NFL 2013 – 2014 season review

Questa era la sesta stagione che seguivo da quando ho ricominciato ad appassionarmi di football, la quarta per la quale sono stato a casa quasi tutte le domeniche a guardare partite in diretta. Trovo che sia stata la più bella e vado a spiegare il perché.

Di solito, nel momento in cui si segue una Lega di qualsiasi sport senza tifare per nessuna squadra, si tende a ritenere bella una stagione se lo sviluppo della stessa è caratterizzata da equilibrio e possibilmente da qualche sorpresa. Tutto questo si è verificato nella regular season, dove le partite con uno svolgimento equilibrato sono state nettamente di più di quelle dominate da una squadra, dove alcune squadre date come sicure partecipanti ai playoff e con velleità da titolo sono invece sprofondate in modo totalmente inaspettato, mentre altre che negli ultimi anni erano state al massimo mediocri sono emerse prepotentemente, e dove è stato difficile fino all’ultimo capire quale sarebbe stata la griglia dei playoff. Basti solo un dato davvero incredibile: nell’ultima giornata, su 16 partite totali ben 13 avevano implicazioni da playoff. Anche dal punto di vista delle prestazioni dei singoli giocatori è successo davvero di tutto: giovani promesse con del gran potenziale si sono trasformate in veri e propri campioni affermati, mentre altri non hanno confermato le grandi aspettative che si avevano su di loro, spesso per colpa di infortuni, poi tra i veterani c’è chi ha saputo mantenere il proprio status di star e chi invece sembra aver imboccato l’inizio del viale del tramonto; in alcuni casi, infine, la somma di tanti giocatori forti non ha dato come risultato una buona squadra, mentre franchigie in teoria poco talentuose hanno saputo far valere la forza del proprio gruppo, cosa che non è bastata per raggiungere i playoff ma di certo per fare una stagione molto al di sopra delle proprie possibilità sulla carta. Seguire l’evolversi di tutti questi scenari in tempo reale, guardando le partite nel momento stesso in cui le cose avvenivano, è stato semplicemente elettrizzante.

Ai playoff, quindi, sono andate poi le squadre che comunque di talento ne avevano, perché come dico sempre, il football è il gioco in cui in assoluto si vince col maggior bilanciamento tra tecnica, tattica e grinta e se ti manca una di queste tre non vinci, mai. Tutti dicono che i Seahawks hanno vinto grazie alla cattiveria della propria difesa, ma essa è solo una parte, seppur importantissima, del puzzle. I Seahawks hanno vinto perché hanno una capacità senza pari di studiare l’avversario, sanno passare ore e ore, anche nel tempo libero, a guardare filmati per capire cosa serve fare per vincere, e lo capiscono e lo fanno. E i Seahawks hanno vinto perché hanno un quarterback e un runningback tecnicamente fortissimi e tatticamente sagaci e perché i loro difensori non sono solo cattivi, ma anche tecnici, oltre che intelligenti, e poi hanno giocato per tutta la stagione senza il loro miglior wide receiver, che è tornato giusto per il Superbowl a fare a pezzi gli avversari con la sua velocità. Dicevo ai playoff sono arrivate le squadre più talentuose e lì è stato tutto bellissimo anche se le partite non sempre sono state equilibrate. È stato bellissimo non solo rimanere in tensione per le partite decise all’ultimo secondo, ma anche vedere come i 49ers hanno contenuto i Panthers, o come i Patriots hanno demolito i Colts, o come i Broncos hanno asfaltato i Patriots o come all’atto finale i Seahawks hanno spazzato via i Broncos, e lo è stato proprio perché era bellissimo vedere queste squadre che esprimevano il gioco nella propria massima espressione, la quale comporta anche dominare completamente l’avversario. Una partita può essere bella anche quando è squilibrata, se chi sta dominando lo sta facendo per propri meriti e nei playoff è successo proprio questo. Ecco c’è stata una partita in cui chi ha perso ha molti demeriti, ovvero la sconfitta in casa dei Bengals contro i Chargers, ma in tutte le altre hanno vinto i vincitori, non hanno perso gli sconfitti.

Adesso, sette mesi senza NFL, e senza la pazza free agency della scorsa offseason, nella quale pezzi davvero pregiati hanno cambiato squadra e altri sono rimasti dietro un pesantissimo esborso economico da parte delle loro squadre, che sono state così costrette a lasciar andare altri giocatori importanti. Adesso, il focus sarà intanto su come molti staff tecnici sono cambiati, con squadre che hanno perso uno dei due principali coordinator se non tutti e due, assunti da altre squadre come capi allenatori, e poi su un draft dove si prevede un enorme carico di talento e grazie al quale, quindi, le squadre possono sperare di soddisfare pienamente i propri bisogni e di essere competitive, o più competitive se lo sono già. Quasi ogni squadra potrà contare su legittime aspettative di miglioramento per la prossima stagione e si può sperare, quindi, in scenari ancora più entusiasmanti. Quasi quasi la pausa lunga farà bene, per sedimentare nel modo migliore nei cuori degli appassionati la bellezza di questa stagione memorabile e per prepararsi come si deve alla prossima, che potrebbe esserlo ancora di più.

W il gioco del football. W l’NFL.

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Pubblicato il febbraio 11, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. E soprattutto Go 49rs! 🙂

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