NFL monthly review: ottobre 2016

New England Patriots (7-1) come ampiamente prevedibile, è entrato in campo Brady e tutti i pezzi sono andati al proprio posto. L’unica incognita verso il primo posto in conference è legata alla cessione del forte linebacker Collins, ma Belichick sa quello che fa, quindi se l’ha fatto un motivo ci dev’essere.

 

Buffalo Bills (4-4) troppo McCoy dipendenti, infortunatosi lui, sono tornate le sconfitte. È tutto legato alla salute di Shady quindi, anche per una difesa che se sta in campo troppo tempo, a un certo punto non tiene.

 

Miami Dolphins (3-4) segnali di risveglio con due vittorie consecutive e l’esplosione di Ajayi. Certo, i test non erano particolarmente probanti, vedremo che succederà contro squadre più forti.

 

New York Jets (3-5) anche qui due vittorie consecutive ma molte incognite, a cominciare dal rapporto di Fitzpatrick con allenatore e società. La prossima contro i Cowboys dirà molto su cosa possiamo aspettarci dai Jets nel 2016.

 

Pittsburgh Steelers (4-3) la difesa è meno impermeabile di quanto si pensasse e se Big Ben non rientra dall’infortunio non sarà facile avere dall’attacco i punti che servono. In una division caratterizzata dalla discontinuità, hanno il talento per vincerla, però poi i playoff saranno una lotteria.

 

Cincinnati Bengals (3-4-1) visti per intero domenica scorsa, confermano che le partenze di Marvin Jones e Sanu non sono state compensate e anche la tendenza a commettere troppe penalità in momenti inopportuni. Difficile che vadano ai playoff.

 

Baltimore Ravens (3-4) le tre vittorie iniziali erano chiaramente un fuoco di paglia e le 4 successive sconfitte lo hanno dimostrato. Troppe lacune in attacco e la difesa non può reggere a lungo. Situazione complicata.

 

Cleeland Browns (0-8) si sapeva che la stagione sarebbe stata difficile, ma di segnali positivi ce ne sono. Bisogna assolutamente migliorare la protezione del quarterback, non possono infortunarsi così spesso.

 

Houston Texans (5-3) grandi con le piccole e piccoli con le grandi, ai playoff ci andranno, se i Titans non riusciranno a migliorare ulteriormente, ma poi finirà lì, e Osweiler non vale evidentemente l’investimento fatto.

 

Tennessee Titans (4-4) pian piano, l’identità voluta da Mularkey sta venendo fuori. Forse per i playoff non basterà, ma intanto la strada sembra quella giusta per essere competitivi l’anno prossimo.

 

Indianapolis Colts (3-5) finché la linea offensiva e la difesa saranno così scarse, potranno vincere qualche partita ma non certo sperare in qualcosa di più.

 

Jacksonville Jaguars (2-5) è ormai chiaro che Bradley e il suo staff non sono in grado di sfruttare il talento che è stato messo loro a disposizione. Quattro anni sono abbastanza per capirlo, si trascineranno fino a fine stagione e poi un bel repulisti e si ricomincia.

 

Oakland Raiders (6-2) Jack Del Rio è già il mio coach dell’anno. I suoi azzardi nei finali di partita stanno tutti funzionando e la sua squadra vola. Certo, c’è da mettere a posto alcune cose, soprattutto in difesa, ma con un coach così, già soprannominato giustamente Black Jack, tutto è possibile.

 

Denver Broncos (6-2) due brutte sconfitte figlie della capacità degli avversari di cogliere le debolezze della squadra, e poi due vittorie che mostrano come Kubiak e Phillips siano sempre in grado di trovare i contro aggiustamenti. L’acume tattico dei due coach sarà decisivo per il prosieguo della stagione.

 

Kansas City Chiefs (5-3) Andy Reid sembra essere riuscito, come l’anno scorso, a rimettere la squadra sui giusti binari dopo una partenza incerta. Vedremo cosa porterà novembre per capire quanto potranno essere rilevanti i Chiefs in questa stagione.

 

San Diego Chargers (3-5) dopo le sconfitte in serie al fotofinish, è arrivata qualche vittoria, sempre sul filo di lana. Certo, gli infortuni hanno troppo penalizzato questa squadra, ma gli aspetti positivi ci sono, al di là di come andrà la stagione.

 

Dallas Cowboys (6-1) la coppia di rookie Prescott-Elliott non perde un colpo, con Dak impressionante per come riesce a uscire dai propri momenti brutti nella stessa partita, con una forza mentale da veterano. La difesa non sembra impermeabile, e questo ai playoff potrebbe essere un problema, insieme all’inesperienza del duo principale, ma per ora le cose funzionano.

 

New York Giants (4-3) non convincono, ma vincono, non tanto ma abbastanza per rimanere in corsa nei playoff. Non ecellono in niente ma sono competitivi in tutti gli aspetti del gioco, vedremo se basterà.

 

Philadelphia Eagles (4-3) Wentz ha un po’ perso il tocco magico delle prime partite e la squadra fatica, però il record è ancora positivo. Anche qui, novembre sarà il mese chiave.

 

Washington Redskins (4-3-1) buone cose ma anche discontinuità e infortuni, sono ancora pienamente in corsa ma non sembrano attrezati per arrivare troppo lontano.

 

Mimmesote Vikings (5-2) brutte le due ultime sconfitte, più che altro perché sembra che gli avversari abiano ormai capito come affrontare tatticamente una squadra che ha dei chiari limiti. Zimmer è un ottimo coach e saprà trovare le contromisure tattiche necessarie, ma se il talento manca non può fare i miracoli.

 

Green Bay Packers (4-3) si barcamemano fra troppi infortuni, ma la realtà è che andranno ai playoff solo in caso di crollo dei Vikings, e una volta lì, o saranno più in salute rispetto a ora, o altrimenti addio.

 

Detroit Lions (4-4) totalmente dipendenti dalla vena di Stafford, finora sono ancora con un record accettabile, ma la stagione è lunga e a un certo punto i loro limiti si noteranno più di ora.

 

Chicago Bears (2-6) i giocatori scelti per il processo di ringiovanimento si stanno rivelando più o meno adatti, i risultati ora non arrivano quasi per niente, ma bisogna guardare le cose in prospettiva.

 

Atlanta Falcons (5-3) dopo l’ottima vittoria coi Broncos, si sono inceppati, un po’ come avevano fatto l’anno scorso. Sembrano comunque avere armi sufficienti per essere ancora protagonisti.

 

Tampa Bay Buccaneers (3-4) il record non è malvagio, ma non hanno mostrato niente di particolare per far credere che possano lottare per qualcosa. La strada per la rilevanza è ancora lunga.

 

New Orleans Saints (3-4) la vittoria contro i Seahawks potrebbe essere un punto di svolta della stagione. Forse, dopo anni, i Saints sono riusciti a trovare un attacco più bilanciato e una difesa più solida. È ancora presto per dirlo, vedremo le prossime partite cosa ci mostreranno.

 

Carolina Panthers (2-5) troppo dipendenti dalla forma fisica dei loro uomini chiave, quando tutti sono in salute sono la macchina inarrestabile dell’anno scorso, ma appena qualcuno si fa male, cala la notte. Magari il loro debito con la sfortuna l’hanno già pagato e non avranno più infortuni, ma in NFL è difficile che succeda.

 

Seattle Seahawks (4-2-1) sembrava fossero pronti per volare, e invece le ultime due partire sono state ben poco incoraggianti. Anche qui, troppi infortuni, però non li si può mai dare per morti.

 

Arizona Cardinals (3-4-1) non riescono a emergere dalla mediocrità diffusa, ed è strano per una squadra con un roster del genere e guidate da un coach ritenuto tra i migliori. Non è ancora detto niente, ma i segnali non sono molto incoraggianti.

 

Los Angeles Rams (3-4) i limiti stanno emergendo drammaticamente e la squadra sembra destinata all’ennesima stagione da centroclassifica. Chissà se a un certo punto Goff sarà pronto a scendere in campo per dare un minimo di scintilla.

 

San Francisco 49ers (1-6) difficile giudicarli, il talento a disposizione è quello che è e a un coach come Kelly vanno date almeno due stagioni di tempo. Quest’anno va così, poi se al draft si faranno le scelte giuste, si potrà pensare a essere un minimo competitivi l’anno prossimo.

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Pubblicato il novembre 1, 2016 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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