Richiesta di opinione su discorso più serio del solito

Un giocatore molto famoso di football americano viene beccato a usare violenza sulla propria fidanzata. La sua società di appartenenza si adopera, assieme a un pool di legali, per minimizzare la faccenda. Anche la stessa fidanzata fa capire di voler stare comunque al fianco del proprio uomo, ritenendo la cosa superata, con un gesto equivocabile: sposarlo. Così, dopo un’estate di indagini, l’NFL infligge al giocatore un paio di turni di squalifica e la cosa sembra finire lì.

Invece, emerge l’esistenza di un video nel quale il giocatore in questione colpisce violentemente la ragazza all’interno di un ascensore in un hotel: la ragazza è tramortita e resta al tappeto come un sacco di patate, anche quando l’ascensore arriva al piano. Il giocatore tenta di sollevarla ma non ci riesce e quindi la trascina fuori come se fosse un prosciutto. Il video è molto forte e fa davvero impressione, così per il giocatore le punizioni cambiano: licenziamento immediato dalla propria squadra e squalifica a tempo indeterminato dall’NFL.

Questa vicenda mi ha fatto venire in mente alcune domande e considerazioni, però vorrei evitare di esprimerle in forma di affermazione perentoria, ma vorrei chiedere semplicemente a chi avrà voglia di leggerle se sto dicendo stronzate. Secondo me il punto fondamentale è questo: per qualsiasi reato venga commesso da una persona, il suo posto di lavoro non dovrebbe sovrapporsi alla giustizia ordinaria e il reato andrebbe perseguito penalmente solo su richiesta del danneggiato. Tutto questo, ovviamente, vale solo se non si sta parlando di un omicidio volontario inequivocabile o di un reato che abbia creato un danno collettivo.

Non è questo il caso. Il giocatore ha danneggiato solamente questa ragazza, la quale, anche oggi, continua a ribadire pubblicamente che quello è stato un periodo della loro vita in cui si sono fatti del male a vicenda ma che sono riusciti a superarlo e che il loro è amore vero. Dice sul serio o lo fa per i soldi o perché è stata minacciata o perché è troppo fragile mentalmente? Non si può saperlo, quindi in teoria nulla vieta di credere alla prima ipotesi. Questa bestia che ha malmenato una donna deve pagare comunque una pena perché è inammissibile la violenza sulle donne? Posso capire il punto di vista, però dovrebbe esistere una giustizia ordinaria che garantisca a queata bestia che deve pagare una pena un equo processo.

Invece no: il datore di lavoro di questa bestia e l’organizzazione di cui il suddetto datore di lavoro fa parte, hanno deciso che non serve niente di tutto questo. Non c’era nulla da minimizzare, il comportamento del professionista che lavora per loro è censurabile e anche se la ragazza lo ha accettato e ha dichiarato che come coppia hanno superato quel periodo e la giustizia ordinaria non ha fatto niente, questo professionista non può più stare nel loro mondo. Licenziamento e squalifica a tempo indeterminato. Non c’è spazio nel football professionistico per persone che trattano così una donna, a prescindere da tutto.

Ci sono un paio di fatti avvenuti che mi fanno, purtroppo, dubitare della coerenza di questa scelta. Il primo è un caso altrettanto eclatante avvenuto a un altro giocatore qualche anno fa. Costui organizzava combattimenti clandestini di cani, i quali ovviamente hanno causato la morte di tantissimi cani. C’è stato l’equo processo e questa persona si è fatto due anni di galera, poi è uscito e ha potuto tornare a giocare a football e soprattutto, la squalifica è scattata solo dopo che il giocatore ha formalmente ammesso la propria colpevolezza di fronte alla giustizia ordinaria. Qui, invece, non è successo cosi: la visione di un video ha portato al licenziamento e alla squalifica. Non è un trattamento diverso in due situazioni naaloghe? Il capo dell’NFL era sempre lo stesso.

L’altra cosa che mi sembra stridere con questo trattamento è il fatto che, per l’omicidio di Ferguson, il poliziotto non è stato licenziato dal proprio posto di lavoro, ma si aspettano gli esiti di un’inchiesta ufficiale. Inchiesta ufficiale di cui qui non si vede traccia. Quindi in definitiva sono combattuto. Questa persona sicuramente non può passarla liscia, probabilmente merita una punizione anche se la donna che ha subito violenza non vuole, perché non si può essere certi che stia dicendo ciò che realmente sente, però mi piacerebbe che ci siano regole e procedure da seguire per arrivare a punire questa persona come merita. Non che la diffusione di un video possa privare questa persona del proprio lavoro senza che le regole e le procedure di cui sopra siano state seguite.

Se qualcuno ha voglia di dirmi cosa ne pensa di questa mia idea, senza arrabbiarsi per aver esposto come la vedo io ma facendo mi eventualmente capire che sto sbagliando, mi farebbe piacere.

AGGIORNAMENTO: dalla lettera aperta del proprietario della squadra che ha licenziato il giocatore, si evince che la magistratura americana aveva stabilito che il procedimento giudiziario sarebbe stato interrotto e lasciato cadere se per un anno il giocatore si fosse comportato bene. In pratica, la giustizia ha ritenuto che il giocatore avesse il diritto di riparare al proprio errore semplicemente non ripetendolo, ma il suo posto di lavoro e l’organizzazione di cui il datore di lavoro fa parte non gli danno il diritto di continuare a fare il proprio lavoro.

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Pubblicato il settembre 9, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Barto, il problema qui è che il professionista è un personaggio pubblico e, come tale, potenziale “role model” per molte persone, che si è macchiato di una colpa dai risvolti non solo penali ma anche sociali – se avesse preso a pugni un compagno di squadra o il portinaio dello stabile la ricaduta della cosa sarebbe stata molto, molto minore.
    La presa di posizione della squadra e della lega riguardo a un comportamento come quello di Rice è doveroso, anche se la fidanzata ha fatto una scelta opposta. Negli USA le questioni morali e sociali, soprattutto nei riguardi delle donne, hanno un peso molto più forte e rilevante di quanto siamo abituati ad avere noi (basta guardare il registro pubblico dei sexual offenders), e un messaggio come “posso picchiare la mia ragazza fino a che perda i sensi e trascinarla come un sacco ma mantenere il mio status di giocatore vincente e di successo dello sport nazionale” è impossibile da far passare e sostenere. Senza contare che uno scandalo del genere avrebbe sicuramente causato dei danni enormi (di immagine e di sponsor) a tutto l’NFL, nessun marchio vorrebbe la sua immagine associata a quella di uno che pesta la sua fidanzata a sangue.

  2. In USA le tematiche legate a razzismo, violenza su donne e bambini sono molto sentite.
    Sicuramente la cosa è apprezzabile ma porta anche a situazioni per cui le società sportive (e non solo) per evitare ripercussioni di immagini (e quindi di $) al primo sentore si tolgono dalla problematica con gesti eclatanti a cui nessuno può dire niente (Rice è indiscutibilmente colpevole ed è ora odiato da tutti, andare a difenderlo o anche solo a empatizzare sulla sua situazione è sicuramente contro producente).

    Il fatto che una società risolva il suo contratto con un giocatore a causa di un episodio del genere mi sembra accettabile soprattutto con giocatori tipo Rice che sono una sorta di bandiera della squadra. Però come dici tu si dovrebbe passare almeno da un’indagine ufficiale NFL.

  3. Guia, provo a rilanciare con due considerazioni.
    1. proprio perché reati come quello sono visti in modo così grave in USA, nel momento in cui la giustizia ordinaria decide in quel modo, non vedo perché le considerazioni sull’immagine debbano essere prevalenti rispetto a quelle del diritto di una persona a continuare a svolgere il proprio lavoro
    2. il messaggio che passerebbe sarebbe “posso picchiare la mia fidanzata, ma se poi lei ammette pubblicamente che non ero io quello che distruggeva lei, ma che ci stavamo distruggendo a vicenda, e nel momento in cui la giustizia ordinaria fa propria questa visione, allora posso mantenere il mio status”.
    Dopodiché capisco che è un’utopia immaginare che la maggioranza dell’opinione pubblica condivida la mia opinione, come dice Mojo qui sopra, anche empatizzare con la posizione di Rice è controproducente. Al momento comunque non ho ancora perso la convizione che una punizione del genere a Rice non sia corretta.

  4. Barto, anche ammettendo che lei fosse distruttiva nei confronti di Rice, lui è un uomo di un quintale che ha steso una donna con un pugno, è inammissibile ad ogni livello, ed è da condannare anche se la stessa donna perdona.
    Per quanto riguarda la giustizia ordinaria, ricordiamoci cosa è successo con OJ Simpson.

  5. Comunque pare che la NFL e i Ravens avssero il video già da aprile e che anche loro, così come la magistratura, avessero deciso di tenerlo nascosto e abbiano solo fatto finta di cadere dalle nuvole, quindi credo che loro stessi la pensassero come me e come la magistratura e che abbiano agito così solo per una questione di immagine. Comunque se è vero passeranno dei guai, adesso c’è in corso un’investigazione indipendente capeggiata da uno che è stato per 12 anni il direttore dell’FBI fino all’anno scorso.

  6. Se Rice fosse stato un “peppino” probabilmente avrebbero fatto un’indagine ufficiale “pro forma” e l’avrebbero cacciato in nome delle regole di comportamento e del fatto che rappresenta l’NFL mentre qui c’è sentore di insabbiamento probabilmente perché Rice è un giocatore in vista e fa guadagnare un sacco di soldi sia ai Ravens che all’NFL.
    Quando si è visto che l’insabbiamento non funzionava (immagino che il video sia arrivato in rete o a qualche giornalista) hanno agito in modo sconnesso e questo è il risultato.
    Rice comunque ha da morì non si picchiano i più deboli (o almeno non così tanto 😉 )
    Ora vediamo se avranno da morì anche i vertici dei Ravens e il commissioner NFL Goodell.
    Da quel che leggo ci sono in giro per altre squadre diversi “ragazzi difficili” che si sono macchiati di episodi simili e per adesso non si è andati molto oltre la multa o una mini sospensione.
    Vediamo se a seguito di questi episodio si innesca una reazione a catena di “pulizia” tipo in NBA dove a seguito del casino con il proprietario dei Clippers anche quello degli Atlanta Hawks si è auto accusato di aver mandato una mail razzista e adesso tutti sono iper attenti a quello che dicono, come lo dicono e anche a quello che hanno detto/scritto negli ultimi 40 anni.
    Goodell o un nuovo commissioner potrebbero cercare di riabilitare l’immagine dell’NFL promuovendo una campagna di sanzioni pesanti/cacciata di giocatori che si macchiano di reati di violenza domestica.

  1. Pingback: Il Deflategate e la logica giuridica dell’NFL | roundmount

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