The Jimmy Gnecco Day vs. questa volta parte la festa, in tutti i luoghi e in tutti i laghi

Ovvero come alternare nello stesso giorno il lato serio e quello trash della propria passione per la musica.

Disclaimer: questo post inizio a scriverlo alle 5.27 di mattina, quindi se risulterà sconclusionato e/o con evidenti errori di battitura la colpa è dell’acol e della stanchezza.

ieri, venerdì 22 ottobre, era da me atteso da una settimana come il Jimmy Gnecco Day. Ovvero il giorno in cui non solo avrei visto il cantante degli Ours suonare e cantare dal vivo, otto, e dico otto, anni dopo aver comprato il mio primo disco, ed il loro secondo, degli Ours, appunto, ma lo avrei anche intervistato nel pomeriggio. Domande preparate la sera prima, ansia a mille, la mattina però mi sveglio convinto e positivo, poi però quando si avvicina l’orario dell’appuntamento il baticuore è a mille. Tra l’altro so già in quel momento che il mio pomeriggio non si concluderà con l’ntervista, ma avrò un altro compito da svolgere, molto meno nobile.

Le mie amiche della EMI, infatti, mi chiamano in mattinata e mi dicono "dai, vai ad ascoltare in anteprima il disco di Valerio Scanu, che poi ti intervista il TGCom su cosa ne pensi". Rispondo "Ma posso dire che è una marda?". "Vabbè almeno argomentala questa merda". Ok, dai, ci sto, è comunque un’esperienza nuova, certo che il tutto significa che dal luogo dell’intervista (zona Porta Venezia-Lima) devo spostarmi in zona Lotto per poi tornare a casa, in Bicocca, prendere la macchina e andare in Mac Mahon per il concerto. Per i non milanesi, è uno sbattimento. Sarebbe motlo meglio tornare a casa dopo l’intervista, prender la macchina e stare in giro direttamente. Potrò farlo se l’intervista finisce in un tempo non lunghissimo.

Arrivo alla sede dell’etichetta in perfetto orario. Jimmy è pronto, vado da lui, con in mano i dischi degli Ours da fargli firmare. L’intervista dura mezz’ora ed è ottima, io pongo domande molto attente e rivolte più che altro alle linee generali della sua carriera, ai punti in comune tra i suoi dischi, che sono tre degli Ours e uno solista, pubblicati nel corso di nove anni. Lui mi dice cose tipo "it’s very perspective of you", è d’accordo con tutte le mie opinioni, quando cito canzoni del passato dice che sono tra le sue preferite, insomma il feeling con lui di persona già dopo qulche minuto è paragonabile a quello che ho con i suoi dischi. E’ tutto spontaneo,naturale, bellissimo. Finisce che gli faccio firmare i dischi e lui mi scrive sui bookelt, nell’ordine, "All of my love", "Thank you so much", "All of my love to you". Poi mi dice ho un regalo per te, questo è un cd con le canzoni del primo disco degli Ours in versioni diverse, o sono mixaggi alternativi o le ho fatte io in camera da letto". Sono al settimo cielo, otto anni dopo aver inziato a comprare i suoi dischi, grazie al mio amico fraterno Riccardo, non dimentichiamolo, questo mi sembra un riconoscimento di incredibile valore.

Ma non posso perdere tempo, mi fiondo a casa, prendo chiavi della macchina e navigatore e mi catapulto al luogo dove devo ascoltare Scanu. Trovo una mia amica, anch’essa chiamata dalle stesse amiche della EMI, una simpatica quarantenne sposata e un altrettanto simpatico diciannovenne allievo del DAMS con veeleità canore con tanto di provini ad X Factor con esclusione all’ultima selezione. Tutti dobbiamo andare in studio, ascoltare il disco e rispondere alle domende, già preimpostate, del TGCom. Va detto che il disco, pur posto in un contesto non certo adatto al mio gusto musicale, non è affatto male, due canzoni sono state anche vicine a piacermi, comunque non pensate alla canzone di Sanremo, quyesto disco è un bel passo avanti, una dimostrazione che questo cantante ci tiene a crescere, ovviamnente non basta a far sì che me ne possa interessare, ma va ammesso onestamente che è un lavoro ben fatto, con tuti i difetti ed i cliché del mondo musicale da cui proviene. Rispondo alle domandine con scioltezza e credo anche un buon lessico e saluto la compagnia, che Jimmy mi attende di nuovo.

Arrivo in largo anticipo all’Auditorium di Radio Popolare, location scelta per il concerto, mi piazzo in prima fila sotto al mio eroe, e iniziano a tornare i dubbi di anni: ma la voce ce l’avrà davvero così anche dal vivo? La prima canzone con cui deve rispondere alla domanda è rest Your Soul, la prima del disco solista, e la risposta è un chiaro e definitivo sì, la voce sua è proprio così, ma senza discussioni proprio. Mi succede, a questo punto, una cosa strana, ovvero mi sparisce del ttuto l’effetto sorpresa, nel senso che l’ho già ascoltato talmente tante volte su disco, che ora che è la prima volta che mi imbatto in lui dal vivo, mi sembra invece di sentirlo cantare da sempre. non mi era mai successa una cosa del genere, ma è giusto che con Jimmy debba avere un approccio diverso rispetto a tutti gli altri. Il concerto è una meraviglia, c’è tutto lui, e ci sono quindi tutti gli 8 anni nei quali l’ho ascoiltato decine e decine di volte. Mi fanno impazzire soprattutto The Heart ed una cover spaventosamente incredibole di Bohemian Rhapsody. Le mie due amiche venute solo perchè l’avevo sonsigliato io mi ringraziano calorosamente. Jimmy poi esce e regala a ttuti quelli che lo hanno aspettato lo stesso cd che ha me ha dato nel pomeriggio. Potrei pensare che in fondo mi dispiace di non essere stato l’unico ad averlo, ma la verità è che ognuno  dei presenti si merita il disco quanto me, ed è un atto di giustizia che ce l’abbiano tutti (a tal proposito, chi lo vuole me lo dica che lo converto in mp3 e lo mando). Quando jimmy mi vede mi dice "ciao Stefano", e magari ora il mio nome se l’è già dimenticato, però in quel momento se lo ricodava e insomma, p una cosa figa.

Siamo quindi a lato serio 2 contro lato trash 1, e insomma, è un peccato che uno debba vincere sull’altro. Mi reco quindi alla serata dei miei amici allo Zoe, che si chiama Trashick, e non redo ci sia bisogno di dire che musica mettono. festeggio, quindi, la perfetta riuscita del Jimmy Gnecco Day tra Backstreet Boys, Offspring, 883, vover emo punk di barbie Girl, il Gioca Jouè, ed amenità varie ed eventuali, tra cui la megahit citata nel titolo del post, che ultimamente mi stanno facendo divertire come un matto 8è il terzo venerdì degli ultimi quattro che vado lì). Torno a casa, inizio a scrivere il post, come detto, alle 5.23 e lo termino alle 6.02, dopo aver ascoltato tutto il cd di cui sopra. Buona note mondo, ho passato una giornata intensa come poche altre, e sì che di soltio non me ne sto molto tranquillo.

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Pubblicato il ottobre 23, 2010 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Barto sono strafelice per te. Ieri dicevo all'Anna "in questo momento Barto sarà da Jimmy Gnecco" e davvero, era come se ci fossi io 🙂

  2. Barto, la prima cosa che ho fatto stamattina è venire a vedere se avevi già scritto la recensione 🙂
    Dato che io non ho avuto l'IMMENSA fortuna di poter sentire il disco di Scanu, posso solo dire che condivido in pieno tutto quanto detto a proposito di Jimmy. Artista davvero con la A maiuscola, per voce, intensità, sentimento e anche – e questo non potevamo saperlo – lato umano.
    Anche io seguo gli Ours dagli esordi, ci sono parecchio legato, e li ho anche fatti conoscere a qualcuno. Che sensazione trovarselo lì, lui e la sua Gibson, a un paio di metri. Da brividi davvero. Quando si dice "underestimated", eh….

    Avrai a breve la tua copia di Bohemian Rhapsody come promesso 🙂

    Alla prossima!
    Luca

  3. Riccardo, ci credo! Poi quando mettono il live online sul sito di Radio Popolare ascoltalo, spacca!

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