Notwist @ Magazzini Generali, Milano, 18/01/2012

Già che ora il blog è alive and kicking, lo userò per quando voglio parlare di qualcosa cavandomela con due parole e non curandomi molto di analizzare approfonditamente.

Ieri sono passato dal “vado a vedere Vasco, perché sono più fan suo che dei Notwist” (devo dire anche a voi lettori a quale Vasco mi sto riferendo? No, vero?), al “me ne resto a casa”, al definitivo “vado a vedere i Notwist”. Tutto merito di Vincenzo, che veniva da Bologna apposta, e chi sono io per lasciarlo andare al concerto da solo dopo che si era fatto tutto il viaggio?

Ho detto merito perché il concerto ha meritato, appunto. Non che ci fossero dubbi, l’unica cosa è che si poteva temere una performance identica all’ultima, visto che non c’erano state uscite rilevanti in mezzo. Ok, schifo non avrebbe fatto, però insomma, magari se uno va a vedere un gruppo spera che non rifaccia esattamente la stessa cosa della volta prima (ma se sei andato a vedere gli Oasis 12 volte! mi si potrebbe dire. Vabbè quello è un altro discorso).

Dicevamo, concerto meritevole e performance non identica alla volta precedente. In realtà quest’ultimo appunto vale solo per la prima metà, dove la band ha proposto un’impostazione molto morbida, delicata, avvolgente, introspettiva, insomma ci siamo capiti. Chiaramente poi si entra nei gusti di ognuno per decidere se quell’impianto fosse piacevole o no, per me lo era, e molto, avrebbero anche potuto continuare a fare tutto il concerto così che me lo sarei goduto. E invece, la seconda metà è stata uguale all’ultima volta, ovvero molto spinta e sperimentale, con le canzoni destrutturate da importanti stacchi strumentali e variazioni negli arrangiamenti e nella struttura, il ttuto all’insegna dell’impatto e della sperimentazione.

Sempre bello insomma andare a vedere i Notwist, meno male che anche stavolta non me li sono persi. Sarebbe stato bello anche andare a vedere Vasco, e volendo anche restarsene a casa, l’importante è che poi non mi sia pentito della decisione finale.

Avevo detto che me la sarei cavata in poche righe, mi sa che non ho fatto esattamente così, ma vabbè, mi conoscete 🙂

PS e sono stato molto contento di aver conosciuto di persona attimo, uno dei più fedeli apprezzatori del blog.

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Pubblicato il gennaio 19, 2012 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Era il mio terzo concerto dei Notwist, e ho ritrovato in alcune destrutturazioni che avevano già tentato le altre volte che li avevo visti le stesse sensazioni di ordine e disordine assieme. I Notwist riescono a tenere sempre tutto assieme, diciamo così, che si tratti di stili diversi, di morbido o ruvido, o di cose che stanno dentro alle nostre pance, tutto legano e non (mi) stancano mai. (davvero davvero contento di averti finalmente incontrato!)

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