Lascia che ti inondi di nero cristallo, attimo per attimo ti affogherei, oggi sono ultrasincero

In questo periodo mi piace più del solito fare pubblicità a cose ben fatte da miei amici nell’ambito della scrittura musicale e della diffusione di contenuti. Più di una volta sto parlando bene di Going Solo, ad esempio, mentre ora è il turno dell’articolo scritto da Claudio Lancia su Ondarock a proposito di Catartica, il primo disco dei Marlene Kuntz. Consiglio la lettura dell’articolo perché, oltre a descrivere perfettamente il disco, lo contestualizza a meraviglia nel suo periodo storico, non solo portando alla luce la situazione dal punto di vista di ciò che era presente in modo consolidato e ciò che invece stava arrivando, ma anche, e direi soprattutto, facendo rivivere lo spirito, il fermento, le sensazioni forti che si provavano in quel periodo quando ci si imbatteva nella scena musicale underground italiana.

Così, leggendo l’articolo, mi sono ricordato che Catartica mi venne passato, ovviamente su cassetta registrata, da due ragazze di Biella conosciute in Università, in un periodo imprecisato tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997, quindi ben dopo la sua uscita e anche quella de Il Vile. Queste due ragazze, che avevano giusto un anno o forse due più di me, conoscevano già un sacco di gruppi e andavano a vedere un sacco di concerti e avevano visto i Marlene tipo 12 o 13 volte. Io invece era pochissimo che mi ero appassionato e mi chiedevo come si potesse avere una conoscenza del panorama musicale così vasta e seguire un gruppo anche dal vivo con tanta assiduità. Poi ho scoperto che era possibilissimo, ma questa è un’altra storia. Pensando a quel periodo e a come mi sentivo, mi è poi venuto in mente che sempre nel 1997 vidi per la prima volta Afterhours e Scisma, insieme, e entrambi i concerti mi scossero tantissimo. Seguivo già alcune cose che non arrivavano dai grandi network ma non mi ero ancora davvero innamorato di una band italiana che non passava per radio o in TV, il massimo dell’alternativo che conoscevo erano i Bluvertigo e Mao E La Rivoluzione, questi ultimi per averli visti di spalla agli Oasis nel 1996 e perché un amico aveva noleggiato il cd e l’aveva messo su cassetta. Non ci pensai consciamente al fatto che dovevo appassionarmi a un gruppo italiano proveniente dal mondo alternativo, però ricordo come mi sentivo un po’ spaventato a dover recuperare tutto ciò che era già stato pubblicato da After e Marlene, così scelsi gli Scisma, che di disco ufficiale ne avevano giusto uno. Ancora oggi non mi sono pentito, sono contento che gli Scisma siano il mio gruppo italiano del cuore, ne sono orgoglioso.

Nel frattempo, Rock FM, sempre sia lodata, come ho già detto, mi permetteva di tenere un occhio vigile su quello che stava succedendo. Mi imbattei, quindi, in gruppi come Ritmo Tribale e Soon, andai a vedere i Subsonica col loro primo disco, nel 1998, mi innamorai della canzone Pol@roid dei c|o|d. Arriva il 1999 e arrivano le prime disponibilità economiche un po’ più ampie rispetto alla paghetta dei miei, ma non avevo in testa l’idea che con quei soldi potevo recuperare i dischi di questi gruppi di cui mi piaceva quello che conoscevo ma di cui non avevo niente a casa. Pensavo solo all’uscita del nuovo disco degli Scisma e ai loro concerti a Milano, non avevo nemmeno in testa l’idea che si potessero fare anche dei km in più per seguire un band, pensa un po’ come sono cambiate le cose. E poi arrivarono i Verdena e lo fecero proprio nel momento giusto, irrompendo con quel loro primo disco proprio nel momento in cui i soldini per seguire un gruppo iniziavo ad averli. Credo che se fossero arrivati o prima, o dopo, non li avrei amati così, credo che se sono di gran lunga il gruppo che ho visto più volte dal vivo in assoluto, è dovuto al fatto che arrivarono proprio lì quando era perfetto che arrivassero.

Poi ci fu Moltheni, poi le prime produzioni di respiro internazionale come Giardini di Mirò, gli Yuppie Flu, in generale le proposte della Homesleep, nel 2005 i Perturbazione, i Valentina Dorme e ancora i c|o|d, con un disco che nella classifica del “gli voglio bene” è secondo solo agli Scisma. Poi tutte le scoperte successive grazie anche all’inizio dell’hobby del giornalismo musicale, fino a arrivare agli ultimi anni in cui seguo assiduamente tuto quello che posso.
La cristallizazione di questa cronistoria non mi sarebbe mai venuta in mente senza l’articolo di Claudio. Non posso che ringraziarlo, quindi, e ribadire il mio consiglio di legerlo. Magari anche a voi farà un effetto come ha fatto a me.

UPDATE poi ovviamente ho riascoltato Catartica e mi è venuta in mente una costante di quegli anni nell’approccio all’alternative italiano: l’esterofilia dominante. Perché ok, avrà pure avuto ottime recensioni, ma c’era sempre la sensazione che se qualcosa del genere venisse dall’Italia, allora era inferiore, a prescindere, e così un disco pazzesco come questo, composto esclusivamente da canzoni splendide e emozionanti e traboccante personalità e intensità, sì ho detto personalità, nonostante i riferimenti chiari, spero che nel 2014 non ci sia ancora bisogno di spiegare che si può avere personalità anche se è chiaro da dove si pesca, dicevo un disco pazzesco come questo non ha avuto gli onori che si meritava. Fosse uscito oggi i Marlene avrebbero preso l’hype di Stato Sociale, Maria Antonietta, Zen Circus e Le Luci messi assieme, ma se non fosse uscito quando è uscito, probabilmente non si saprebbe nemmeno dell’esistenza di tutto ciò che amiamo/odiamo/discutiamo oggi. Un disco del genere è un propulsore incredibile, cioè io non oso neanche immaginare quanta gente possa averlo ascoltato e abbia avuto voglia di fare musica, e se qualcuno mi dice c’erano già i Sonic Youth o i Nirvana, io dico che a un ragazzo italiano fa più venir voglia di suonare un disco così, cantato in italiano e con un certo tipo di melodie. E spero che non si dica che ha sì fatto venir voglia di fare musica, ma poi quello che è uscito è brutto. non importa, anche se fosse, per la vitalità di una scena è importante che ci sia più gente possibile che faccia musica con la mentalità e l’attitudine giuste e un disco del genere non può che darle a chi lo usa come stimolo.

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Pubblicato il gennaio 21, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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