Vergogna, odio e tristezza

La cosa più odiosa è l’aver assistito dal vivo all’ufficializzazione del fatto che i colori per cui ho sofferto e raramente gioito nel corso di almeno 15 anni della mia vita, sono appannaggio di una società di ricchi scemi e portati sul campo da basket da un allenatore incapace e da giocatori indegni a livello proprio di persone, individui umani senza un briciolo di onore e di valori che vadano oltre il mero egoismo. La società, nell’anno in cui tutti gli altri in Italia e molti in Europa avevano meno soldi rispetto al solito, ha costruito una squadra con giocatori costosissimi e dal nome ingombrante in modo totalmente dissennato, senza che i suddetti giocatori c’entrassero alcunché tra loro dal punto di vista tecnico. Nel reparto esterni, mancavano sia un’ala piccola che un tiratore puro ed era pieno, invece, di guardie che amano attaccare il canestro in prima persona; anche nel reparto lunghi le possibili combinazioni erano tutte mal assortite tra loro e soprattutto cozzavano anche esse contro il problema degli esterni evidenziato sopra. Queste cose le avrebbe capite un bambino, figuriamoci un dirigente sportivo professionista, invece niente, quando si è trattato di cambiare giocatori si è data la colpa ai playmaker, che poverini erano impossibilitati a far girare la squadra viste le caratteristiche, e a quello tra i lunghi che ha mostrato meno impegno, senza chiedersi il perché di questo atteggiamento. L’allenatore incapace è stato parte importante delle scelte di cui sopra e non è mai stato in grado di tradurle in una minima idea di gioco e inoltre non ha dato alcuna motivazione ai giocatori, che si sono subito resi conto di avere a che fare con uno che non sapeva minimamente come usarli a livello di collettivo nonché con dirigenti che non capivano assolutamente niente di basket. I suddetti giocatori non hanno assolutamente pensato che comunque la maglia che indossi va sempre onorata, che i tifosi che seguono la squadra vanno rispettati, che in fondo ci si diverte di più se si cerca di giocare assieme e aiutarsi in campo. Niente di tutto questo: io nel mio ufficio e nel mio lavoro da impiegato pubblico poco motivato ho un atteggiamento molto più propositivo e costruttivo di quello che questa gentaglia ha mostrato in campo.

Nella gara decisiva di stasera, l’allenatore incapace ci ha impiegato 15 minuti di gioco – effettivi – per arginare un attacco semplicemente basato sul penetra e scarica poco più che scolastico, nel senso che di solito la costruzione dell’azione era un minimo più elaborata, ma nemmeno troppo; poi non è stato in grado di opporre contromisure tattiche alla voglia di Daniel Hackett, non certo LeBron James, di prendere in mano la partita accentrando su di sé il gioco grazie ai continui attacchi al canestro partendo da lontano in palleggio. I giocatori indegni, invece, hanno mostrato continue distrazioni in difesa e in attacco non hanno mai mai mai cercato almeno di aiutare chi aveva la palla in mando impegnandosi nel muoversi per dare linee di passaggio decenti o per fare dei blocchi che avessero una qualche utilità. Se ne sono sbattuti tutti i coglioni dal primo al quarantesimo minuto, l’allenatore incapace e i giocatori indegni.

È parimenti odioso pensare al futuro: con che faccia i dirigenti incompetenti andranno ancora da Giorgio Armani a chiedere soldi per migliorare la squadra (come se fosse possibile peggiorarla)? Con che faccia qualcuno di questi giocatori indegni si ripresenterà all’inizio della nuova stagione davanti a tifosi che sono stati bellamente irrisi per tutto l’anno? In quale mondo fantascientifico un giocatore nuovo verrà a Milano con l’idea di impegnarsi per vincere, quando tanto sa benissimo che può fare il cazzo che vuole e nessuno gli dirà mai niente, al massimo può essere cacciato ma i suoi soldini se li prende comunque senza colpo ferire?

Quando io e i miei amici sul forum dell’Olimpia ci lamentavamo della sparizione del nome Olimpia stesso, dei simboli di Fiero il Guerriero e delle Scarpette Rosse, dello spostamento della sede storica, dell’eliminazione financo dell’indicazione geografica di Milano da tessere e biglietti, siamo stati presi per vecchi bigotti inaciditi. Invece, probabilmente, le vicende odierne stanno a dimostrare che un giocatore, quando arriva a Milano, deve trovarsi davanti agli occhi in tutti i modi possibili la manifestazione di ciò che l’Olimpia rappresenta nella storia del basket italiano e europeo. Ma figuriamoci se questi dirigenti, che sono arrivati allo sport in prestito dal management aziendale, potranno mai capire questi concetti che pure sembrano semplici.

Tutto questo non lo scrivo tanto per il Barto del 2013, che ormai da anni segue molto distrattamente le vicende dell’Olimpia, per via di un misto di diffidenza verso questa società e della ri-esplosione della passione per il football americano, ma un po’ per quello che comunque questo nome e questi colori hanno rappresentato per me e un po’ per i miei amici, che ancora oggi seguono la squadra in casa e in trasferta, in italia e in Europa, e mettono gli impegni della squadra sempre e comunque come priorità nella loro agenda e in come decidere di spendere i propri soldi. Bel modo di ripagarli, complimenti a tutti. Non avreste nemmeno il diritto di sognare di essere seguiti da persone con una tale passione e una tale lealtà nei vostri confronti. Non so come facciate a guardarvi allo specchio la mattina, dirigenti incompetenti, allenatore incapace e giocatori indegni.

Chiudo ricordando che, quando ripenso ai miei 15 anni buoni di tifo intenso, oltre alla Stefanel scudettata, ricordo sempre con un piacere particolare gli anni sponsorizzati Sony, Pippo, Armani Jeans 2005 e 2009. Erano squadre non dotate di particolare talento, ma fatte di uomini veri che davano tutto in campo, ognuno per quanto gli era consentito dai propri mezzi. E il mio allenatore del cuore rimarrà sempre Lino Lardo, uno che insisteva molto sul concetto di spirito di gruppo e di lavoro; non mi toglierò mai dalla testa che il suo mancato successo tra i professionisti sia dovuto al fatto che per i giocatori affermati sia molto più comodo seguire come automi gli allenatori piuttosto che mettere il cuore in quello che fanno pensando a quanto sia bello giocare con dedizione, professionalità e cuore a quel gioco che amavano da bambini e di cui hanno fatto una professione ben pagata. Così non è mai colpa loro e se non hanno funzionato da una parte, funzioneranno forse da un’altra, dove troveranno quello che li comanda a bacchetta secondo i loro gusti. Lo sport professionistico italiano è diventato davvero una tristezza e la possibilità di guardare partite di giochi bellissimi espressi ai massimi livelli è data solo in altre nazioni, europee e non. Certo, ci sono problemi ben più seri qui, però lo sport, oltre che essere uno svago concettualmente sano, può anche dare valori importanti, che invece si stanno perdendo, in tutti gli ambiti della nostra vita. Ho finito.

Annunci

Pubblicato il maggio 22, 2013 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. barto, chiamiamone altri tre e sfidiamoli al campetto, ‘sti 4 brocchi. Sono sicuro di batterli.

    Brasi

  2. in ritardo leggo il tuo sfogo. mi trova d’accordo al 100% per la passione frustrata e l’incapacità a tutti i livelli del team. Milano ha fatto una stagione pessima, giusta l’eliminazione. la tua riflessione finale sullo sport professionistico sarebbe anche giusta se non che io, tifoso della pallacanestro reggiana, ho vissuto una annata stupenda, piena di passione, scelte giuste e orgoglio di giocare, partecipare e seguire una squadra. una speranza insomma c’è, da qualche parte, in provincia, forse. ma anche Roma è stata esempio da seguire quest’anno. (mi fermo al basket, chiaro, poi, certo, LeBron e Ginobili sono altro pianeta). ciao.

  3. Il problema è che qui sembra che ci possa essere o passione da parte degli atleti o talento, tutti e due insieme non li vedo da non so quanto tempo…

  1. Pingback: Olimpia Milano campione d’Italia 2013 – 2014: cosa mi ha lasciato questa vittoria | roundmount

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: