo comprato quasi subito, nel '96 o '97 (uno dei miei cavalli di troia per l'universo indie, con chesnutt) e l'ho amato immediatamente. Sai quando hai la netta sensazione che hai per le mani uno di quei dischi che ti cambiano la vita? Bene, per me questo album sarà ricordato eccome nei prossimi anni, perché è di quelli che hanno lasciato un segno.

    Linkous l'ho visto solo a Padova prima dei R.E.M. e poi nel 2007 qui a Torino, dove fece un concerto me-ra-vi-glio-so. Tra gli artisti già visti dal vivo era forse quello che avrei rivisto più volentieri, avevo ottime sensazioni in merito ad un suo ritorno. Oggi questa botta tremenda e al lavoro, tra una marea di trentenni, praticamente nessuno che avesse mai sentito nominare gli Sparklehorse. A volte mi rendo proprio conto di quanto siamo fortunati.

    Che tristezza…

  6. Barto "ieri" era il 7 marzo 2010 non 2009

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