NFL preview 2017

 

New England Patriots: i campioni sono riusciti a rinforzarsi ulteriormente, aggiungendo giocatori importanti sia in attacco che in difesa. L’unico motivo di incertezza sta nel capire se Burkehead e Gilleslee riusciranno a garantire un gioco di corsa efficace come quello di Blount l’anno scorso, ma qualcosa mi dice che se Belichick ha lasciato partire LGB per puntare su questi due, ha i suoi buoni motivi e non sono certo io che posso giudicarlo.

Miami Dolphins: Adam Gase ha fatto uno splendido lavoro l’anno scorso, riportando la squadra ai playoff. Non resterebbe, quindi, che proseguire sulla buona strada intrapresa, peccato che Tannehill si sia infortunato e starà fuori tutta la stagione. Al suo posto, un Cutler che aveva già firmato per fare il commentatore TV dovrebbe comunque garantire un buon rendimento, questo almeno fin quando si infortunerà, cosa tutt’altro che improbabile visto che il punto debole della squadra sembra ancora essere la protezione del QB e che Jay non è proprio il più mobile in circolazione. Si rischia, quindi, di arrivare alla fine legando le proprie sorti a ciò che saprà fare il backup di lungo corso Matt Moore, che scarso non è, ma che non ha ancora dimostrato di saper essere decisivo a questi livelli.

Buffalo Bills: l’impressione è che la società stia cercando di lanciare una specie di ricostruzione a lungo termine, ma che non sia in grado di farlo. Prima licenzi il tuo GM dopo il draft, così quello che è arrivato non ha potuto scegliersi i giocatori, dopodiché dai via due giocatori buoni per uno discreto e una scelta futura e spingi il veterano che aveva firmato per te due settimane prima a ritirarsi, che tanto è chiaro che nel breve non si vincerà niente. Boh, non voglio dare giudizi sommari e definitivi, ma per me questi Pegula rischiano di essere degli incompetenti che affoseranno la franchigia per decenni. Quest’anno qualche partita la vinceranno, giusto perché ci sono i Jets in division e perché in attacco hanno McCoy e in difesa un buon talento diffuso, ma in prospettiva la vedo molto male.

New York Jets: l’intenzione della proprietà è chiara: arrivare ultimi per avere la scelta numero 1 in un anno che sarà particolarmente ricco di QB forti provenienti dal college, e sperare così di ripartire dal ruolo più importante. I giocatori sembrano comunque volerci mettere tutto l’impegno possibile, e io ci credo anche, e dico anche che in difesa vedremo delle buone cose. Purtroppo, l’attacco, sulla carta, è osceno a dir poco, e purtroppo, il detto che la difesa vince le partite vale solo se l’attacco vende effettivamente i biglietti, cosa che non mi pare possa succedere in questo caso. Il rischio di uno 0-16 è reale.

Pittsburgh Steelers: hanno il talento per contrastare i Patriots, l’anno scorso è mancata la continuità, quest’anno hanno a disposizione un Martavis Bryant in più ma serve trovare la continuità mentale, cosa che negli ultimi anni è mancata. Ai playoff dovrebbero arrivare tranquillamente, poi dipenderà dalle condizioni fisiche e, appunto, da quanto saranno concentrati mentalmente.

Baltimore Ravens: l’anno scorso è mancato pochissimo per raggiungere i playoff, ma era evidente che la squadra andasse migliorata, cosa che non mi pare sia successa. In più, Flacco è infortunato e non si sa quando rientra, e insomma, si prospetta un altro anno a lottare per aggrapparsi al treno playoff con le unghie e con identi.

Cincinnati Bengals: le aggiunte di Ross e Mixon dovrebbero rendere un po’ più divertente un gioco che l’anno scorso stagnava un po’ troppo. In difesa sono sempre gli stessi aggressivi e un po’ troppo indisciplinati, soprattutto nei momenti che contano. Io dico da tempo che sarebbe ora di un bel cambio di allenatore, invece continuano a puntare su Lewis, e temo che così facendo non andranno da nessuna parte.

Cleveland Browns: continua la lunga e dificile ricostruzione, e dopo anni di scelte sbagliate al draft, quest’anno sembra proprio che i rookie daranno un buon rendimento e aumenteranno, quindi, la qualità della squadra. Certo, manca ancora un bel po’ di tempo prima di diventare competitivi, ma la strada sembra quella giusta, stavolta.

Houston Texans: l’anno scorso sono riusciti a vincere la division nonostante un rendimento insufficiente del QB e solo grazie alla pochezza degli avversari. Quest’anno, il QB è cambiato, ma nessuno dei due che potrebbero giocare sembra pronto per far salire la squadra di livello. Quindi, bisogna sperare ancora nella pochezza altrui, ma stavolta sarà meno semplice.

Tennessee Titans: infatti, a Nashville sembrano finalmente aver fatto tutto per bene e dovrebbero poter competere per la vittoria della division. In teoria non manca niente: una delle migliori linee offensive della Lega, un QB giovane ma già maturo, un buon corpo ricevitori, una difesa compatta e ordinata. Se Mariota risolve quei probemini di decision making che si erano notati l’anno scorso, questa sarà proprio una bella squadra.

Indianapolis Colts: boh, punto di domanda. C’è da dire che, per fortuna, il nuovo GM si è accorto che la difesa era indegna e ha cercato in ogni modo di rinforzarla, ma basterà? In attacco, l’unica certezza è Hilton, perché gli altri due giocatori chiave, ovvero Luck e Gore, sono troppo spesso infortunati, e dietro di loro non sembrano esserci alternative all’altezza. Nemmeno i tanto decantati giovani ricevitori hanno dimostrato di essere davvero in grado di diventare dei target affidabili costringendo le difese ad aprirsi un po’. Vedremo.

Jacksonville Jaguars: nuovo corso sotto la guida di Marrone e Coughlin, ovvero uno che da head coach non ha saputo fare un bel niente e un altro che avrà pure vinto due Super Bowl, ma che è vecchio e rincoglionito da almeno tre o quattro anni. In teoria, la difesa è fatta da giocatori troppo buoni per combinare pasticci, ma l’attacco non convince, a cominciare da una situazione QB confusa e gestita ovviamente malissimo dai due di cui sopra. Se almeno il RB rookie Fournette si dimostrerà all’altezza, una cosa positiva ci sarà, ma non vedo possibilità di competere per una squadra che, purtroppo, si affida sempre alla conduzione tecnica sbagliata.

Oakland Raiders: quest’anno ho una spiccata simpatia per loro, perché sanno che rimarranno nella loro città per pochi anni e vorrebbero tanto regalare un Super Bowl alla loro gente, tanto che Marshawn Lynch in persona è uscito dal ritiro per aiutare la squadra della propria città a vincere. Al di là di questi aspetti romantici, la squadra c’è e sembra avere il giusto mix tra talento e grinta e tra gioventù e esperienza per competere fino alla fine. Speriamo.

Denver Broncos: cambiato l’allenatore, i pro e i contro sembrano essere gli stessi: difesa super, attacco non all’altezza. L’anno scorso, per i playoff non è bastato, e probabilmente non basterà nemmeno quest’anno, anche se c’è da scommettere che saranno in corsa per entrare in post season fino alla fine o quasi.

Kansas City Chiefs: qui, invece, le cose sembrano procedere bene, non ci sono state grandi rivoluzioni, ma non serviva, perché la squadra era già buona così. Di diverso, si dovrebbe vedere un ruolo più importante per il super atleta Tyreek Hill anche in attacco e non solo sui ritorni. Poi certo, si potrebbe dire che questa è una squadra destinata a non superare i divisional, e lì è in effetti difficile capire cosa manchi per aspirare alla vera elite.

Los Angeles Chargers: nuova casa per i Bolts, ma stessi problemi di sempre, ovvero il talento c’è, ma non abbastanza, e gli infortuni sono sempre tantissimi. Difficile far loro una colpa per quest’ultimo punto, però è così, i loro giocatori continuano a farsi male e non sembra esserci modo di fermare questa sfortuna maledetta.

Dallas Cowboys: hanno perso dei pezzi importanti in difesa e in attacco avranno Elliot squalificato sei partite. Molto, quindi, sarà sulle spalle di Prescott, e sappiamo bene che il sophomore slump è sempre dietro l’angolo per chiunque. Io credo che, in ogni caso, questa sarà una squadra che quantomeno lotterà per i playoff fino alla fine.

Philadelphia Eagles: anche qui c’è un QB a rischio sophomore slump, anche perché gli hanno sì dato tre giocatori di nome come Jeffrey, Torrey Smith e Blount, ma i primi due bisogna vedere se sono integri fisicamente, e l’altro non si sa come possa rendere fuori dal sistema Belichick. La difesa è buona e dovrebbe fare bene, l’attacco, come detto, ha delle incognite, certo, se le cose vanno tutte al posto giusto, ci sarà da divertirsi.

Washington Redskins: dopo mesi di speculazioni, Cousins è ancora lì al suo posto, ma ancora in via temporanea, e accanto a sé non avrà più i due ricevitori migliori dell’anno scorso, sostituiti da gente che non sembra all’altezza. In più, l’offensive coordinator se n’è andato a fare l’head coach ai Rams, insomma, anche qui in attacco ci sono molti punti di domanda, e la difesa non sembra proprio impermeabile. Non so dicendo che siano spacciati quest’anno i Redskins, ma mi sembra che le incognite siano davvero molte.

New York Giants: qui l’incognita è solo una, anzi, possiamo quasi dire la certezza negativa, ovvero un gioco di corsa non all’altezza. L’anno scorso, erano bastate un’ottima difesa e la perfetta connessione Eli-OBJ per arrivare ai playoff, quest’anno in attacco c’è un Brandon Marshall in più che dovrebbe togliere un po’ di pressione al wonder boy col numero 13. Insomma, di motivi per sorridere ce ne sono, certo prima o poi un gioco di corsa decente servirà.

Green Bay Packers: anche qui l’incognita è il gioco di corsa, perché, per il resto, Rodgers sembra in gran forma, di gente buona cui passare la palla ne ha e la difesa non sarà tra le migliori della Lega ma è abbastanza solida. Gli avversari di division hanno molte più incertezze di loro, quindi è facile che siano proprio le teste di formaggio a vincere la NFC North e a qualificarsi ai playoff.

Minnesota Vikings: l’anno scorso hanno rappresentato un caso di scuola: se hai una linea offensiva indecente, puoi avere tutto il talento che vuoi ma gli avversari ti soffocheranno sempre e comunque. Così, c’è da sperare che l’offseason sia servita per rinforzare questa terribile debolezza, perché altrimenti è inutile iniziare qualsiasi discorso. Se, per caso, la OL dovesse essere diventata buona, sul resto ci siamo, sia in attacco che in difesa, e le cose potrebbero farsi a dir poco interessanti per i vichinghi.

Detroit Lions: una delle squadre più dipendenti dal proprio QB, non sembrano aver fatto molto per eliminare questa situazione, così, sarà ancora una volta tutto sulle spalle di Stafford e sulla sua capacità di fare miracoli. Non è molto bella come cosa, ma questo passa il convento, e almeno sarà divertente assistere alle improbabili rimonte, o almeno ai tentativi di, del numero 9.

Chicago Bears: stanno cercando sempre più di ringiovanire, ma la situazione QB è quantomeno strana e non sta giovando a Glennon, che partirà come titolare per la prima volta in carriera ma che sa già che prima o poi dovrà cedere il posto al rookie Trubisky. Per il resto, talento e energia non mancano, ma sembrano ancora troppo acerbi per competere, anche perché l’head coach è un po’ troppo conservativo come mentalità per far esprimere la meglio una squadra così.

Carolina Panthers: l’imperativo della offseason è stato quello di fare tutto il possibile affinché Cam Newton prendesse meno botte. Si è quindi cercato di migliorare la sua protezione e si sono presi al draft due rookie come McCaffrey e Samuel che dovrebbero offrire a Ace Boogie la possibilità di liberarsi velocemente del pallone con passaggi corti finalizzati a grandi guadagni after catch. Vedremo se le intenzioni si tramuteranno in pratica: certo, non sarà facile far cambiare completamente a Cam il suo modo di giocare, e non sarebbe nemmeno giusto e sensato snaturarlo. In difesa, l’obiettivo era tenere Short, e così è avvenuto, anche se si è perso Ealy, e in generale, è necessario ritornare ad avere una front seven di livello, cosa che l’anno scorso è mancata. In più, c’è la situazione strana di un GM caciato all’improvviso, pare per colpa della sua scarsa capacità di creare un buon clima tra giocatori e società, e del defensive coordinator che se n’è andato per fare l’head coach ai Bills. Insomma, di carne al fuoco ne abbiamo.

Atlanta Falcons: il rischio di un Super Bowl hangover è più reale che mai, visto quanto è stata catastrofica la disfatta nell’atto finale. Inoltre, abbiamo un offensive coordinator che se n’è andato per fare l’head coach ai 49ers e che h avuto un ruolo fondamentale nella grande stagione scorsa (ma anche nei momenti decisivi della sconfitta). I giocatori sono quelli, e sono ovviamente buoni, starà quindi tutto nella loro testa.

New Orleans Saints: Drew Brees è sempre super efficiente, ma attorno a sé non sembra avere gente all’altezza (e non credo che l’arrivo di Peterson sposterà le cose più di tanto), e la difesa non sembra attrezzata per aiutarlo. Quindi prepariamoci a un altro anno di ottime stats per il QB e di poche vittorie per la squadra.

Tampa Bay Buccaneers: le aggiunte di Desean Jackson e del TE rookie Howard sembrano quelle giuste per far decollare i bucanieri. Winston deve provare di essere in grado di rendere al meglio anche ora che non ci sono più scuse, e l’unica incognita, anche qui, è il gioco di corsa, che dipende molto dalle condizioni fisiche di Martin. Se tutto va a posto, il limite non è proprio il cielo, ma ci siamo vicini.

Seattle Seahawks: l’ossatura della squadra è ancora quella, ci sono stati rumors della volontà di cedere Sherman e di uno spogliatoio per nulla unito, ma tutto è stato smentito. Qualcosa sotto ci sarà, ma alla fine possiamo aspettarci una squadra che scenderà in campo con la solita aggressività e le solite magie improvvisate di Wilson. I playoff non dovrebbero sfuggire.

Arizona Cardinals: sono tutti convinti che quest’anno torneranno competitivi, e in effetti sembrerebbe strano vederli ancora messi male come l’anno scorso. Il talento c’è, le condizioni fisiche dovrebbero essere buone. Certo Palmer e Fitz hanno la loro età,, ma dovrebbero essere ancora capaci di giocare, quindi possiamo prevedere che l’anno scorso sia stato solo un incidente di percorso e che quest’anno torneranno a farsi valere.

Los Angeles Rams: sono passati da un head coach che era ormai diventato Mr. Mediocrità a uno giovane, alla prima esperienza da capo allenatore, e che sembra aver dato le giuste dosi di autostime e vitalità a tutto l’ambiente. Certo, da qui a fare risultati ce ne vuole, soprattutto perché, anche se Goff dovesse esplodere, mancano giocatori validi a cui passare la palla, ma almeno una bella scossa a livello di mentalità ci voleva.

San Francisco 49ers: anche qui c’è un head coach alla prima esperienza e un GM che anche lui non ha mai lavorato in questo ruolo, ma sembra che abbiano deciso di costruire iniziando dalla difesa, che quest’anno, quindi, dovrebbe essere buona almeno nella front seven, mentre in attacco, potranno esserci delle difficoltà, anche se Hoyer ha giocato bene nella sua vita solo con Shanahan come offensive coordinator, quindi magari ora che ce l’ha come head coach tornerà a rendere bene. In teoria WR e RB a roster non sono proprio stellari ma qualcosa dovrebbero farla, insomma ci sono molti punti di domanda ma non sembrano già spacciati.

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Pubblicato il agosto 25, 2017 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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