Vittoria contro resa

Erano tanti anni che un gruppo mio non andava a Sanremo e le volte scorse, la musica era una parte senz’altro meno importante della mia vita. Per gruppo mio intendo non semplicemente un gruppo che mi piace, ma che proprio facesse parte delle mie emozioni, non limitate alla stima. Dicevo, le volte precedenti risalgono a Jovanotti, Elio e Elisa. Altri tempi, insomma. Anche da quando Sarnemo ha aperto al giro musicale che seguo di più, ci sono andati gruppi o che non mi piacciono o che comunque mi limito a stimare. Quest’anno, invece, ci sono i Perturbazione, che sono un gruppo mio: li ho visti un sacco di volte (il mio conto si ferma a 12 ma secondo me ce ne sono altre che mi dimentico), ne ho intervistato il cantante, le ultime volte ai live qualcuno di loro mi salutava spontaneamente e ci siamo fatti un po’ di chiacchiere.

Aspettavo tantissimo il momento in cui un gruppo mio, con l’importanza che do alla musica ora, salisse su quel palco. Non vedevo l’ora di poter dire “visto? Un gruppo mio su quel palco, in quel contesto, ci sta benissimo, è ora di abbattere gli steccati tra alternativo e istituzionale, se prendi un gruppo alternativo con certi requisiti e lo piazzi in un contesto istituzionale, non sembrerà affatto fuori posto”. Così stanotte, giunto a casa da un concerto che non volevo perdermi, mi sono collegato al sito della RAI e ho visto la performance dei miei adorati in quel contesto.

Per citare un altro gruppo che adoro ma che non ha le carte in regola per Sanremo, “non andò proprio così, però almeno ci avevano provato”. Mi spiego subito: le canzoni, in sé, sono discrete, diciamo che esistono tanti brani dei Perturbazione migliori di queste due tanti ne esistono di peggiori. Il punto è che la sensazione a pelle che mi ha dato il tutto era esattamente opposta rispetto a quella che mi aspettavo. Cosa ci fa Tommaso con quella giacchetta? E Elena con quella pettinatura? E Rossano con quel look stra ingessato? E poi Gigi e Cristiano, perché si muovono come se stessero sul palco del Tambourine? Siamo a Sanremo, perdio. Insomma, quello che vedevo di diverso rispetto a tutte le altre volte che li avevo visti non mi andava bene, quello che vedevo uguale non mi andava bene lo stesso. Il momento che avrebbe dovuto rappresentare, nelle mie aspettative, l’abbattimento degli steccati, ha invece creato lo steccato più grosso, dandomi la sensazione fortissima che no, non mi piace vedere un gruppo mio in quel posto, vestito in quel modo, presentato da persone che non li hanno mia sentiti nominare e che ironizzano in modo bambinesco sul fatto che la canzone l’hanno scritta tutti assieme e che Rossano e Cristiano sono fratelli.

Sono esistiti e ancora esisteranno i gruppi che lo steccato l’hanno saltato senza snaturarsi, penso principalmente ai Baustelle. Ma stanotte ho capito che forse è giusto che lo steccato esista, che non lo si deve abbattere ma che possa superarlo solo chi è in grado di saltarlo. Che la divisione tra alternativo e istituzionale è più netta rispetto a quello che avevo sempre ritenuto e sperato. E che una delle mie idee principali che ho sempre cercato di diffondere, cioè che in un mondo giusto ecc… ecc… forse è una cazzata. Che se anche gli Zen Circus e Vasco ora suonano all’Alcatraz e probabilmente Giusy Ferreri a Milano non riempirebbe il Biko, faranno sempre parte di mondi separati, perché Giusy Ferreri tutti sanno chi è e gli Zen Circus e Vasco no e un motivo c’è, non perché si debba disprezzare a prescindere chi conosce la Ferreri e non gli Zen e Vasco o i Perturbazione, ma perché un mondo che viva all’unisono rimarrà sempre un sogno di John Lennon e non sarà mai una realtà. E allora ci sta che i due mondi si annusino, si scrutino da lontano, provino ad avere timidi contatti, ma poi ognuno nel proprio spazio, perché se siamo diversi potremo al massimo avvicinarci ma non certo essere uguali.

Per questo titolo il post vittoria contro resa, espressione tratta da uno dei migliori brani dei Perturbazione. Vittoria per un obiettivo raggiunto da parte di una band che se lo meritava. Resa perché purtroppo devo arrendermi alla realtà dell’esistenza di due mondi separati e di linee di demarcazione ben precise.

Tra i tweet ritwittati dai Perturbazione ieri sera ce n’è uno di Nek che dice una cosa tipo “e questi Perturbazione sono tra i big? Io non li conosco”. Ecco, credo che probabilmente avrei potuto utilizzare quello per esporre il mio stato d’animo, invece che le mille parole che ho appena scritto.

Update dopo la serata di giovedì: al secondo giro sul palco dell’Ariston, i Perturbazione sono finalmente stati i veri Perturbazione. Credibili nel look e nel modo di stare sul palco e con Tommaso intenso e preciso dal punto di vista vocale. La canzone mi sta crescendo e insomma, a questo punto stavo quasi per pensare che avevo esagerato con quello che ho scritto. Poi però è arrivata la classifica provvisoria, con la canzone incredibile di Sinigallia verso il fondo e quella indecente di Renga in cima, e allora mi sono detto, davvero, rimanetevene nella vostra merda che io mi godo le mie cose belle.

Annunci

Pubblicato il febbraio 19, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Per quel poco che li conosco di persona, io penso che si siano “divertiti”. E nella loro ottica, questo vale tutto. Poi, anch’io ho avuto le tue stesse sensazioni (i pezzi non mi hanno esaltato), ma proprio perché prima che un gruppo musicale, sono innanzitutto “persone”, ho pensato: ma sì dai, che si divertano, i loro sorrisi valgono più delle loro canzoni. Altrimenti non sarebbero i Perturbazione.

  2. Beh certo infatti per loro è una vittoria ed è giusto che la vivano come tale

  3. Non penso che sia una “vittoria” nemmeno per loro. Penso che sia semplicemente una cosa che volevano provare a fare 🙂

    Però insomma, sono d’accordo con te, eh.

  4. a me invece sono piaciute le canzoni… la prima, più vicina alle sonorità del recente Musica X e la seconda, migliore a mio avviso, più vicina alle loro classiche, diciamo così. Io li ho visti divertirsi, sorridenti, come volessero godersi ogni attimo di un traguardo giunto meritatamente,… poi anch’io li ho trovati fuori contesto in generale, così come accaduto nel recente passato con i Marta, per dire e concordo con la tua accurata analisi.

  1. Pingback: This ain’t my bed anymore | Felson

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: