NFL 2015 mid season review

Visto che quando terminava il primo mese ero assolutamente impossibilitato a scrivere causa vacanza, parto con le mie review da questa di metà stagione

New England Patriots: avevo detto che finché esistono Belichick, Brday e Gronkoski era difficile non immaginarsi dei Pats competitivi, ma così dominanti non se li aspettava nessuno. Una continuità impressionante più del solito e una capacità ancora più spiccata di trovare il punto debole di ogni avversario e colpirlo proprio lì. Al momento paiono incontenibili.

New York Jets: il nuovo allenatore, defensive coordinator di lungo corso, ha saputo dare alla squadra il carattere di solidità a propria immagine. Peccato per la sconfitta contro i Raiders, frutto di numerosi errori individuali imbarazzanti in difesa, si spera sia stato solo un episodio e se così sarà i Jets possono ambire ai playoff, se invece è stato l’inizio del crollo ci sarà nuovamente da discutere su tante cose in offseason.

Buffalo Bills: Rex Ryan ha dato una grande scossa all’ambiente come sa fare e all’inizio c’era tanto entusiasmo, poi è arrivata qualche sconfitta e è iniziato il nervosismo, con alcuni giocatori che si mostrano pubblicamente in disaccordo con le scelte tattiche del coach. Certo, avere un quarterback come si deve aiuterebbe, Taylor qualcosa ha fatto e deve assolutamente tornare in fretta dall’infortunio se no qui è notte fonda.

Miami Dolphins: Philbin era sulla graticola da tempo e il suo allontanamento è stato inevitabile, il nuovo head coach, che era l’allenatore dei tight end, ha provato la strada della semplicità, con schemi molto base e stimolando soprattutto l’orgoglio dei giocatori. Ha funzionato per un paio di partite ma poi contro gli insormontabili Patriots c’è stato un nuovo crollo. Da vedere ora come possa essere il morale dei giocatori, anche per via del grave infortunio al pilastro della difesa Cameron Wake. Di certo c’è che, ancora una volta, a Miami si fa raccolta di figurine in offseason e non le si usa bene sul campo.

Cincinnati Bengals: avevo detto che non era da escludere che rimanessero fuori dai playoff ma non mi aspettavo certo una simile metamorfosi da Andy Dalton. Il Red Rifle è cresciuto esponenzialmente nella capacità di prendere decisioni e nella concretezza, gioca in modo accorto senza forzare ma anche senza paura di spingere quando deve, ha diminuito di molto gli errori gratuiti ma la cosa più importante è che quando ne fa non si deprime e si riprende in scioltezza. Ecco quindi che i Bengals sono al momento tra i rivali più accreditati dei Patriots in AFC.

Pittsburgh Steelers: qui la verità è una sola: se sono tutti sani il potenziale di questa squadra è enorme, ma appena si fa male una pedina importante non c’è la minima capacità di sostituirla. Così la squadra ancora si barcamena e lotta per uno dei due posti di wild card, però non si può sperare che non si faccia male nessuno in un gioco come il football e ora senza Bell fino a fine stagione voglio vederli.

Baltimore Ravens: le scelte fatte per sostituire i partenti si sono rivelate tutte catastrofiche, compreso l’offensive coordinator che aveva rivitalizzato l’attacco l’anno scorso, così la squadra non è scarsissima, ma non sembra assolutamente in grado di andare ai playoff.

Cleveland Browns: non riescono a elevarsi dallo status di squadra che lotta ma che contro i più forti soccombe e niente, continuano a lottare e a vincere contro i più scarsi e soccombere contro i più forti.

Indianapolis Colts: li davamo tutti per favoriti in AFC e forse anche per il Superbowl, e invece sta andando tutto storto e la squadra è capace solo di giocare decentemente quando deve tirare fuori l’orgoglio spalle al muro e spesso perde comunque. Vista la pochezza degli avversari in division ai playoff ci possono andare lo stesso, però qualcosa mi dice che in offseason cambierà molto.

Houston Texans: con i mille problemi che hanno avuto a livello di infortuni e di rendimento dei giocatori, sono comunque in testa alla division assieme ai Colts e sembrano in crescita. In un contesto così povero, sta bastando avere un ottimo giocatore in attacco e uno in difesa per essere competitivi. Vedremo come si evolve lasituazione.

Jacksonville Jaguars: finalmente hanno iniziato a percorrere la strada verso il miglioramento, certo ancora non sono dove devono essere ma le cose stanno andando discretamente e anche qui, se la crescita si conferma può succedere di tutto vista la division in cui sono.

Tennessee Titans: come potenziale sono certamente meglio rispetto al record misero di adesso, le scelte del draft sembrano buone nel lungo periodo, ci vuole ancora un po’ di pazienza ma la luce in fondo al tunnel sembra esserci.

Denver Broncos: abbiamo passato un mese e mezzo a dire che vincevano solo grazie alla difesa, poi al primo top team che hanno incontrato sono esplosi in attacco e se davvero si sono sbloccati offensivamente, saranno un brutto cliente per chiunque e l’acquisizione di Vernon Davis dai 49ers sembra proprio perfetta.

Kansas City Chiefs: squadra che dipende troppo dal gioco di corsa, infatti si è infortunato il running back di riferimento ed è stato buio pesto, però ora i due sostituti stanno giocando bene, quindi sai mai.

San Diego Chargers: se avessero vinto le due partite che hanno parso sul filo di lana si potrebbe sperare nei playoff, ma a 2 vinte e 6 perse la stagione sembra compromessa. La squadra è la solita degli ultimi anni, cioè c’è un grande quarterback ma attorno il talento latita e la difesa è discontinua.

Oakland Raiders: la linea verde funziona, Derek Carr sta giocando bene, Amari Cooper è un ottimo innesto e la difesa è bella aggressiva e anche ben bilanciata. Se prendono fiducia i playoff sono lì a portata di mano.

New York Giants: hanno perso 3 partite in modo idiotissimo e nonostante questo sono ancora primi nella division. Squadra indecifrabile in una division indecifrabile.

Dallas Cowboys: le possibilità di perdere partite convincendosi che tanto prima o poi tornano Bryant e Romo dagli infortuni stanno finendo: o quei due tornano in fretta e sani, o chi va in campo aumenta il proprio livello, oppure buona notte, ma subito, senza che si possa più sbagliare.

Philadelphia Eagles: al terzo anno, Chip Kelly si è fatto il roster a immagine delle proprie idee, salvo il quarterback che è chiaramente un ripiego, e il risultato è un football deludente e che manca di quella verve degli anni scorsi. Nulla è ancora perduto, ma c’è un grande boh che inizia a materializzarsi.

Washington Redskins: qui ci rinuncio, non ci capisco niente, non si capisce niente. So solo che sono 3 vinte e 4 perse che non è male, ma davvero sono enigmatici come nessun’altra squadra.

Green Bay Packers: inizio scintillante, poi evidente calo nelle ultime partite e appena hanno trovato una squadra di alto livello hanno perso l’imbattibilità. Secondo me ci sono un sacco di magagne fisiche che stanno nascondendo, se no non si spiega.

Minnesota Vikings: senza grandi statistiche né colpi a effetto stanno vincendo partite e, classifica alla mano, vanno assolutamente tenuti in considerazione per i playoff. Non li ho ancora visti giocare e devo rimediare presto perché sono curioso di capire.

Chicago Bears: situazione strana: Cutler è più a suo agio che mai con il nuovo coaching staff, Forte e Jeffrey, quando gioca, sono le solite garanzie e grazie a loro la squadra non è nei bassifondi della classifica, però di playoff non se ne parla minimamente e tutto ciò rallenta il necessario processo di rinnovamento.

Detroit Lions: crollo francamente inaspettato al quale non so dare spiegazioni, vediamo se il nuovo offensive coordinator, che ha esordito malissimo, col tempo darà una scossa, altrimenti tutti gli allenatori faranno bene a preparare i curriculum da mandare in giro e il GM a decidere chi scegliere con il numero 1 al prossimo draft.

Carolina Panthers: l’emblema del cinismo, giocano bene solo a tratti nel corso della partita e ogni tanto anche le scelte degli allenatori a livello di strategia e di schemi da usare lasciano perplessi, poi però in un modo o nell’altro la portano a casa. Ai playoff ci dovrebbero andare, però lì non potranno permettersi tutti gli errori che fanno ora.

Atlanta Falcons: inizio spettacolare, con i giocatori che sembrano tutti rivitalizzati dal nuovo coaching staff sia in attacco che in difesa, poi un brusco calo nelle ultime partite. Vedremo se l’entusiasmo è finito oppure se è solo un momento e davvero quest’anno avranno qualcosa da dire.

New Orleans Saints: qui invece succede il contrario rispetto a Atlanta, inizio deprimente ma ora le vittorie arrivano, certo ci vuole un po’ più di solidità difensiva, non si può chiedere sempre all’attacco di giocare a chi segna di più.

Tampa Bay Buccaneers: la buona notizia è che sta andando meglio dell’anno scorso, la cattiva è che la discontinuità della squadra tra una partita e l’altra e anche all’interno della stessa partita è paurosa, e non solo in attacco, che visto il quarterbck rookie ci può stare, ma anche in difesa, che invece l’esperienza ce l’ha. Ancora vanno decifrati, quindi, però le cose buone non mancano, in primis un Doug Martin rinato.

Seattle Seahawks: la squadra è forte, però soffre molto e ha perso diverse partite dopo essere entrata in vantaggio nell’ultimo quarto. Wilson deve sempre lottare contro l’inefficienza della propria linea offensiva, la chimica con Graham va a tratti e Lynch sembra aver iniziato il proprio declino fisico. La difesa ha subito qualche errore di comunicazione, ma nelle ultime partite sembra essere tornata la vera Legion Of Boom e questo è già importante. I playoff sono lì.

San Francisco 49ers: e niente, la difesa è il colabrodo che ci si aspettava e l’attacco invece non ha visto nessuno dei miglioramenti sperati. Kaepernick non si evolve, l’intesa con Torrey Smith non esiste, Carlos Hyde è stato discontinuo e ora si è infortunato, Reggie Bush è stato non pervenuto poi appena ha dovuto prendersi un ruolo maggiore si è infortunato pure lui, Vernon davis è appena stato ceduto ai Broncos perché tanto la stagione è andata. Quest’anno va così, sarà fondamentale la strategia in offseason per capire se il nuovo coach Tomsula e lo stesso Kaepernick (la squadra ha appena annunciato di averlo degradato a riserva) l’anno prossimo si risolleveranno o se dovranno entrambi cambiare aria.

Arizona Cardinals: come previsto, senza infortuni sono lì ai vertici e Bruce Arians è talmente un mago da aver persino resuscitato Chris Johnson. Certo a inizio stagione sembravano più solidi rispetto a ora, ma anche adesso sono una squadra di assoluto rispetto capace di andare lontano.

St. Louis Rams: la difesa regge, Todd Gurley sta avendo un impatto devastante, Nick Foles non è spettacolare ma fa il suo e la squadra è lì a lottare per i playoff e soprattutto si sente sempre più in fiducia. Li aspettiamo contro squadre di vertice.

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Pubblicato il novembre 3, 2015 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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