NFL preview 2013

New England Patriots: passano gli anni, ma Tom Brady e Bill Belichick sono sempre due vecchie volpi. Le difficoltà li piegano, ma non li spezzano. Con un set di ricevitori totalmente nuovo, e in teoria di qualità molto inferiore rispetto agli ultimi anni, Brady ha già dimostrato di aver costruito un meccanismo oliatissimo. Il gioco di corsa dovrebbe fruire della maggior esperienza accumulata dai giovani protagonisti e lo stesso dicasi della secondaria in difesa. Inoltre, la loro division garantisce 6 vittorie praticamente sicure, e delle altre 10 partite sarà difficile non ne vincano almeno la metà. 11 vittorie li mettono tranquilli nei playoff e forse anche con un bye dei wild card.

New York Jets: il circo continua. La squadra non è riuscita a migliorare i gravi problemi nello spot di wide receiver (ancora aspettano Holmes come se potesse dar loro chissà che), ha perso un buon tight end senza rimpiazzarlo, ha perso il miglior cornerback del gioco senza rimpiazzarlo, ha scelto un rookie che pareva promettente come quarterback ma le sue prime uscite sono tutt’altro che incoraggianti. Sulla carta sono tra le 3 peggiori squadre della Lega, in realtà andranno un po’ meglio perché le difese di Rex Ryan riescono sempre a limitare i danni e a dare una buona field position all’attacco. Difficile che Rex resti comunque head coach, e non solo ai Jets. Più probabile per lui un futuro da defensive coordinator.

Miami Dolphins: squadra regina della free agency, ha purtroppo perso alcune pedine importanti per infortunio e gli altri innesti non sembrano ancora ben inseriti nel meccanismo. Probabilmente questa stagione sarà dedicata allo sviluppo di Tannehill e alla ricerca di qualche giovane nel roster che possa dare certezze per il futuro. Sarà difficile, quindi, un ingresso ai playoff.

Buffalo Bills: se c’è una squadra destinata più delle altre a una stagione di transizione, questi sono i Bills. Coach nuovo, uno o più probabilmente due quarterback rookie, tra i quali si dovrà capire su chi puntare per la designazione come franchise quarterback, un CJ Spiller che deve cementare il proprio status di appartenente alla top 10 dei runningback della Lega. Probabilmente vedremo tanta energia e tanta voglia di fare nelle loro prestazioni, ma difficilmente si arriverà subito a risultati concreti.

Baltimore Ravens: i campioni sono stati costretti a rinnovarsi per colpa del mega contrattone dato a Flacco, ma sembrano essere caduti in piedi. Certo, Flacco avrà meno opzioni di passaggio, visto che l’unica certezza per lui sarà Torrey Smith, ma se Pierce è sano il gioco di corsa dovrebbe essere ancor più efficace e la difesa è stata ben rimodellata e può puntare su un Suggs in piena salute. I playoff dovrebbero arrivare, poi però sarà difficile anche solo entrare nei divisional

Cincinnati Bengals: per le tigri è il momento di raccogliere quanto seminato con le ottime scelte al draft due anni fa di Dalton e Green, con la solidificazione della difesa e con altre due scelte al draft di quest’anno che appaiono ottime, un runningback e un tight end che stanno impressionando. Dalton deve far vedere di essere maturato e essere quindi diventato quantomeno un quarterback affidabile in ogni situazione e per il resto la squadra è finalmente pronta a vincere almeno il primo turno dei playoff, come non accade da oltre dieci anni.

Pittsburgh Steelers: a un certo punto sembrava che ci fossero venti di ricostruzione totale, invece un po’ di ringiovanimento c’è, ma non così marcato. Il problema è che così gli Steelers non appaiono né una squadra futuribile, ma nemmeno in grado di conquistare i playoff quest’anno.

Cleveland Browns: anche qui, la ricostruzione è in atto in modo progressivo, ma avendo cominciato prima, i Browns sono ora a un livello che non appare niente male. Weeden dovrebbe essere valorizzato al meglio dalle idee del nuovo staff tecnico, Richardson è anche lui pronto a giocare come un top 10 nel suo ruolo, la difesa dovrebbe beneficiare dell’esperienza accumulata. Per i playoff ancora non basterà, ma la strada appare quella giusta.

Houston Texans: se nel roster di quest’anno ci sarà un altro wide receiver affidabile oltre a Johnson, se Foster recupera in tempo dagli acciacchi e se in difesa non ci saranno infortuni importanti come quello di Cushing l’anno scorso e un uomo esperto come Reed saprà inserirsi nel modo giusto, le possibilità di arrivare a giocarsi il Superbowl ci sono. Un po’ troppi se, ma nessuno di questi appare utopico.

Indianapolis Colts: Luck e Hilton appaiono immuni da sophomore slump e c’è inoltre più consapevolezza di quanto possa dare il gioco di corsa, soprattutto se Bradshaw sarà sano. Probabile nuova partecipazione ai playoff.

Tennessee Titans: non sembrano aver fatto molto per uscire dalla mediocrità mostrata l’anno scorso.

Jacksonville Jaguars: vedi sopra.

Denver Broncos: potenziati in attacco con l’aggiunta di Welker e indeboliti in difesa con la perdita di Dumerville e con la sospensione per doping di Von Miller per sei partite. La division la vincono in carrozza e magari il bye lo ottengono pure, poi però abbiamo visto com’è finita nei playoff dell’anno scorso, e onestamente non si vede perché quest’anno debba finire diversamente.

Kansas City Chiefs: l’arrivo di Reid come coach e di Alex Smith come quarterback li rende automaticamente migliori di Chargers e Raiders e probabilmente capaci di arrivare vicini al 50% di vittorie. Non oltre però, chi li vede ai playoff per me volta un po’ troppo con la fantasia.

San Diego Chargers: una offseason molto sotto traccia, a parte il cambio di head coach, non li fa sembrare pronti per un ritorno ai playoff.

Oakland Raiders: probabilmente, la peggior squadra della Lega. Mancanza di programmazione, scelte sbagliate in fase di draft e di free agency, il disastro appare annunciato.

Washington Redskins: sono rimasti sostanzialmente uguali all’anno scorso, il che da un lato può essere un bene per l’affiatamento, dall’altro un male perché tutti i coach avversari li conoscono bene. Molto dipenderà dagli infortuni, soprattutto quelli eventuali di RGIII

New York Giants: di buono c’è che con Brandon Myers dovrebbero essere tornati ad avere un tight end di qualità; di negativo c’è che il lungo e sfiancante tira e molla sul contratto di Cruz qualche segno l’ha senz’altro lasciato, che il gioco di corsa non sembra essere tra i migliori della Lega e che in difesa c’è stato un ringiovanimento che però sembra aver indebolito il reparto. Alla luce di tutto ciò, si rischia un altro anno senza playoff, il secondo consecutivo dopo la vittoria al Superbowl.

Dallas Cowboys: ogni anno è l’anno dei Cowboys. Ogni anno è quello del troveranno la continuità, Romo è maturato, la smetteranno di avere sfiga con gli infortuni, ecc… Poi si finisce sempre per vederli fallire i playoff all’ultima partita di regular season e quindi l’anno dopo si riparte con la tiritera da capo. E chi sono io per sottrarmi al rito? Quest’anno sarà finalmente l’anno dei Cowboys. A meno che…

Philadelphia Eagles: … Chip Kelly non sia davvero il genio di cui tutti parlano e renda gli Eagles una macchina da guerra difficilissima da arginare. In teoria ci sono motivi per crederci: la difesa sembra essersi sistemata rispetto alle ultime due stagioni e in attacco le caratteristiche dei giocatori sembrano proprio perfette per le idee di Kelly, a cominciare da Vick. Peccato che l’infortunio di Maclin che gli farà saltare la stagione privi il passing game di un’opzione importantissima, e che dietro McCoy non ci siano esattamente delle certezze granitiche (Bryce Brown è molto talentuoso ma ha una certa tendenza al fumble, che per un runningback non è proprio il massimo). Boh, squadra impronosticabile se ce n’è una.

Chicago Bears: a naso, cioè da quello che leggo, mi fido più di Marc Trentsman che di Chip Kelly come coach che dal college potrà portare nuove idee nella NFL. Il grande problema dei Bears negli anni scorsi era la linea offensiva che non proteggeva adeguatamente Cutler, già di suo non un cuor di leone. Ebbene, il problema dovrebbe essere stato risolto e inoltre Trentsman porta con sé schemi che danno a Cutler molte più opzioni per liberarsi della palla in fretta e in modo da creare situazioni efficaci. Inoltre per me hanno fatto bene e mandare via Urlacher: basta con queste vecchie icone ormai spompe, tanti saluti e baci, gratitudine eterna ma via e largo a chi è fisicamente al top. Secondo me la division è già loro e ai playoff saranno pericolosi.

Green Bay Packers: un Greg Jennings in meno, quindi meno opzioni per Rodgers, ma un Eddy Lacy in più che a quanto pare ha tutte le possibilità per migliorare il gioco di corsa. In teoria non dovrebbero avere problemi a rendere come l’anno scorso, quindi arrivare bene ai playoff, però non so, c’è qualcosa che non mi quadra, anche se non so bene cosa.

Minnesota Vikings: la forza di Adrian Peterson va al di là della produzione che porta in termini di yard guadagnate, perché fa sì che la difesa debba comunque posizionarsi per fermare lui in primis e che quindi i ricevitori godano di molta più libertà del normale. Così, i Vikings hanno perso Harvin ma preso subito Jennings e aggiunto anche un altro rookie che dicono sia bravo. Arriveranno ancora ai playoff, quindi? Non lo so. La division è molto competitiva e da fan di Ponder devo ammettere che ancora non dà la sicurezza di poter sfruttare con precisione i vuoti che la difesa lascerà sui ricevitori per marcare Peterson.

Detroit Lions: l’aggiunta di Reggie Bush dovrebbe migliorare il gioco di corsa, ma temo non quanto basta per poter evitare a Stafford di essere il quarterback che tenta più passaggi in tutta la Lega. E considerato che dietro Megatron non appare esserci nessuno di anche vagamente affidabile, non sarà facile per i Lions esprimersi. La difesa invece appare messa bene e potrebbe essere importante.

Atlanta Falcons: è l’anno del vincere o morire. Roddy White inizia ad avere una certa età, Steven Jackson voleva ritirarsi poi è stato convinto a giocare quest’anno per provare a vincere, Tony Gonzalez uguale. La difesa, invece, è stata ringiovanita e appare solida. Sicuramente andranno benissimo in regular season, però me li immagino già stanchi fisicamente ai playoff e con la solita tenuta mentale prossima allo zero.

Tampa Bay Buccaneers: Freeman non ha più scuse. Deve smetterla di commettere palle perse, se no non gli verrà rinnovato il contratto in scadenza e si cambierà strada. Sarà in grado Josh di fare quel passo al livello successivo che promette sempre di fare ma che poi non fa mai? Inoltre, dietro Martin cosa c’è nel gioco di corsa? Il nulla assoluto, a quanto pare, quindi bisogna augurarsi che a Muscle Hamster non venga nemmeno un raffreddore. La difesa appare ottima: c’erano problemi in secondaria ed è stato preso il miglior cornerback della Lega, cioè Darrelle Revis, e un altro pezzo da novanta come Goldson. Difficile però fidarsi di una squadra che conta troppo su un quarterback che non dà certezze e che non ha alternative al proprio runningback principale.

Carolina Panthers: l’anno scorso le pantere hanno perso più di una partita per una difesa pessima nell’ultimo drive. Quest’anno, quindi, si è lavorato lì, con l’innesto soprattutto di due ottimi rookie nella linea. In attacco, si paga l’impossibilità a liberarsi dei contrattoni di Stewart, Williams e Tolbert e così non si è trovato di meglio che Ted Ginn per dare un’opzione in più a Newton. Alla fine, passa tutto o quasi proprio da Ace Boogie: deve saper essere un vero leader e elevare con le sue giocate il rendimento di chi sta intorno a lui. Non sarà facile, ma nemmeno impossibile.

New Orleans Saints: torna Payton in panchina dopo l’anno di squalifica per il bounty program e si è cercato di puntellare il più possibile una difesa che l’anno scorso è stata orribile. Basterà per rendere meglio? Sicuramente sì. Basterà per tornare ai playoff? Chissà.

Seattle Seahawks: diciamolo, sono i favoriti. Roster profondo, difesa dominante, un quarterback che è un leader nato, uno staff tecnico di primissimo ordine, non manca davvero niente e le altre squadre alla fine probabilmente dovranno soccombere a tutto questo. Troppo difficile da affrontare un tale mix di qualità fisiche, talento, intelligenza tattica e mentalità estremamente consapevole dei propri mezzi.

San Francisco 49ers: si punta tutto su Kaepernick e quindi sulla read option, anche perché come wide receiver c’è una discreta qualità media ma nessuno che eccella veramente. Fino a prova contraria, Jim Harbaugh non ha mai sbagliato, e se Colin dovesse fare così fatica a trovare uomini liberi, potrà sempre appoggiarsi su Davis, con cui c’è una grande intesa, o al massimo puntare sulla corsa, sia sua che di un settore runningback davvero molto ben equipaggiato. E anche la difesa farà la sua parte come sempre.

St. Louis Rams: vale un po’ il discorso fatto con i Browns, nel senso che il processo di miglioramento sta proseguendo bene, ma ancora non siamo al punto in cui si possa parlare di playoff. Soprattutto perché Daryl Richardson ha tutto da dimostrare come runningback titolare. Ci vediamo comunque tra un paio d’anni e lì la musica dovrebbe cambiare. Ora, ancora no.

Arizona Cardinals: Bruce Arians come coach è un’ottima scelta, e nell’immediato la combinazione Palmer – Fitzgerlad dovrebbe pagare dividendi alti. Inoltre, la difesa è giovane, talentuosa e in grado di produrre giocate importanti. Cosa manca quindi? Intanto un gioco di corsa, e poi Palmer non deve sparire sul più bello come troppo spesso fa, ma deve giocarli tutti i minuti in cui è in campo. Difficile che vadano ai playoff, vista la division tremenda in cui sono, dovrebbero fare comunque una stagione dignitosa.

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Pubblicato il agosto 30, 2013 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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