NFL 2014 monthly review – novembre

New England Patriots: pur nella sconfitta a Green Bay hanno confermato di essere una grande squadra. Quando affrontano avversarie di livello in teoria lievemente più basso, hanno talmente tante soluzioni in attacco e una difesa talmente bilanciata e capace di occupare bene ogni spazio che non c’è storia; quando giocano contro avversari di livello top, comunque se la giocano e non muoiono mai. Sicuri protagonisti fino alla fine.

New York Jets: il numero di vittorie e sconfitte è francamente impietoso per una franchigia che non si meritava certo un record vincente ma nemmeno di finire così nei bassifondi. Il problema è che Geno Smith ha dimostrato di non essere adatto, o quantomeno di non sapersi conquistare la fiducia degli allenatori, e che la secondaria è un vero disastro. Come ho detto il mese scorso: tanti auguri a chi verrà a fare l’allenatore, ne ha tanto bisogno.

Buffalo Bills: la scelta di affidarsi a un QB esperto come Orton si sta rivelando sempre più esatta, purtroppo delle prossime 4 partite, 3 sono contro Broncos, Patriots e Packers, quindi è davvero difficile pronosticarli per i playoff. Grande stagione comunque.

Miami Dolphins: dopo un ottimo mese e mezzo, la vittoria risicata coi Jets ormai derelitti non è certo un buon biglietto da visita in vista dell’affollato rush finale per i playoff. In teoria il calendario è buono, in pratica se i Dolphins sono tornati a essere quelli del periodo seconda metà di settembre-primi di ottobre, come sembrerebe dall’ultima partita, addio.

Cincinnati Bengals: Un orrendo Thursday Night contro i Browns ma poi 3 vittorie di fila e situazione di classifica che sembra metterli al riparo da sorprese in chiave accesso ai playoff. L’interrogativo è sempre lo stesso: crolleranno subito alla prima partita come nei tre anni precedenti? Nulla vieta di pensare che purtroppo succederà ancora.

Baltimore Ravens: il potenziale per entrare ai playoff c’è, purtroppo con l’equilibrio che c’è quest’anno gli episodi possono fare la differenza e il modo scellerato in cui è stata buttata via la partita coi Chargers può incidere. Alla lunga, secondo me, sono comunque i più attrezzati per ottenere una wild card.

Pittsburgh Steelers: in teoria hanno lo stesso record dei Ravens, in pratica non sembrano così solidi.

Cleveland Browns: continuano a lottare col cuore ma siamo sempre lì, non sembrano abbastanza attrezzati per ottenere l’accesso ai playoff. Grande miglioramento rispetto agli anni scorsi comunque.

Indianapolis Colts: anche qui, siamo alle solite, cioè vincono le partite che devono vincere, ai playoff andranno per evidente inferiorità degli avversari di division, però non garantiscono solidità contro le big.

Houston Texans: alla lunga distanza non se la stanno cavando per niente male, certo serve una risposta a lungo termine nel ruolo di quarterback, che in questo momento non sembra esserci, e sperare che la scelta di Clowney come prima assoluta sia stata giusta e che il giocatore non si riveli uno continuamente infortunato e soprattutto poco propenso a combattere contro le avversità fisiche come sembra ora.

Tennesse Titans: mediocrità, mediocrità, tanta mediocrità, solo e sempre mediocrità, gli anni scorsi, quest’anno, l’anno prossimo e chissà ancora per quanto.

Jacksonville Jaguars: quando finirà questa cosa del “vabbè sono ragazzi, facciamoli sbagliare”? Prima o poi dovrà finire.

Denver Broncos: un brutto momento di sbandamento seguito da due buone vittorie contro squadre forti e segnando tanti punti e mostrandodi saper trovare risorse anche dal gioco di corsa. Certo non appaiono più invincibili come un mese fa, ma calcolando che invece l’anno scorso lo apparivano e al Superbowl hanno preso la tranvata, sai mai che vada meglio così.

San Diego Chargers: sembrano sempre lì sul punto di cadere ma poi si rialzano con grinta e lottano sempre. Tendo sempre a essere scettico su di loro ma mi stanno smentendo e a oggi sembrano messi bene per l’accesso ai playoff.

Kansas City Chiefs: la sconfitta coi Raiders è troppo grave per non avere conseguenze, probabilmente ne avrà e i playoff non arriveranno principalmente per quella partita.

Oakland Raiders: l’indecenza continua, ma al giovane talento di Carr come QB si sta aggiungendo quello di Murray come RB. Se questi due non sono fuochi di paglia, c’è da sperare in un futuro prossimo più roseo, anche perché peggio di così è difficile.

New York Giants: hai voglia a dire che è un errore licenziare un coach esperto e capace come Coughlin. Dopo che perdi coi Jaguars facendoti rimontare malamente, qualcosa di grosso deve succedere e non si vede cos’altro fare che stringere la mano allo stesso Coughlin e a Eli Manning, ringraziarli calorosamente per i due Superbowl e ricominciare tutto da capo.

Dallas Cowboys: i nodi stanno venendo al pettine e alla lunga la squadra sta pagando quello che ci si immaginava, ovvero la mancanza di alternative a un piano partita che prevede controllo dei ritmi tramite difesa e corsa. Le possibilità di arrivare ai playoff ci sono eccome, ma non devono più sbagliare niente.

Philadelphia Eagles: la bella vittoria nel Thanksgiving contro i Cowboys sembra aver certificato che i migliori della division sono loro. Anche così fosse, i playoff si annunciano molto duri fin da subito, però è bello vedere questa squadra migliorare e aver dato un senso anche a un giocatore che sembrava perso come Mark Sanchez.

Washington Redskins: anche qui, soliti problemi. Finché Gruden e Griffin non si verranno incontro, non si esce dall’imbuto. Per ora la cosa non sembra prossima, ma durante l’offseason deve avvenire, altrimenti poi sono dolori seri.

Green Bay Packers: squadra completissima e in formissima, al momento quasi impossibile da battere. A gennaio, però, è un’altra storia e Rodgers a parte il Superbowl vinto ha avuto più dolori che gioie dai playoff.

Chicago Bears: l’impossibilità nell’esprimere il talento a disposizione deve far riflettere tutti, perché quest’anno è andata così, ma se l’anno prossimo non si migliorerà, nessuno deve sentirsi sicuro del posto.

Detroit Lions: contro una big come i Patriots hanno mostrato di far fatica a competere, poi però le partite che devono vincere le stanno vincendo e ora il calendario è buono. Ingresso ai playoff quasi certo, poi si vedrà. Certo non sono più così sicuro del mio pronostico che li vedeva al Superbowl.

Minnesota Vikings: la stagione di rodaggio dei giovani non sta andando male, vedremo se l’anno prossimo saranno competitivi e cosa ne sarà di Adrian Peterson.

Carolina Panthers: domenica a Minneapolis era l’ultima chiamata per poter sperare di restare nella corsa playoff. Fallita miseramente. Newton non sta giocando bene e soprattutto non sembra tranquillo di testa, sa già di avere tante responsabilità dovute all’inadeguatezza di chi gli sta intorno e sta rispondendo male proprio mentalmente. La difesa senza Hardy ha perso moltissimo, più di quanto ci si immaginasse. Sarà una lunga offseason, in cui la società dovrà capire bene quanto spazio ha nel salary cap e colmare al meglio i numerosi buchi.

New Orleans Saints: alti e bassi ma ora che non si può più sbagliare, Brees e soci hanno vinto bene a Pittsburgh e si mantengono in corsa per i playoff, dove, se dovessero arrivare, saranno un cliente scomodo per utti.

Atlanta Falcons: anche qui alti e bassi ma la vittoria coi Cardinals li mantiene al primo posto nella division, anche se sembra difficile possano tener testa ai Saints.

Tampa Bay Buccaneers: stagione andata male, anche qui come a Chicago occorre riflettere bene per capire come sfruttare il talento presente nella squadra e anche qui l’anno prossimo deve succedere o scaterà l’ennesima ricostruzione.

Seattle Seahawks: dopo un brutto periodo, le convincenti prestazioni difensive contro Cardinals e Niners sembrano aver rilanciato le quotazioni dei campioni. Certo l’attacco sembra risentire troppo della mancanza di talento tra i ricevitori, vedremo quanto peserà alla lunga.

San Francisco 49ers: la squadra è con le spalle al muro, un altro errore e praticamente è fuori. E se dovesse succedere, sarà interessante vedere cosa vorrà fare la società con Harbaugh e se davvero dovessero manifestarsi le divisioni in spogliatoio di cui si continua a vociferare

Arizona Cardinals: la difesa gioca bene, ma l’attacco sembra essersi inceppato. Del resto, gli infortuni sono tanti e non è facile mettere una toppa a tutto. Il calendario non è agevole e se dovessero restare a 9 vittorie non si sa nemmeno se arriveranno ai playoff

St. Louis Rams: si sono svegliati tardi e ora sono un avversario difficilissimo per chiunque. Vedremo se l’anno prossimo riusciranno a trovare la stessa continuità ma da subito: se sì, saranno davvero pericolosissimi a qualunque livello.

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Pubblicato il dicembre 2, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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