Nostalgia canaglia

Era un pomeriggio assolato in Inghilterra a metà settembre, di quelli dove non senti caldo ma la luminosità del cielo basterebbe da sola a darti sensazioni super positive. Mi trovavo in un luogo incantato che ospitava quello che poi sarebbe diventato l’unico festival per il quale avrei poi acquistato il biglietto anche per l’anno successivo. Avevo passato le ore precedenti a giocare a carte, mangiare crisps e bere whisky e sidro con i miei amici italiani ed un signore olandese di una ventina d’anni più grande di me. Ancora non avevo scoperto tante cose che avrebbero reso meravigliosi quei tre giorni: la cinema tent, la qualità delle ale e del sidro del Somerset, i discorsi con la gente sconosciuta, i concerti segreti nel boschetto, l’atteggiamento degli artisti che sembravano loro stesi i primi ad aver voglia di mescolarsi con la gente. Avevo però già notato la bellezza della location, l’enorme comodità logistica, la tenda della Rough Trade, la qualità del cibo.

In un intermezzo tra l’esplorazione delle cose di cui mi ero già accorto e quelle di cui mi dovevo ancora accorgere, era arrivato il momento del primo gruppo in programma sul palco principale. Sola, luminosità, rilassatezza, tutti seduti sul grande prato del Garden Stage, a godersi il bel tempo e ad ammirare la siepe che circondava il giardino e contornava il palco. Relax, svago, cervello completamente staccato dalla realtà. Arrivano questi cinque ragazzoni, si presentano e iniziano a sparare la loro raffica di melodie catchy, armonie vocali potenti e tremendamente efficaci, giri di chitarre acustiche frizzanti e quasi potenti. Che bello, che atmosfera, come si sta bene, bravi questi, certo se davvero gli organizzatori come gruppi di apertura, che in teoria dovrebe essere il meno rilevante, hanno preso questi, chissà il festival cosa riserverà.

Cazzo ma che bravi, ma che bel live, eh sì, dovrò proprio ascoltarmelo il disco, e in effetti se ne parlava bene in giro, e devo dire che queste opinioni positive se le meritano proprio. Bravi bravi.

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Era un venerdì sera di fine aprile a Bologna. Per essere presenti a quell’evento, 250 persone si eran orpesi la briga di mandare una mail a mezanotte della domenica di Pasqua, di prendersi ferie dal lavoro e di viaggiare da diverse parti del Nord Italia. Io avevo guidto da Milano, viaggiando in ottima compagnia, e incontrato sul posto altri altrettanto ottimi amici. Tanti. Mi ero posizionato in fodno, troppo caldo nella sala concerti, e mi chiedevo come avrebbe reagito la gente alla prima data in Italia di questo gruppo che in pochi mesi si era fatto conoscere abbondantemente in giro per l’Europa. Saranno venuti perchè ci tengono o perchè faceva figo esserci?

Si comincia, e la gente attorno a me parte subito a cantare ed applaudire a maneta. Bello, sono contento che chi è qui sia davvero fan del gruppo, e poi ehi, come suonano. Un momento però, io lo sapevo già come suonano, io loro li ho già visti. Settembre, giardino, siepe, boschetto, sidro, concerti segreti, svago, relax.

Ho passato almeno il primo terzo di concerto a rivivere l’End Of The Road, dove i Mumford & Sons avevano aperto le danze, suonado prima di tutti gli altri, roba che adesso sarebbe impensabile. Ho rivissuto tutto, mi guardavo intorno e vedevo all’interno di unasala al chiuso con un caldo semi infernale la gente che saltava e faceva casino, ma il ricordo di quel pomeriggio sovrastava tutto, mi sembrava di essere ancora lì, a godermi ancora una volta tutta quella meraviglia. Per fortuna poi sono tornato nel presente, e mi sono unito al clima di festa, e ho battuto le mani e gridato anch’io, e insomma è stato bello non per il ricordo che mi ha dato, ma per il concerto che è stato lì’, ora, al Covo, non ai Larmer Tree Gardens.

Però a settembre ci ritorno, in quei giardini da favola, quindi ok, ieri sono riuscito a vivere il presente, ma la favola la rivivrò solo nelle campagne del Dorset. Non manca molto, cinque mesi e mezzo. Che sarà mai.

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Pubblicato il maggio 1, 2010 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. Ecco, rosico. E sei cattivo, potevi avvisarmi prima dei biglietti in più…

  2. Bellissimo post, hai reso benissimo quella sensazione di ricordo.Magari con qualche refuso in meno sarebbe meglio anche se immagino tu l'abbia scritto di getto :-)(certo che Morgania ce l'ha proprio con tutti, addirittura anche con te!)

  3. Hey Barto!Tutto bene in quel di Milano? Spero di si!Volevo sapere: il festival di cui parli e' quello che mi avevi citato l'ultima volta che ci siamo visti a Londra? Mi ricordo di averti detto che ci volevo andare! Mi fai sapere qualcosa? Grazie!Un abbraccio e ci si vede a giugno (torno!!!)Elena

  4. Elena, il festival si chiama End Of The Road, cerca il sito ufficiale e trovi tutto, secondo me i nomi ti piacciono anche più di quelli dell'anno scorso quindi sarebbe proprio perfetto! Ti aspetto a giugno, basta che non sia mentre io sono a Glasto (ti dò una news, il 19 giugno ci sono i Futureheads a Monza). Riguardo a me, sono andato a vivere da solo da metà aprile e questa settimana sono già tornato dai miei perchè mi ha preso un bruttissimo virus intestinale.Morgania, io ho scritto su twitter, mi sembrava il modo migliore per avvisare chi potesse essere interessato, mi spiace per te tanto ti ho detto si dice che a luglio saranno a Milano.

  5. Allora; sul sito ci sono gia' andata e dire che mi piace la line-up…beh, e' poca cosa! Hai preso l'abbonamento 3 days festival con campeggio? Pensi di partire per il festival il giorno precedente all'inizio, giusto? Senti, mi sa' che a sto puntp piu' tardi ti chiamo! (Se nn disturbo te e il tuo virus intestinale!) Se vengo devo prenotarmi ferie ora e qualcun'altro se le prende!Un abbraccio,Elena

  6. Cioe', ho scritto qualcun altro con l'apostrofo!!!!Che vergogna!Eena

  7. Esiste SOLO il biglietto 3 giorni con campeggio, quindi sì, ho preso quello, e sì, pensavo di essere lì il giorno prima, visto che il festival site apre, per fortuna, il pomeriggio prima (così non era l'anno scorso, quest'anno hanno avuto i permessi). In realtà pensavo di muovermi qualche giorno prima ancora per cavoli miei, nel senso che una mia carissima amica va a stare ad Edimburgo per un po'e volevo andare a trovarla e quindi volevo sfruttare il fatto che già mi muovo per il festival per fare entrambe le cose, quindi chessò, potremmo trovarci a Londra il giovedì mattina che io arriverei da Edimburgo, se ci sono voli, e fare il viaggio insieme, io i voli ancora non li ho presi. Chiamami quando vuoi, io ora sto quasi bene!

  8. Sempre io caro.Dopo il tuo commento molto esaustivo non c'e' bisogno che ti chiami…domani prendo ferie dal 9 al 13 Settembre e in serata mi compro il biglietto! Yuppie!Io a Milano ci sto dal 6 (sera) al 13 giugno: purtroppo mi perdo Futurhead, ma credo di poter affermare che io e te ci vediamo!Ci vediamo presto,Elena

  9. Bravissima! E direi che sì, intanto ci vediamo a giugno.Sono contento!

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