NFL 2016 monthly review: novembre

New England Patriots (9-2) inizia a vedersi qualche scricchiolio nel meccanismo di Bill Belichick. La colpa è unicamente degli infortuni, però purtroppo sono un fattore anche essi e se per i playoff non sarà tutto sistemato, non sarà facile arrivare in fondo.

Miami Dolphins (7-4) sei vittorie consecutive ed ecco la squadra che passa dall’essere tra le più irritanti della lega a lottare pienamente per i playoff, dove a oggi è dentro. Adam Gase è riuscito a dare ordine tattico e mentalità e la sua missione era esattamente questa.

Buffalo Bills (6-5) si barcamenano, ma è ovvio che hanno bisogno quantomeno di maggior profondità nel roster, per ovviare agli infortuni. Ci sarà lavoro in offseason per Ryan e la dirigenza.

New York Jets (3-8) tutto quello che poteva andare storto è andato, in realtà l’impressione è che non serva una vera e propria ricostruzione, ma che basti cambiare i pezzi giusti, cosa comunque non facile, perché bisogna capire quali sono questi pezzi giusti e trovare i sostituti adatti.

Baltimore Ravens (6-5) continuano a sembrare meno forti rispetto al loro record, ma intanto sono lì, e hanno il vantaggio negli scontri diretti sugli Steelers per giocarsi la vittoria di division e quindi il posto ai playoff.

Pittsburgh Steelers (6-5) loro invece sembra che da un momento all’altro debbano spiccare il volo, ma non lo fanno, e a oggi sarebbero fuori dai playoff.

Cincinnati Bengals (3-7-1) troppi infortuni, ma soprattutto la sensazione che mentalmente Marvin Lewis non abbia più niente da dare a questa squadra e che sia arrivata l’inevitabile ora del cambiamento dopo 13 anni.

Cleveland Browns (0-12) c’è poco da fare, bisogna serenamente aspettare il prossimo draft e augurarsi di fare le scelte giuste.

Houston Texans (6-5) magari la division la vincono anche, ma è ormai ampiamente dimostrato che contro squadre di una minima qualità vanno sotto senza speranze.

Tennessee Titans (6-6) magari ai playoff non ci vanno, però intanto la strada tattica sembra quella giusta e alcuni dei giovani sono in chiaro miglioramento.

Indianapolis Colts (5-6) c’è un leggero miglioramento, ma non basterà per fare bene a fine anno, e a quel punto un bel cambio del coaching staff appare inevitabile.

Jacksonville Jaguars (2-9) loro invece continuano a peggiorare e visto il talento che c’è non si potrà far altro che affidarlo a un nuovo coaching staff.

Oakland Raiders (9-2) bella squadra, bell’allenatore, tutto bene, poi certo se si riesce a dare una registrata alla difesa sarebbe meglio, ma, da osservatori neutrali, è difficile resistere al loro fascino, viene naturale tifare per loro.

Kansas City Chiefs (8-3) a parte l’inopinata sconfitta coi Bucs, stanno procedendo con la loro marcia e ai playoff sono la classica squadra che nessuno vuole incontrare

Denver Broncos (7-4) a oggi sono fuori dai playoff. Restano una squadra di alto livello, ma ci vuole un quarterback serio e devono aumentare la profondità nel roster a livello di runningback.

San Diego Chargers (5-6) pagano un inizio di stagione poco accorto nei finali di partita e il fatto di trovarsi in una division forte, comunque sono una buona squadra.

Dallas Cowboys (10-1) la forza della gioventù dei due protagonisti dell’attacco è ancora tutta lì nel suo splendore. Basterà anche nei playoff o pagheranno l’inesperienza? Intanto, anche qui, viene facile tifare per loro.

New York Giants (8-3) sei vittorie consecutive, come per i Dolphins, e comodo vantaggio per ottenere la prima wild card. Negli anni in cui hanno vinto, sono sempre cresciuti nel momento giusto, proprio come sembra stiano facendo ora. Attenzione.

Washington Redskins (6-4-1) le qualità sia in attacco che in difesa non mancano, però non sembrano capaci di fare le cose importanti nei momenti davvero decisivi, problema non da poco a questo punto della stagione.

Philadelphia Eagles (5-6) la partenza bella era solo un fuoco di paglia, ci sono i limiti e ci sono anche cose buone, bisogna lavorare e col tempo si riuscirà a essere competitivi.

Detroit Lions (7-4) dai e dai, a furia di avversari di division che ne combinano di tutti i colori, ora sono in testa alla suddetta e dentro ai playoff. Loro sì che si sono comportati spesso bene nei momenti decisivi delle partite, e questa qualità aiuta non poco.

Minnesota Vikings (6-5) gli infortuni alla linea offensiva non sono stati mai risolti e sembrano aver dato la mazzata finale, quella che non avevano dato le perdite di quarterback e runningback titolari. Peccato, ma quando ti cadono tutti i pezzi, prima o poi cadi anche tu.

Green Bay Packers (5-6) nelle ultime settimane sembrano essersi un minimo sistemati e delle prossime 4 partite, 3 sono vincibilissime, e all’ultima giornata ci sarà lo scontro diretto coi Lions, che potrebbe valere il posto ai playoff.

Chicago Bears (2-9) siamo nel solito pantano, vedremo se l’inevitabile separazione da Cutler porterà frutti.

Atlanta Falcons (7-4) certo non sono perfetti, ma di potenziale ce n’è parecchio e anche di capacità di vincere le partite in modi diversi e con protagonisti diversi. Non devono mollare ora ma comunque sono ancora in vantaggio per il posto ai playoff.

Tampa Bay Buccaneers (6-5) due vittorie contro avversari di qualità ed eccoli qui una sola partita dietro ai Falcons. Finché continuano a segnare poco ma a prenderne ancora meno possono essere pericolosi.

New Orleans Saints (5-6) migliorati nelle ultime partite, probabilmente non abbastanza per arrivare ai playoff, ma la base per tornare rilevanti ora sembra esserci.

Carolina Panthers (4-7) malinconicamente ultimi nella division, troppo discontinui in attacco e portati a commettere errori decisivi e troppo vulnerabili in difesa. Chissà se è solo un super Bowl hangover o se c’è qualcosa di più, certo non sarà il caso di fare processi ma di lavorare per rimettersi a posto per l’anno prossimo.

Seattle Seahawks (7-3-1) sembravano aver toccato il proprio meglio nel momento giusto e poi la rovinosa sconfitta contro Tampa. Ora il calendario sembra abbordabile, ma non sono più ammessi cali, non tanto per andare ai playoff, ma per arrivarci pronti.

Arizona Cardinals (4-6-1) niente da fare, i problemi restano e a questo punto c’è davvero qualcosa che non va e non è facile capire cosa. La linea offensiva che non tiene, Palmer che invecchia, la difesa poco motivata, non si sa, non si capisce e chissà se il compito di capirlo verrà ancora affidato a Arians, che ultimamente ha la salute incerta.

Los Angeles Rams (4-7) ennesima stagione a metà del guado, in molti invocano la cacciata di Fisher, ma è anche vero che di talento ne hanno poco per dare la colpa al coach. Situazione difficile proprio per questa medietà a cui no nsi sa come rimediare.

San Francisco 49ers (1-10) Vedi Browns, ovvero ora c’è poco da fare se non sperare che il prossimo draft porti le scelte giuste.

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Pubblicato il novembre 29, 2016 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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