Il 2013

Probabilmente, tra molti anni, il 2013 sarà l’anno a cui potrò associare più facilmente alcune linee generali ben definite che lo hanno caratterizzato. Nel senso che dal punto di vista dei tanti concerti, delle tante persone frequentate, della birra artigianale, del football americano e di quel poco di calcio e di basket, tutti gli ultimi anni sono accomunati. Quest’anno, però, posso proprio isolare delle cose più precise, e cioè:

* La nascita del nipotino. Mai dimenticherò l’emozione di quando ho hanno portato fuori dalla sala parto e la lunga attesa del compimento del parto. Adesso cresce ed è un bambino bellissimo e questa cosa insomma mi dà tanta gioia.
* L’esagerato, direi anche esoso, numero di trasferte all’estero per motivi di piacere. Parigi, Madrid, Berlino, le Ardenne, Londra tre volte, il Derbyshire. Mi sono divertito in maniera siderale, però mi sono anche reso conto che non posso permettermi proprio economicamente di esagerare così. L’idea è che l’anno prossimo mi darò una forte regolata, per ora le uniche due sicure sono Edimburgo in aprile e ancora il Derbyshire, perché all’Indietracks non si rinuncia, dopodiché non me la sento certo di dire ora che saranno le uniche, anche perché a fine 2012 avevo detto che nel 2013 ne avrei fatte di meno e invece sono state di più, quindi ora meglio che me ne sto zitto.
* Collegate a queste trasferte, ci sono le amicizie internazionali che ho stretto. Al di là dell’eterna discussione sul valore della parola amicizia e su quali siano i casi in cui essa possa essere usata a proposito, onestamente non mi interessa e non me la sento di definire le persone che ho conosciuto dei semplici conoscenti, perché mi ci sento proprio legato e non solo per la comune passione per la musica. Certo, questa aiuta, ma c’è anche l’atteggiamento di queste persone nei confronti proprio del rapporto con gli altri, e li sento molto simili a me, e quindi preferisco lasciarmi andare a queste sensazioni e considerarli proprio amici.
* Di amicizie ne ho fatte anche qui a Milano, ogni tanto penso che ormai le persone che ruotano attorno alle mie passioni e ai posti in cui vado le conosco tutte, e invece stringo sempre nuovi rapporti e ne solidifico altri ed è sempre bellissimo ogni volta.
* Le trasferte di lavoro. Dal nulla dei sei anni precedenti a Bruxelles, Londra, Vienna, Murcia e Den Bosch nello stesso anno, e ne ho già in programma alcune nel 2014. Merito dell’evoluzione di tutto ciò con cui abbiamo a che fare nel settore dove lavoro, dico merito perché trovo questa una cosa molto positiva. Certo, le città non sempre le vedi e spesso hai poco tempo per girarle, però è bello cambiare aria, confrontarsi con un atteggiamento non italiano nei confronti del lavoro e anche qui conoscere personalmente gente con cui finisci per andare molto d’accordo al di là del fatto che facciate parte dello stesso team lavorativo.
* La sensazione che l’età avanza. Altre volte gli anni scorsi dicevo “sono troppo vecchio per andare a così tanti concerti o andare a ballare”, ma erano sensazioni temporanee, mentre quest’anno sento proprio che sono definitive. Ho visto almeno il 15% di concerti in meno e a ballare ci sono andato col contagocce e anche quando vado a dormire tardissimo e non devo andare al lavoro, mi sveglio che comunque è ancora mattina. Ho sempre meno voglia di aspettare fino a tardi che inizi il concerto, di uscire tardi di casa, di avere sonno quando vado al lavoro, per carità non ho certo eliminato queste cose, ma le sto riducendo in modo naturale, senza impormelo, e sento che la riduzione aumenterà, ormai lo capisco quando una cosa cambierà in modo importante oppure no, e stavolta è così.
* È stato il primo anno in cui mi ero detto “smetto con la scrittura musicale”, in realtà immaginavo di smettere del tutto, però qualcosa qua e là ho scritto, e in realtà quest’estate mi era quasi sembrato che la voglia di tornare a tempo pieno stesse arrivando. Poi l’autunno l’ha definitivamente cancellata e ora sento che non solo non ho più voglia di scrivere, ma he nemmeno ne sarei capace, al di là di cose molto brevi. Qualche giorno fa ho provato a recensire il disco più bello che ho ascoltato quest’anno, ho detto non posso lasciarlo non recensito da me. Ho scritto una bella introduzione, poi sono passato al momento dell’analisi del disco, ed è arrivato il vuoto cosmico, proprio non ne avevo idea. Ho chiuso tutto senza salvare nemmeno la bella introduzione e davvero non credo che riuscirò mai più a scrivere nulla che vada al di là di poche righe. È finita la fase della mia vita in cui scrivere mi veniva naturale, è stato bello, ho avuto enormi soddisfazioni, ora basta, non è più cosa, non lo so fare più.
* È stato l’anno della crescita vistosa di indie-roccia, il sito che Cristiano mi ha proposto di curare ormai più di due anni fa, che ho curato per un anno da solo e nel quale poi sono stato prima affiancato, poi quasi del tutto sostituito da Mattia, che non finirò mai di ringraziare, lui come tutti quelli che stanno scrivendo sul sito in questo momento, chi è rimasto del gruppo della prima ora e chi si è unito strada facendo. Sono orgogliosissimo e felice.
* Ho comunque ancora un compito dentro la redazione di ondarock, ovvero curare la rubrica Dieci Piccoli Italiani, il lavoro procede bene, siamo ormai a 30 numeri pubblicati, stare in redazione mi piace, vado d’accordo con tutti, sia gli amici che conosco personalmente che coloro con cui mi sento solo su internet.

Alla fine le mie top 10 italiana e internazionale le ho poi fatte. Qui su indie-roccia c’è quella italiana, qui nel paginone delle classifiche di Ondarock c’è quella internazionale.
Ci sentiamo nel 2014.

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Pubblicato il dicembre 31, 2013 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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