Il posto più di merda che abbia mai visto

In fondo avrei dovuto saperlo. se in tanti anni di frequentazioni assidue di concerti non ero mai stato al (o alla) Sacrestia, un motivo doveva pur esserci. Ho provato stasera a inaugurare la mia presenza in questo posto per il concerto dei Be Forest e il risultato è che, come da titolo, ho trovato la risposta definitiva alla domanda “qual è il posto più di merda in cui tu sia mai stato?”.

Il (o la) Sacrestia è un ristorante, specialità carni alla brace e arrosticini abruzzesi. Scendendo una rampa di scale si arriva alla sala dove era in programma il concerto. Arrivo, pago i miei 7 euro per l’ingresso con consumazione obbligatoria, scendo e la visione che mi si presenta una volta terminati i gradini è a dir poco agghiacciante. Una sala angusta con un palco strettissimo e soprattutto, tutto adornato come se ci si trovasse, appunto, in una sacrestia. Pareti di marmo con svariate raffigurazioni in rilievo, pavimento anch’esso in stile chiesa, soffitto finto trasandato. In una rientranza ci sono enormi loghi di Gancia, Martini e Campari, giusto per unire al radical chic, un tocco vintage che faccia molto milano da bere. E per non farsi mancare nemmeno una strizzatina d’occhi al lusso più moderno, le poltroncine sono ricoperte di velluto viola.

Se tutto questo fosse stato fatto con gusto e sobrietà, ovviamente sarebbe stato un qualcosa di caratteristico, invece è una pacchianata colossale, una plasticata di proporzioni epiche, un trash venuto talmente male che anche i veri amanti del trash sarebbero schifati da questa cascata di kitch con un livello di stile decisamente sotto lo zero. Poi arriva la gente e il cerchio si chiude. Se credete di essere stati a serate in cui tutti erano lì a fare una sfilata di moda, a mostrare il taglio di capelli precisissimo, il baffo perfettamente regolato e soprattutto ad essere venuti con l’unico scopo di fare presenza, perché non si divertono, interagiscono al massimo con altre due persone, si guardano in giro con l’aria sicura ma in realtà si vede che sono persi, ecco, o siete già stati lì, oppure dovete rivedere il vostro concetto di modaiolismo pseudo alternativo, perchè quello che ho visto stasera è oltre il non plus ultra del genere.

Ora lo so che avrei dovuto estraniarmi e cercare di godermi la musica dal vivo, ma davvero, era troppo anche per uno come me che normalmente non si fa condizionare dall’ambiente. Alla seconda canzone del primo gruppo dei tre in programma (che ha iniziato alle 23.20, di giovedì, come ti sbagli), sono scappato a gambe levate. Ho buttato via 7 euro, una limitata quantità di benzina, tre ore della mia vita e non ho visto i Be Forest che avrei senz’altro apprezzato. Sono salito in macchina e per fortuna avevo nel lettore cd The Photo Album, che, come probabilmente saprete, inizia con le parole “it’s getting late and now I want to be alone”. Perchè stare l’ dentro mi ha davvero messo una gran voglia di starmene da solo. meno male che domani ho i Grimoon, e poi il mio adorato Trashick, e sabato trasfertona a Padova per gli Es, e domenica Paolo Benvegnù. Un’ondata di atisti, gente e situazioni vere e genuine come piacciono a me. Ne ho davvero tanto bisogna.

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Pubblicato il marzo 2, 2012 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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