NFL 2016 monthly review: settembre

New England Patriots (3-1) – Belichick sta dimostrando di essere sempre più uno dei più fini interpreti dell’arte del coaching, però poi di fronte a un vecchio volpone come Rex Ryan ha dovuto capitolare visto che tutti i suoi principali talenti erano infortunati o squalificati. Ora dovrebbe tornare tutto alla normalità e sarà difficile che la squadra possa anche solo perdere una partita da qui ai playoff.

 

Buffalo Bills (2-2) – la pessima partenza aveva fatto temere per il peggio, ma poi due belle vittorie contro squadre buone come Cardinals e Patriots (lasciati a zero a casa loro, prima volta nella storia) stanno riportando il sereno. Vedremo quanto durerà, per ora il cambio dell’offensive coordinator dopo le prime due sconfitte sta risultando utile, grazie a uno stile di gioco offensivo più concreto e vicino alle idee dell’head coach. In difesa, i giocatori sembrano ora credere di più nelle idee di Rex, insomma è presto per parlare, ma forse è l’anno buono per un ritorno ai playoff.

 

New York Jets (1-3) – è più preoccupante una difesa che sui passaggi è una sorta di colabrodo o un quarterback che ha lanciato nove intercetti nelle ultime due partite? In ogni caso, per sperare in una stagione positiva, entrambi i problemi vanno risolti, e alla svelta.

 

Miami Dolphins (1-3) – l’head coach Adam Gase avrebbe la missione di rivitalizzare Tannehilll, e non ci sta riuscendo, anzi, sta già più o meno velatamente incolpando i giocatori (“perform or get benched” è già lo slogan dell’anno). Ci sono tutti gli ingredienti per immaginarsi un’altra stagione persa.

 

Pittsburgh Steelers (3-1) – tutto bene a parte l’inaspettata debacle di Philadelphia. Esclusa quella partita, sta avvenendo ciò che i gialloneri speravano: attacco esplosivo e difesa solida. Sta giocando male Wheaton, ma Coates lo sta sostituendo degnamente, ed è tornato Bell dalla squalifica.

 

Baltimore Ravens (3-1) – non hanno ancora affrontato avversari di gran qualità, ma il loro lo stanno facendo, e addirittura sembrano aver rivitalizzato un Mike Wallace che sembrava perduto. Li aspettiamo nei testi più probanti.

 

Cincinnati Bengals (2-2) – per ora, grandi con i piccoli e piccoli con i grandi, anche qui aspettiamo che si stabilizzino, e che magari tornino alcuni infortunati. Certo, la partenza di Marvin Jones e Mohammed Sanu non sembra essere stata adeguatamente coperta.

 

Cleveland Browns (0-4) – già sei in ricostruzione, poi ti si spaccano due quarterback in due giornate nonché il promettente rookie wide receiver, e quando potresti vincere una partita il tuo kicker sbaglia un calcio fattibilissimo, davvero non fa altro che piovere sul bagnato, speriamo che la ruota giri perché onestamente fanno tenerezza.

 

Houston Texans (3-1) – viaggiano a velocità di crociera, peccato che alla prima squadra allenata con un certo acume tattico si siano sciolti, vedremo se sarà stato solo un episodio, certo la division è ridicola quindi ai playoff arriveranno in carrozza.

 

Jacksonville Jaguars (1-3) – il talento ci sarebbe, ma tatticamente e come convinzione in se stessi siamo all’età della pietra. Se non si migliora da questi due punti di vista, un bell’azzeramento del coaching staff a fine stagione è d’obbligo.

 

Tennessee Titans (1-3) – il progetto tattico di Mularkey (squadra fisica e da controllo del ritmo) non sta funzionando granché. Certo è presto per capire se l’head coach riuscirà a dare la mentalità necessaria, quindi è il caso di aspettare per giudizi definitivi.

 

Indianapolis Colts (1-3) – la linea offensiva non protegge Luck, quando lo fa i ricevitori non si liberano, la difesa fa acqua da tutte le parti. L’unico a salvarsi è il vecchio running back Gore, oltre a un Luck che sta facendo di necessità virtù, e la situazione generale appare difficile a dir poco.

 

Denver Broncos (4-0) – John Elway ci ha visto giusto ancora una volta. I due quarterback giovani stanno producendo il giusto per far sì che l’attacco sia perfettamente bilanciato e capace di adattarsi ai piani dei defensive coordinator avversari. La difesa è sempre devastante e le partenze sembrano essere state coperte nel modo giusto. Davvero forti per ora.

 

Oakland Raiders (3-1) – due vittorie sul filo di lana sono lì a dimostrare che tatticamente c’è la capacità di gestire le situazioni sotto pressione, ma comunque i problemi non mancano, a cominciare dalla difesa che avrebbe dovuto far vedere miglioramenti e invece no. Anche qui, aspettiamo qualche altra partita per un giudizio definitivo.

 

Kansas City Chiefs (2-2) – anche qui, piccoli coi grandi e grandi coi piccoli, l’anno scorso dopo un settembre difficile erano arrivate tante vittorie, stavolta la classifica è decente però non si vede quel salto di qualità sperato. Ma, come dimostra l’anno scorso, ancora è presto.

 

San Diego Chargers (1-3) – qui siamo all’opposto rispetto ai Raiders, ovvero tutte e tre le sconfitte sono arrivate dopo che, a cinque minuti dalla fine, stavano vincendo. Gli aspetti positivi non mancano, in primis l’esplosione di Gordon, e vanno anche considerati alcuni infortuni eccellenti, ma se le partite non le finisci, non vai da nessuna parte.

 

Philadelphia Eagles (3-0) – la scelta di Wentz si sta rivelando a dir poco azzeccata, e i dettami tattici del nuovo head coach Pederson stanno dando frutti anche in difesa. Un inizio davvero promettente.

 

Dallas Cowboys (3-1) – la coppia di rookie Prescott (quarterback) e Elliott (running back) sta rispondendo alle attese, ma va detto che le vittorie non sono arrivate contro delle corazzate. Si aspettano anche qui impegni più seri.

 

Washington Redskins (2-2) – discontinui, ma sono in serie positiva ora, per adesso sono difficilmente decifrabili.

 

New York Giants (2-2) – la difesa sembra essee migliorata, anche perché peggiorare era difficile, mentre in attacco non si capisce bene cosa stia succedendo. Beckham non sembra essere lui, ma in compenso Cruz è tornato su buoni livelli e il rookie Sharpe sta producendo. Anche qui, è il caso di aspettare.

 

Minnesota Vikings (4-0) – la scelta di rinunciare alla prima scelta dell’anno prossimo per prendere Bradford dopo il teribile infortunio a Bridgewater si sta rivelando giusta. Molto del merito dei successi è di una difesa costruita con sapienza nel corso degli anni e che oggi è dominante, ma non va sottovalutata la capacità di Bradford di muovere la palla con intelligenza, leggendo sempre al meglio le situazioni e i possibili mismatch. Grazie a questo acume tattico, la squadra non sta subendo l’altro brutto infortunio, quello a Peterson, e il gioco di corsa sta facendo il suo quando serve. Davvero un inizio fantastico.

 

Green Bay Packers (2-1) – due vittorie poco convincenti contro due avversarie inferiori e una sconfitta di misura contro i fortissimi Vikings. A parte i risultati, sembrano un passo indietro rispetto alle big di quest’anno. È ancora presto, però l’impressione che hanno lasciato finora non è bellissima.

 

Chicago Bears (1-3) – come prevedibile, il tentativo di ricostruzione senza però avere le palle di smontare tutto non sta andando benissimo. Ok il gioco di corsa, sul resto qualche spunto di decenza c’è, ma poca roba.

 

Detroit Lions (1-3) – come i Chargers, tre sconfitte sul filo di lana che di certo non giocano a favore della credibilità della squadra. L’inserimento di Marvin Jones è già un successo, per il resto siamo alle solite, e la buona seconda metà della scorsa stagione sembra già un ricordo lontano.

 

Atlanta Falcons (3-1) – anche l’anno scorso erano partiti forte, poi erano crollati, ma quest’anno le fondamenta sembrano più solide. Le armi in attacco sono aumentate e la difesa sembra migliorata. Di conseguenza, la squadra ha molta più fiducia in se stessa e si vede. Ottima versatilità, sempre utile per adattarsi ai piani tattici avversari.

 

Tampa Bay Buccaneers (1-3) – una buona partita d’esordio, poi si è infortunato Doug Martin ed è calata la notte. Il fatto che il nuovo head coach si dica “very concerned” per quanto riguarda i miglioramenti di Winston non autorizza certo all’ottimismo per il prosieguo della stagione.

 

Cartolina Panthers (1-3) – la filosofia per la quale in secondaria si possono fare scommesse, tanto l’importante è la front seven, ha pagato per anni ma ora si è trasformata in un boomerang. L’impressione è che basti lanciare nel profondo contro questa difesa e qualcosa si porta a casa. Anche l’attacco non se la passa benissimo, perché da quando si è fatto male Stewart, il vero equilibratore del gioco, si è tutto incartato. Ora poi Newton si è preso una concussion pesante e magari salterà qualche partita. Insomma, il quadro è tutt’altro che idilliaco.

 

New Orleans Saints (1-3) – è come l’anno scorso, e pure l’anno prima (cit.), ovvero la difesa concede troppo e quello che fa l’attacco viene così vanificato. Ne hanno vinta una giusto per la propensione al suicidio dei Chargers.

 

Los Angeles Rams (3-1) – un inizio terribile e poi tre partite nelle quali la squadra ha vinto imponendo il proprio marchio di fabbrica, ovvero difesa asfissiante e attacco che si barcamena tra uso del fisico e qualche trick play. Vedremo se durerà, alla lunga la mancanza di talento offensivo rischia di farsi sentire, certo, per i nostalgici del football vecchia maniera, quello tutto rabbia e furore agonistico,  questo successo iniziale è divertente.

 

Seattle Seahawks (3-1) – tre vittorie senza affrontare avversari di livello e una sconfitta contro la loro kriptonite Rams. Non stanno eccellendo in alcun aspetto del gioco ma sembrano solidi, e in realtà per loro è ormai una costante il miglioramento nel corso della stagione. Vedremo.

 

San Francisco 49ers (1-3) – al di là dei risultati, il punto sta nel capire se Chip Kelly riuscirà a dare la propria impronta di gioco alla squadra. È presto per stabilirlo, si dovrà aspettare anche oltre la metà della stagione per iniziare a dare giudizi. Chissà che Kaepernick avrà la possibilità di riprendersi il posto da titolare, visto che Gabbert non sta eccellendo.

 

Arizona Cardinals (1-3) – non so spiegare questa classifica deficitaria, dato che li ho visti solo quando hanno vinto. L’impressione è che il gioco di Arians non preveda eccessive variazioni e ormai gli avversari si sono adattati. Urge molto lavoro di cervello per il coach, perché così non si può andare avanti.

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Pubblicato il ottobre 4, 2016 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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