NFL 2014 monthly review: ottobre

New England Patriots: li avevamo lasciati un mese fa sottotono in ogni fase del gioco, invece ora eccoli splendidi e brillanti come ai loro tempi migliori. Difficile che una squadra così quando prende l’abbrivio poi molli, sicuramente non ci sono più dubbi che li vedremo lottare coi migliori fino alla fine.

New York Jets: la sconfitta casalinga con i Bills ha messo la pietra tombale sulla stagione dei biancoverdi e sulla permanenza di Rex Ryan alla loro guida. Rex ha le sue colpe, ma anche molte attenuanti, soprattutto da quando la proprietà ha scelto un GM mai in linea con la visione del football dell’allenatore. Per lui ci si immagina un futuro da defensive coordinator, ma secondo me un paio di squadre, ovvero i Raiders e i Falcons, potrebbero fare una buona scelta puntando su di lui come futuro head coach. Quanto ai Jets, la ricostruzione per chi verrà appare davvero complicata: si dovranno trovare un quarterback e un tight end affidabile, un buon runningback di complemento a Ivory e si dovrà costruire da zero la secondaria. Buona fortuna a chi si imbarcherà in questa missione.

Buffalo Bills: non mi era piaciuta la scelta di mettere in panchina Manuel per Orton, ma evidentemente un allenatore di football professionistico ne capisce più di me, infatti i Bills sono in piena corsa per una wild card. Certo i problemi di infortuni tra i runningback potrebbero pesare alla lunga, ma la squadra appare in piena fiducia e difficile da battere oggi come oggi.

Miami Dolphins: Anche loro altalenanti a settembre ma ora sembrano aver trovato la quadratura del cerchio per esprimere il football che era nelle loro intenzioni alla vigilia della stagione: difesa aggressiva che recupera palloni e attacco che gestisce. Certo un calendario agevole li ha favoriti, però sono lì e non si può essere certi che soccomberanno contro le squadre in teoria più forti.

Baltimore Ravens: l’impressione è che nella AFC North passerà chi sbaglierà di meno nei momenti che contano. Tutte le squadre sono discontinue e non si sa cosa potranno fare domenica dopo domenica. I ravens li ho visti contro i Falcons e l’impressione che mi hanno fatto è quella di una squadra che subisce un po’ troppo quello che succede e non è in grado di prendere il controllo della partita. Il loro destino dipende da quanto sbaglieranno Bengals e Steelers nei momenti chiave.

Cincinnati Bengals: vedi sopra, c’è di buono che non sono crollati senza AJ Green e ora che tornerà potranno sperare in un miglioramento in attacco. La difesa appare inspiegabilmente poco solida e questo non va bene per niente.

Pittsburgh Steelers: i più indecifrabili delle tre big della division. È davvero impossibile delinearne forze e debolezze o immaginare cosa succederà nella seconda parte della stagione. Davvero qui va tutto a caso.

Cleveland Browns: come il mese scorso, lottano, ogni tanto vincono, ma non sembrano attrezzati per competere per un posto ai playoff.

Indianapolis Colts: abbastanza affidabili tranne qualche scivolone assurdo tipo domenica scorsa. La division la vinceranno per mancanza di avversari ma ai playoff dovranno essere soldii e continui, che mica possono sperare ogni volta di trovare chi si addormenta sul 38-10 e li fa rimontare.

Houston Texans: squadra da metà classifica, il che ovviamente non basta per arrivare ai playoff. Chi allestirà la squadra l’anno prossimo dovrà essere bravo a sfruttare quei punti di forza che ci sono e migliorare invece le debolezze. Non è impossibile che avvenga.

Tennessee Titans: squadra da medio-bassa classifica per la quale non si vede come possa ricostruirsi in modo da tornare al vertice o comunque a lottare. Tempi di mediocrità prolungata a Nashville, che non sembrano destinati a aver fine rapidamente.

Jacksonville Jaguars: sono giovani e volenterosi, ma non sembrano una di quelle squadre pronte a esplodere, quindi chi si occupa di allestire la squadra dovrà essere bravo nel capire se comunque c’è davvero la possibilità di crescere, seppur lentamente, o se sarà meglio rifare tutto da capo.

Denver Broncos: sempre più forti, sempre più difficili da battere, sempre più i favoriti per il la vittoria finale. Poco altro da dire.

San Diego Chargers: sembravano ben lanciati, poi però le ultime due sconfitte contro avversari di division ne hanno un po’ spento gli ardori. Vedremo cosa succederà con il ritorno di qualcuno dei runningback titolari infortunati, perché ok che Rivers gioca splendidamente, ma non si può sperare che un Oliver qualunque regga il gioco di corsa tutto l’anno.

Kansas City Chiefs: loro invece sembravano destinati a una brutta stagione, invece stanno ritrovando i punti di forza che li hanno mandati ai playoff l’anno scorso. A questo punto meglio stare zitti, che più esprimo scetticismo su di loro e più loro giocano e vincono.

Oakland Raiders: l’iniezione di veterani non ha funzionato, la squadra è una pena, ora almeno il quarterback buono giovane sembrano averlo trovato, ma attorno a lui manca tutto il resto. Anche qui, buona fortuna a chi tenterà la ricostruzione.

Philadelphia Eagles: il record è buono, ma il campo ci sta dicendo che questa non è una squadra affidabile e che sbaglia troppo senza che in realtà l’avversario la forzi, ma per demerito proprio. Onestamente, alla lunga la vedo dura che si mantengano così in alto in classifica.

New York Giants: il bel momento di fine settembre sembra già svanito e la squadra appare avviata verso una stagione senza infamia e senza lode. E qui si porrà il dubbio: continuare con Coughlin e Eli o rifare tutto da capo?

Dallas Cowboys: sembravano lanciatissimi fino all’ultimo Monday Night, invece la sconfitta coi Redskins ha iniziato a far venire una serie di dubbi su quanto potrà tenere Romo coi problemi che ha alla schiena e soprattutto sulla mancanza di un piano B in attacco quando la difesa avversaria trova la contromossa per quello A, che è sempre lo stesso, ovvero tanta corsa e controllo della palla. Io dico che una rondine non fa primavera e che non escluderei comunque la possibilità che la squadra vinca la division e vada quindi ai playoff.

Washington Redskins: l’infortunio di Griffin aveva dato una grande opportunità a Cousins, che però dopo il promettente inizio ha fallito malamente. Ora c’è Colt McCoy che sta giocando bene, ma è evidente che non si può sperare che duri e che l’unica soluzione a lungo termine è che Griffin torni sano e soprattutto che lui e il coaching staff si vengano incontro. Per quest’anno sarà dura combinare qualcosa, ma se si stabilizza una chimica, l’anno prossimo la squadra sarà molto temibile.

Detroit Lions: ogni volta in un modo diverso e non senza errori che rischiano di provocare una sconfitta, i Lions vincono partite e sono in posizione invidiabile. Continuano a subire un sacco di infortuni la le vittorie non si fermano e io continuo a pensare che contro i Broncos il Superbowl lo giocheranno loro.

Green Bay Packers: quando sembravano lanciati verso un bel filoto di vittorie, ecco la bruttissima sconfitta contro i Saints. Arrivare ai playoff non dovrebbe essere un problema, certo cneh anche qui la giornata storta può arrivare in ogni momento.

Chicago Bears: non ho visto una loro partita intera per capire quali siano i problemi, quindi mi limito a prendere atto che non sembrano avere possibilità per i playoff, e che l’ambiente non sembra affatto averla presa bene.

Minnesota Vikings: il talento non manca e infatti qualche vittoria arriva, frutto appunto più delle qualità dei singoli che non di una solidità di squadra. Di buono c’è che la difesa tiene e che anche senza Peterson il gioco di corsa è rispettabile, di negativo c’è che alcuni talenti non sembrano adeguatamente sfruttati. Il coaching staff dovrà lavorare molto.

Carolina Panthers: si può dire che la difesa non è la stessa senza Hardy, che l’unico ricevitore capace di fare la giocata importante quando conta è Benjamin, che ‘è bisogno di tutti i runningback in salute, cosa mai avvenuta quest’anno: l’unica verità è che questa squadra dipende da come gioca Newton e Ace Boogie quest’anno non è lui, prima per problemi fisici e ora perché non è lucido mentalmente e sbaglia proprio nel decision making. Se non torna se stesso, non sarà facile, anche se la division appare priva di una squadra continua e quindi può succedere di tutto.

New Orleans Saints: contro un avversario tosto come i Packers e con la classifica che li metteva spalle al muro, i nerooro sono resuscitati e se ora vinceranno il Thursday night contro i Panthers potrebbero avere un grosso vantaggio per vincere la division. Certo, a Ingram e Graham non deve nemmeno più venire un rafreddore.

Atlanta Falcons: niente da fare, qualcosa sembra essersi rotto e anche se non si trovano spiegazioni razionali, il momento sembra propizio per una ricostruzione totale, attorno a gente che comunque ancora è nei propri anni migliori come Ryan e Jones. Chissà se la proprietà vorrà seguire questa strada.

Tampa Bay Buccaneers: purtroppo un coach difensivo come Lovie Smith non sembra essere stata la scelta ideale per ripartire, dato che i problemi in attacco restano evidenti. Ora è presto per rinnegare la scelta e rifare ancora tutto da capo, ma un’altra stagione come questa costringerà la proprietà all’ennesima ricostruzione.

Seattle Seahawks: hanno ceduto Harvin per risolvere problemi di spogliatoio e ritrovare l’identità in attacco, ma Lynch sembra un pesce fuor d’acqua e non c’è nessun ricevitore affidabile su cui si possa contare sempre. La difesa non riesce più a creare recuperi, le palle perse degli avversari sono esclusivo demerito degli stessi. La situazione non appare rosea, anche se nella division i Carinals mi sembrano non valere quel record e per i 49ers ci sono più domande che risposte.

Arizona Cardinals: visti domenica, non mi hanno per niente impressionato, incapaci di aggredire la partita e dominarla. Appena si trovano contro una squadra con le palle, voglio vedere.

San Francisco 49ers: sembravano essersi ripresi ma la sconfitta coi Broncos è stata troppo grossa nelle proporzioni per non far tornare a galla i dubbi. Novembre è buono per loro come calendario, devono assolutamente vincerle tutte.

St Louis Rams: organico obiettivamente inferiore, anche qui meglio proiettarsi alla stagione successiva e fare una serie di scelte dolorose ma necessarie per rimettersi in carreggiata.

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Pubblicato il ottobre 28, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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