NFL 2014 monthly review: settembre

Una stagione NFL, per chi, come me, segue questa Lega per amore del gioco, senza avere una squadra preferita, è bella quando le situazioni imprevedibili si verificano di continuo, i pronostici continuano a saltare, ciò che davi per acquisito la settimana prima si ribalta quella dopo. Certo, è da mal di testa, soprattutto nelle prime giornate, ma è anche affascinante e coinvolgente. Devo dire che da quando ho ricominciato a seguire assiduamente l’NFL, quasi tutte le stagioni sono state così ed è anche per questo che non smetto di dedicare il mio tempo a questa mia passione. Quest’anno, finora, è ancora più incasinato del solito, non si capisce davvero niente e azzardarsi ora a fare pronostici per chi farà i playoff o addirittura il Superbowl è un’idea che mette paura. In questa mia review del primo quarto di stagione proverò a elencare tutte le questioni irrisolte squadra per squadra, conscio che cambierà sicuramente un sacco di roba già da domenica prossima.

La review non la faccio per tirarmela, ma perché me l’ha chiesta un amico, anzi lui l’avrebbe voluta settimanale, ma non ce la faccio, spero che si accontenterà della mensile.

New Engleand Patriots: “When I suck, I retire” aveva detto Brady a inizio stagione. Ora, non è che stia proprio facendo schifo, però le stats sue non sono granché, non avendo visto partite non so di chi sia la colpa, i report parlano di una linea offensiva scadente, contrariamente al solito. Sta di fatto che lui poi non ha praticamente nessuno a cui passare la palla, che le corse non stanno andando bene come l’anno scorso, che la difesa doveva essersi rafforzata e invece concede un sacco di punti, insomma, la situazione non è rosea, nonostante il record di 2-2.

New York Jets: hanno vinto la partita che dovevano vincere e ne hanno perse tre contro squadre sulla carta più forti e lottando fino alla fine. Certo, la secondaria è impresentabile con Milliner infortunato; certo, l’attacco ha la tendenza di fare e disfare tipo Penelope, ma la situazione sulla carta non è così tragica. Purtroppo i tifosi stanno invece già perdendo la pazienza e nell’ultima partita lo stadio ha invocato con grandi cori la sostituzione di Geno Smith con Michael Vick. Vedremo se Geno riuscirà a salvare il posto e, in caso contrario, cosa saprà fare Vick con un attacco che in teoria non si sposa molto con le sue caratteristiche.

Buffalo Bills: ho visto l’ultima partita per intero, per capire, e dico che dare la colpa a EJ Manuel di quello che succede quando le cose vanno male è ingiusto. Il ragazzo, infatti, è sempre sotto assedio, ha bisogno di protezione, invece gli avversari gli stanno costantemente addosso. Poi sicuramente lui è discontinuo, ma con l’esperienza e una buona OL la squadra può fare molto, visto che la difesa se la cava bene anche se è piena di infortuni. Per quest’anno non dovrebbero fare niente di che, ma ne riparliamo tra un paio di stagioni. UPDATE purtroppo lo staff dei Bills la pensa diversamente da me e Manuel ora è stato messo in panchina a favore del veterano Orton. Per me fanno una cazzata gigantesca.

Miami Dolphins: troppa discontinuità, da entrambi i lati del campo, dopo un mese non si è capito questa che squadra sia, su quali sicurezze si possa appoggiare. Ok, hanno vinto metà delle partite, ma le altre due le hanno perse malissimo e insomma, non si può fare una partita buona e una orribile ogni volta.

Cincinnati Bengals: una delle due squadre imbattute (ma ne hanno giocate 3 e non 4) e quella che finora ha impressionato di più per solidità e capacità di reagire alle difficoltà che si creano in partita. Con Dalton, finora nei playoff ci sono state solo sconfitte, quindi la questione è capire se invece riusciranno ad andare avanti anche in post season.

Baltimore Ravens: persa la prima giocando male in attacco e subendo un td decisivo da polli, sembravano avviati verso un’altra stagione deludente. Invece ecco tre vittorie belle squillanti di fila, con Rice che sembra degnamente sostituito da Forsett e Taliaferro (non certo due superstar) e Steve Smith che è già diventato indispensabile. Aspetto di vedere una loro partita intera per capire meglio.

Pittsburgh Steelers: anche qui, la discontinuità la fa da padrona. Una volta vincono sul filo di lana, una volta perdono male, una volta vincono bene, una volta perdono sul filo di lana. Quello che si sa è che Bell è decisamente in ascesa, che il rooke Wheton se la sta già cavando bene e che anche la difesa sembra migliorata, poi anche qui non ho visto e quindi non posso giudicare, però si attende continuità.

Cleveland Browns: lottano con orgoglio e ogni tanto portano anche a casa il risultato, ma non sembrano attrezzati per competere ai vertici. La questione più importante è capire se Hoyer terrà il posto o se prima o poi verrà data una chance a Manziel.

Indianapolis Colts: le due vittorie sono venute con squadre decisamente inferiori, però loro sono stati bravi a dominare le partite fin dall’inizio. Le due partite difficili invece le hanno perse, quindi la questione è capire quanto riescano a competere non solo con le piccole, ma anche con avversari delle loro levatura.

Houston Texans: il record di 3-1 è probabilmente eccessivo per quello che hanno fatto vedere in attacco, mentre invece la difesa è solidissima, sia in fase di pass rush che di copertura delle corse e dei passaggi. La questione, quindi, è capire fin dove possano arrivare reggendosi solo su JJ Watt e company.

Tennesse Titans: qui direi niente questioni, i Titans sono sempre i soliti di questi ultimi anni, nel senso che probabilmente almeno 10-12 squadre sono inferiori a loro, ma tutte le altre sono superiori e purtroppo non si vede nemmeno un lavoro in prospettiva capace di cambiare le carte in tavola nelle prossime stagioni.

Jacksonville Jaguars: è iniziata ufficialmente l’era di Bortles – e dell’ottimo wide receiver Hurns, anche lui rookie – finora quello che si vede in campo è promettente ma le vittorie non arrivano, anche per colpa di una difesa troppo vulnerabile. C’è da capire quante partite vinceranno quest’anno e se finalmente la smetteranno di essere l’eterna promessa ma avranno trovato le basi per crescere.

Denver Broncos: la sconfitta a Seattle preoccupa perché è evidente che l’attacco non ha trovato il modo di sconfiggere la Legion Of Boom, quindi in un’eventuale rivincita del Superbowl ci sarebbero seri problemi. Per il resto, tutto come previsto, compresa la difesa migliorata, l’unico problema è un Demaryus Thomas molto giù di tono.

San Diego Chargers: si sono fatti male i due runningback titolari ma Rivers continua a giocare su livelli clamorosi, ringiovanendo Gates e facendo fare a Royal la figura della star. Vedremo quanto potranno andare avanti basandosi solo sui passaggi.

Kansas City Chiefs: il loro inizio di stagione sembrava confermare la mia idea che l’anno scorso erano stati fortunati e che quest’anno l’avrebbero pagata, invece le ultime partite le hanno giocate molto bene e adesso sembrano lanciatissimi.

Oakland Raiders: anche qui, niente questioni, questa è la peggior squadra della Lega, le perderanno tutte o quasi, l’allenatore e il GM verranno cacciati con ignominia e si dovrà ripartire da zero sperano di far fruttare la prima scelta assoluta l’anno prossimo. UPDATE la cacciata dell’allenatore è già avvenuta.

New York Giants: quando il nuovo offensive coordinator Ben McAdoo diceva che in allenamento l’attacco stava iniziando a trovare intesa e efficacia, tutti gli abbiamo riso dietro, visto il rendimento in preseason e nelle prima due giornate di campionato. Invece, nelle ultime due è successo veramente e la squadra ha mostrato una potenza offensiva fuori dal comune, con un Eli Manning scintillante. Attenzione perché questa è una squadra che ci ha abituato a non avere mezze misure.

Dallas Cowboys: e adesso dove li buttiamo i pronostici apocalittici di quest’estate? Persa male la prima, la squadra ha infilato tre ottime vittorie, chi ha visto le partite parla di un DeMarco Murray incontenibile sulle corse, grazie all’abilità della linea offensiva di creagli spazio, e di una difesa solida dove sta facendo bella figura anche l’ex reietto Rolando McClain, questa davvero era l’ultima cosa che ci si aspettava. Chissà se questi inattesi Cowboys “ground and pound” andranno lontano, sarebbe clamoroso.

Philadelphia Eagles: rieccoci a parlare di discontinuità. Hanno vinto tre partite su quattro ma non c’è mai stata costanza di rendimento, soprattutto in attacco, e Foles sta fallendo la prova di maturità a cui era chiamato al suo primo anno da titolare indiscusso. Al momento il problema più grave è una linea offensiva che sta facendo sembrare LeSean McCoy un inetto, e ce ne vuole.

Washington Redskins: che Griffin non fosse adatto alle idee tattiche del nuovo allenatore lo sapevano anche i sassi, infatti sembrava che il suo infortunio quasi quasi fosse un bene, poi però anche Cousins ha fatto una figuraccia all’ultima partita, e quindi ora non si capisce niente. Cousing deve comunque giocare almeno per più di un mese, quindi ci sarà tempo per capire se merita di essere titolare.

Green Bay Packers: dopo le prime tre partite stavano già aleggiando fantasmi pericolosi sui cheeseheads, poi la vittoria di Chicago dovrebbe aver rivitalizato l’ambiente e dato un po’ più di positività. Resta da capire se sia stato un episodio o se davvero sia stata trovata la giusta quadratura.

Chicago Bears: la proverbiale discontinuità di Cutler sembra essersi trasferita all’intera squadra, purtroppo, così si passa da vittorie convincenti a sconfitte desolanti. Anche qui, non c’è altro da dire se non che serve un minimo di costanza di rendimento.

Detroit Lions: loro finora hanno sbagliato solo una partita, per il resto sono stati bravi e anche quando Stafford ha steccato la difesa ha tenuto su la squadra. Sempre più convinto del mio pronostico estivo che arriveranno molto lontano.

Minnesota Vikings: è iniziata l’era di Bridgewater e nel frattempo rischia di subire un brusco colpo quella di Peterson. Morale, anche qui dopo quattro partite non si capisce questa che squadra sia ed è impossibile prevedere cosa sapranno fare.

Carolina Panthers: le prime due ottime vittorie avevano illuso su un’eventuale possibilità di fare bene anche con un Newton che chiaramente soffre la caviglia in disordine e operata. Purtroppo la difesa continua a perdere pezzi, tra problemi legali e infortuni, e anche i runningback si sono tutti fatti male. Così è davvero dura, però se gli infortunati e gli squalificati riusciranno in qualche modo a rientrare la squadra può ancora dire la propria, in una division al momento senza padroni.

New Orleans Saints: l’anno scorso, Rob Ryan aveva rivitalizzato la difesa, che poi sul mercato si è rafforzata e insomma, ci si aspettava che fosse difficilissimo attaccare i Saints. Invece, finora, niente di tuto questo e l’unità difensiva sta molto deludendo. O Payton e Ryan riescono a metterci una o più pezze, o sono guai seri.

Atlanta Falcons: non sono più messi male come l’anno scorso, e questo era facile pronosticarlo, però in casa sono una squadra e fuori un’altra, come troppo spesso è successo loro negli ultimi anni. Due vittorie devastanti al Georgia Dome e due sconfitte imbarazzanti fuori. Chi ci capisce è bravo.

Tampa Bay Buccaneers: tre sconfitte di fila e a Tampa era già iniziato il tempo dei processi e del pessimismo, poi però la rocambolesca vittoria sugli Steelers di domenica scorsa dovrebbe aver dato un po’ di entusiasmo. Può succedere ancora di tutto.

Seattle Seahawks: ottime vittorie contro avversari di rango come Packers e Broncos, ma una sconfitta con i Chargers che qualche dubbio lo mette. La linea offensiva è sempre il punto debole della squadra, ma Wilson è sempre più artista nelle finte e nello scappare dalla pressione; in difesa si è capito che se non si pretende di fare la grande giocata ma si cercano i passaggi sul breve o sul medio fatti coi tempi giusti, la Legion Of Boom non è imbattibile. Resta da capire se gli avversari sapranno davvero sfruttare i punti deboli, che ci sono.

San Francisco 49ers: due partite di fila partendo bene e finendo malissimo avevano posto un sacco di dubbi sull’unità del gruppo, con le solite voci su fratture tra giocatori e allenatore che erano riemerse. La vittoria con gli Eagles è invece stata figlia di una partenza difficile e di una conseguente reazione vincente grazie a un gran carattere. Avranno davvero ritrovato unità di intenti i californiani?

Arizona Cardinals: l’altra delle due squadre imbattute, anche loro con sole tre partite giocate, ha convinto meno dei Bengals. Anche per loro il rendimento in partita va a fasi alterne ma soprattutto c’è davvero da capire se Fitzgerald accetti davvero di buon grado il suo ruolo ridotto in favore dei giovani rampanti o sia invece arrabbiato e non veda l’ora di diventare free agent. Inoltre, la difesa è fatta con molte riserve perché ci sono stati tanti infortuni e bisogna vedere quanto reggeranno. Insomma, il record di 3-0 non inganni, le questioni qui non mancano.

St. Louis Rams: si credeva che l’infortunio di Bradford che ha terminato la sua stagione sarebbe stato il problema principale, invece è la difesa che sta deludendo, eppure l’anno scorso andava bene. Gli Arieti devono quindi sistemarsi in quella fase di gioco, che in attacco in un modo o nell’altro qualcosa la tirano fuori.

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Pubblicato il settembre 30, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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