La stampa musicale vs. Vasco Brondi

Ricorderò per sempre questa fine 2010 come il momento in cui non potrò più dire che è solo la stampa d'Oltremanica a creare quel fenomeno per cui un artista è un genio assoluto poi due anni dopo non vale più un cazzo. Perchè in questo periodo sta avvenendo la stessa cosa qui in Italia, con Vasco Brondi.

Io sono un suo fan, e come molti dovrebbero sapere, finora il lato suo che più mi ha convinto è la dimensione live. Ho sempre trovato esagerate le lodi a Canzoni Da Spiaggia Deturpata in quanto disco, ma oggi trovo che il voltagabbanismo che sta avvenendo a livello di critica musicale nei suoi confronti sia molto fastidioso. Trovo fastidioso sentir dire o leggere che il nuovo disco è una fotocopia del vecchio, o una caricatura, o insomma qualsiasi altra cosa che esprima il concetto di carta carbone, perchè oggettivamente non è vero. Piuttosto dite che ha cambiato troppo poco, o che le variazioni che ha fatto sono state sbagliate, ma non dite che è una copia. Non lo è, e cerco di spiegare il perchè qui.

Adesso però nemmeno più i suoi concerti vanno bene. E questo lo trovo ancora più fastidioso. Io l'ho visto il suo concerto a teatro a Milano, e pensate un po', ho fatto fatica ad ambientarmi tanto era diversa l'idea del live rispetto a quella del 2008. Allora era tutto basato su urgenza e distorsioni, oggi è tutto suonato bene. Ci ho messo metà concerto ad abituarmi, poi mi sono goduto il resto. Però se Vasco resta uguale e se stesso nel disco (che poi, appunto, proprio identico non è), non va bene. Ma se cambia troppo, non va bene uguale.

Lo spunto per questo post l'ho preso da questo articolo, in cui il giornalista elenca le 10 cose che Vasco Brondi dovrebbe evitare di fare dal vivo. Vediamole in dettglio, e commentiamole:

1 – Brondi propone tutto il nuovo disco, relegando l'opera d'esordio a presenza marginale. E' comprensibile che voglia dimostrare di avere molto da dire, e che intenda smarcarsi dall'ingombrante successo di due anni fa, ma la scaletta così proposta – 70 minuti scarsi di musica – fa acqua da tutte le parti. Se poi Piromani è stata eseguita bene, non così La lotta armata al bar e soprattutto Per combattere l'acne. Un delitto sbiascicare frettolosamente Lacrimogeni. Inaccettabile la mancanza de La gigantesca scritta Coop e praticamente tutte le altre canzoni del 2007/2008.
Quindi un artista fa uscire un disco nuovo e poi dal vivo deve fare tutte le canzoni di quello vecchio, solo perchè la gente lo conosce meglio o l'ha apprezzato di più. Un concetto bizzarro, non c'è che dire. Ah no, oppure dovrebbe fare sia le canzoni nuove che quelle vecchie, 20 canzoni per due ore di concerto, peccato che la resa di un concerto così lungo, e questo credo sia indiscutibile, varia a seconda del tipo di repertorio proposto. E 120 minuti con canzoni come quelle di Brondi sarebbero sì una palla mortale, anche per me che le apprezzo tutte. Un artista deve rendersi conto dell'effetto che potrebbe fare sull'ascoltatore una performance così lunga, e comportarsi di conseguenza. no?

2 – Per ora noi la chiameremo felicità, dal vivo, suona meglio. Soprattutto alcune canzoni. Gli innesti più decisi di violoncello, violino e chitarra elettrica danno maggior spessore a testi sin troppo accartocciati su se stessi. La domanda a questo punto è: perché tali innesti non sono stati proposti anche nel disco? Perché, a parte qualche spruzzata di archi, l'opera seconda (tranne Cara catastrofe) suona come un demo monocorde?
Ma non era "10 cose che non devi fare dal vivo?". Voglio dire, se le canzoni dal vivo suonano meglio non va bene comunque perchè il disco suona male. Cioè, è vietato far suonare le canzoni bene perchè su disco le hai fatte in modo che suonino male. Davvero un concetto aberrante, soprattutto perchè implicherebbe il divieto ad un artista di proporre un certo tipo di suono dal vivo ed un altro su disco, in barba alle centinaia di artisti che così invece hanno fatto.

3 – La timidezza è legittima. Anche Fabrizio De André ha odiato per decenni suonare dal vivo. Brondi però esagera un po'. Non parla mai, guarda sempre a terra oppure fissa il microfono, non concede nulla allo spettatore. Tra una pausa e l'altra si abbassa a terra per cambiare chitarra e aggiustare gli strumenti. Beve acqua, beve vino, beve boh. Empatia zero, comunicativa meno dodici. A guardarlo sul palco, sembra che vorrebbe essere da tutt'altra parte. Comprensibile (a essere indulgenti), ma allo spettatore non arriva nulla.
Intanto, voglio dire, se il giornalista ha speso 20 euro per andare al concerto, non lo sapeva che Vasco sul palco è così? E' sempre stato così, non è mica una sorpresa di adesso. Poi, altro concetto insulso: allo spettatore arriva qualcosa solo se l'artista è spigliato sul palco. L'aspetto musicale non conta niente. Anche qui direi che ce ne sono di esempi di artisti poco comunicativi sul palco ma ai quali è riconosciuta un'ottima capacità di fare bei concerti. Vasco, invece, deve essere spigliato per forza, se no allo spettatore non arriva nulla (ma le canzoni non suonavano meglio?)

4 – I mezzi sono quel che sono, ma almeno un leggio il ragazzo se lo potrebbe permettere. Vedere Brondi che si abbassa, prende un foglio sgualcito da terra e legge qualche stralcio (due volte) di romanzo tenendolo sollevato alla meno peggio, mette – scenograficamente – tristezza siderale.
Invece avere sempre un leggio in mezzo per due momenti singoli su oltre un'ora di concerto sarebbe un'idea – scenograficamente – geniale.

5 – Il ragazzo ha doti anche vocali, ma a furia di urlare ogni tanto va fuori fase. Due o tre stecche monumentali, una ad esempio all'inizio di Per combattere l'acne. Pure l'attacco sbagliato de Le petroliere, che però lo ha spinto (costretto?) a improvvisare e chiedere scusa simpaticamente: "L'ho sbagliata perché ho esagerato con gli accordi, questa ne ha tre invece dei soliti due". Un riferimento autoironico a chi lo accusa di essere capace solo di scrivere brani da due accordi. E' stato l'unico momento del concerto in cui Brondi è sembrato vivo.
Doti vocali? Vasco Brondi doti vocali? Cioè lo sanno anche i sassi che non è certo sulle doti vocali che si basa il suo stile. Poi: la cosa dei pochi accordi non è per difendersi dalle accuse di usarne appunto solo due, perchè NE USA solo due, o tre, o anche uno. Il concetto è esattamente opposto, cioè che è difficile riuscire a comporre canzoni "di senso compiuto" con così pochi accordi.

6 – Ascoltati live, le nuove canzoni migliorano. Lo si è detto. I testi, invece, proprio no. Paragonati a quelli di Canzoni da spiaggia deturpata (e alla voce di Leo Ferrè che fa da contrappunto riuscito al concerto), paiono deboli e caricaturali. Salvo rari casi.
Come fa un testo a migliorare ascoltato live vorrei capirlo. Un testo è un testo, è una seriedi parole, non altro.

7 – Brondi ama molto la ripetizione di alcune strofe, soprattutto a fine canzone. Bello all'inizio, ma dopo un po' è una palla mica da ridere. Sentirlo ripetere trenta volte "Va tutto bene", oppure "Scappati dai condomini", o la conclusiva "Tu non preoccuparti, tu non preoccuparti, tu non preoccuparti" (recitata stile-messa dalla parte più plagiata dei vascobrondiani), è davvero n-o-i-o-s-o.
Però perchè nell'"immortale disco d'esordio" andava bene? E perchè chi apprezza deve esseredefinito "la parte più plagiata"? Non può essere che chi apprezza ha un gusto diverso da chi non apprezza? Perchè invecedeve essere ritenuto un plagiato, mentre chi non apprezza è invece un ascoltatore dalla mente libera? E se io dicessi che chi critica Vasco ora è plagiato, dato che lo stanno facendo tutti?

8 – Quando il pubblico – giovane e preparato – ti applaude a prescindere non appena urli strofe iper-generazionali, tipo la storica "E cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero", devi (oltre a essere orgoglioso) preoccuparti di non finire come un Moccia sciroccato degli alternativi. Il confine tra cantore generazionale e megafono stereotipato è più labile di quel che si creda.
Ma se frasi come questa o altre fanno parte sempre dell'"immortale disco d'esordio" non è normale che la gente le applauda? Cazzo, sono immortali, mica pizza e fichi. Cosa dovrebbe fare le gante, ignorarle? E Vasco cosa dovrebbe fare, preoccuparsi perchè la gente applaude frasi che fanno parte di un disco immortale?

9 – L'alternanza voce normale-voce megafonata è coinvolgente se ben dosata, ma alla lunga ridondante. Vale quanto detto sulle strofe ripetute ossessivamente: l'originalità di Brondi può divenire, se stancamente reiterata, snervante autoparodia.
Vedi sopra, è un'altra caratteristica dell'"immortale disco d'esordio". Però se la riproduci anche dal vivo non va bene. Attenzione però, perchè anche se fai qualcosa di diverso dal disco quando suoni dal vivo non va bene, come si è visto al punto 2. insomma, non va bene niente.

10 – Il teatro vive di liturgie: entrata in scena, pause, ringraziamenti, inframezzi, concessioni, uscita, bis. Brondi, in questo senso, deve imparare quasi tutto.
Da che mondo è mondo, e da che rock è rock, un artista di musica leggera non cambia impostazione del suo live se lo fa a teatro. In questi anni a teatro ho visto Wilco, Kings Of Convenience, antony & The Johnsons, Swell Season, Rfus Wainwright. Solo l'ultimo di questi ha fatto un concerto dall'impostazione teatrale secondo quello chedice il giornalista, gli altri no. Ma non mi pare che nessuno abbia mai detto niente. Vasco, invece, deve entrare in teatro e comportarsi secondo i canoni del teatro.

Concludendo, questo fenomeno è di una tristezza imbarazzante, e squalifica di molto tutta la categoria della stampa italiana, a qualsiasi livello, da chi lo fa per professione a chi ne fa il proprio hobby, come succede a me. Quindi, vito che mi sento coinvolto, oltre che intristito sono anche incazzato. Spero che si capisca che non è per le critiche in sé, ma proprio per questo atteggiamento del tipo "io ti ho portato alle stelle, ora ti spedisco agli inferi". Atteggiamento che mi ha rotto i coglioni.
 

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Pubblicato il dicembre 16, 2010 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. se questo fosse andato ad un concerto degli interpol si sarebbe impiccato allora vista la "timidezza" di mr banks

  2. Parole santissime. Le tue, intendo.

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