La Maggica

Da tifoso romanista ormai trentennale, ho vissuto qualsiasi tipo di stagione: uno scudetto vinto, altri sfiorati, il terzo posto più sottovalutato della storia, campionato anonimo ma gloria nelle coppe, lottare per la zona UEFA, mediocrità assoluta, salvarsi nelle ultime giornate, momenti in cui l’unica cosa che contava era il confronto con la Lazio, davvero le ho viste tutte. Una stagione come questa, però, mi mancava. Un crollo di gioco, risultati e aspettative nel corso dell’annata così marcato non l’avevo mai visto. Di solito si partiva in un modo e si capiva subito che piega avrebbe preso la stagione, invece una roba del genere è assolutamente surreale, oltre che inedita.

Lo dico subito: scrivo questo post per condividere la mia speranza che questo gruppo e soprattutto questo allenatore e questa dirigenza restino, perché dopo anni passati a inseguire affannosamente il famigerato “progetto”, io vedo che i germi di questo progetto qui ci sono, nonostante un’annata del genere. Si sono fatti errori di ogni tipo fin dalla passata stagione, non si è saputo calcolare il reale valore di certi giocatori per quanto riguarda proprio l’incidenza su gioco e risultati, si è gestita malissimo la spinta derivante dalla straordinaria stagione scorsa. Tutto quello che si sta vedendo in campo è frutto di questi errori, ma io non sono come la maggior parte dei tifosi italiani per cui “hai fatto errori quindi te ne devi andare”, io dico “hai fatto errori ma ora hai anche fatto l’esperienza e quindi resti perché ora sai cosa fare”. Mi si dirà che nel basket non ho ragionato proprio così negli anni scorsi, ma lì la situazione era ben diversa, assolutamente non paragonabile a questa, proprio perché quando il germe del buon progetto era arrivato, si è pensato bene di prendere totalmente altre vie. Pertanto, spero che qui non succeda la stessa cosa.

Tutto nasce dal non aver saputo trattenere Benatia. Lui sicuramente ci ha messo del suo, ma in teoria chi è deputato a fare certe valutazioni avrebbe dovuto capire la straordinaria importanza di questo giocatore in tutto il meccanismo di gioco. Nessuno tra noi tifosi poteva aspettarsi che la sua perdita sarebbe stata così devastante, ma avrebbe dovuto aspettarselo chi invece deve fare queste valutazioni, ovvero l’allenatore e la società. Quando a gennaio ha iniziato a mostrare i primi mal di pancia, subito gli si sarebbe dovuto dire “ok quanti soldi vuoi? Bene, eccoli” e buona notte. Invece si è scelto di giocare al ribasso e di accontentare invece le richieste di Pjanic. Pjanic era fnatastico l’anno scorso, quindi ci stava l’idea di accontentarlo, però ci si sarebbe dovuti render conto che in realtà la priorità era Benatia, e tutto il resto veniva dopo.

Benatia, infatti, non solo era un ottimo difensore, ma era anche sia il regista della difesa che colui che sapeva avviare l’azione rapidamente. Si è detto che Manolas come difensore valeva quanto Benatia e dallo scambio la società ci ha guadagnato dei soldi. Come difensore puro la cosa è vera, ma Manolas questi due punti di forza che ha Benatia non li ha. Poi ci si è anche messa la sfiga dei problemi di Castan, perché se almeno fosse rimasto lui ci sarebbe stato comunque un giocatore intelligente in difesa, invece nemmeno quello, così abbiamo tutti giocatori che in teoria il proprio lavoro sull’uomo lo sanno fare ma che poi peccano terribilmente nelle letture tattiche e delle situazioni specifiche.

Il primo punto è stato quindi l’essersi trovati una difesa assemblata male proprio per la combinazione delle caratteristiche dei giocatori, non certo per il loro valore in sé. Poi c’è stata appunto la gestione sbagliatissima dell’euforia, con proclami fuori luogo e che in una piazza particolare come Roma innescano delle dinamiche da cui poi è difficile sfuggire. Non starò lì a parlarne perché direi che chi sta leggendo li conosce fin troppo bene. Lo stesso vale per la forte probabilità che la preparazione atletica sia stata sbagliata per via del doppio impegno, anche lì direi che ci siamo capiti e che questa cosa probabilmente ha un proprio peso.

Capitolo mercato estivo: detto di come è stata assemblata la difesa, ci sono stati un altro paio di errori: l’acquisto di Cole, decisamente bollito, e il non aver capito che Maicon mai più avrebbe fatto una stagione come quella scorsa, nella quale era motivato dalla voglia di andare ai Mondiali, quindi si sarebbe dovuto avere il coraggio di vendere Torosidis e prendere un laterale destro più forte. Aggiungerei un terzo errore: il non aver insistito su un attaccante d’area davvero forte, anche dal punto di vista fisico. Destro, l’ho sempre detto, è capace solo di sfruttare l’agilità e la scaltrezza nelle situazioni in cui gli spazi sono stretti, ma quando deve lottare fisicamente con un difensore, perde sempre, ma proprio sempre. Il gioco ha bisogno di uno che dentro l’area aggredisca la palla, anticipi i difensori con forza e atletismo e la butti dentro. Se ne sono accorti solo a gennaio e hanno sperato che Doumbia fosse la soluzione, cosa che invece, al momento, non è.

Qui arrivo allo spinoso problema degli acquisti che al momento sembrano un buco nell’acqua ma secondo me vanno tenuti. Doumbia non poteva essere in condizioni fisiche anche solo decenti quando è arrivato. Ha giocato in Russia, dove le tempistiche della stagione sono totalmente diverse rispetto a noi, ed è andato in Coppa d’Africa: impossibile sperare di trovare un giocatore pronto, ma io sono convinto che lui sia un buon attaccante e che con il dovuto riposo estivo e la preparazione atletica giusta possa dire la sua in Italia. Passiamo all’altro caso evidente: Iturbe. Vedendolo giocare, non si può evitare di capire che i numeri li ha, è solo stato catapultato in una realtà troppo diversa da quelle a cui era abituato e ovviamente deve migliorare in concretezza, ma io assolutamente non lo boccerei. E meno che mai boccerei Garcia, Sabatini e la dirigenza per tutti gli errori commessi. Perché sono i classici errori che, se li capisci, ti servono per fare esperienza e per non commetterne più.

Ovviamente l’anno prossimo sarà l’ultima spiaggia per tutti, nessuno escluso, ma io voglio davvero sperare che non si facciano rivoluzioni e si inseriscano i tasselli giusti: un difensore intelligente e che sappia impostare l’azione, un laterale difensivo destro forte, l’attaccante d’area di cui sopra. Dall’altro lato, spero che questi errori vengano riconosciuti e che non si parli solo di sfortuna e di fragilità piscologica. Perché la fragilità psicologica non è arrivata da sola, ma è una conseguenza di tutti gli errori. Questa cosa deve essere chiarissima.

Chiudo parlando dell’atteggiamento della tifoseria, che secondo me ieri ha fatto benissimo a contestare la squadra in quel modo. Il compito di una tifoseria è sì quello di sostenere la squadra, ma anche di dare la sveglia in certe circostanze, e la sveglia non la dai dicendo “ehi, svegliatevi” ma usando toni duri. L’importante è che non si arrivi a episodi di violenza, ma una cosa come ieri per me va benissimo. E speriamo che l’anno prossimo si torni a volare e lo si faccia con cognizione di causa e gestendo bene tutte le complicazioni generate dal successo.

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Pubblicato il marzo 20, 2015 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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